Il fatto politico

Idranti e lacrimogeni della Polizia a Trieste contro i lavoratori che contestano pacificamente il green pass

La polizia, nel tentativo di disperdere la folla, ha sparato anche dei lacrimogeni sui manifestanti "No green pass" per allontanarli dal porto durante la manifestazione pacifica

Il Corriere Redazione

18 Ottobre 2021 - 11:52

«Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l'assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l'immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità, che nulla fa contro le occupazioni abusive di case e palazzi privati, tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro. Così come vuole la Costituzione, così come richiesto pure dalla UE», denuncia la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni

Prima gli idranti, a ridosso del varco portuale, poi l'uso anche di lacrimogeni contro i manifestanti. La zona dello scalo triestino, dove dal 15 ottobre protestavano i lavoratori del porto, ai quali si sono aggiunti migliaia di no green pass da tutta Italia, è stata sgomberata, ma la mobilitazione ha assunto toni violenti. Alcune persone sono rimaste ferite nei primi momenti concitati questa mattina, anche se al momento è difficile stabilirne il numero esatto, considerando anche il successivo lancio di lacrimogeni, che ha visto un fuggi fuggi generale. I manifestanti si sono poi ricompattati per un lungo corteo, che sta muovendo verso il centro cittadino. Slogan, cartelli e striscioni accompagnano il serpentone, dove è presente anche Stefano Puzzer, il portuale che per primo si è fatto portavoce della mobilitazione nei giorni scorsi, salvo poi dimettersi, restando però fermo nelle idee anti-green pass. Il coordinamento lavoratori portuali Trieste ha emesso un comunicato pochi minuti fa, dove si legge che "condanna con molta forza l'odierno pesante intervento delle forze dell'ordine con idranti, manganelli e lacrimogeni contro una pacifica folla di manifestanti al varco IV del porto di Trieste. Una folla assolutamente pacifica, che in nessun momento aveva impedito il libero transito da e per il porto attraverso il Varco IV". Il coordinamento ringrazia poi i portuali "per aver dimostrato ancora una volta la loro immensa generosità e il loro grande senso di responsabilità interponendosi tra le forze dell'ordine e la folla al fine di tutelare l'incolumità di tutti ed evitare il degenerare della situazione". Il comitato prende atto che "il presidio è finito e conferma quanto espresso nel comunicato non rettificato del 16/10/2021. Conseguentemente riafferma di non aver alcuna intenzione di recedere dalla battaglia contro l'infame decreto che impone ai lavoratori di pagare per poter lavorare".

Indignata la reazione della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Idranti contro i lavoratori che scioperano al porto di Trieste. Lo stesso Governo che nulla ha fatto per fermare un rave illegale di migliaia di sbandati, nulla ha fatto per impedire l'assalto alla sede della Cgil, nulla fa per fermare l'immigrazione illegale e combattere le zone franche dello spaccio e della criminalità, che nulla fa contro le occupazioni abusive di case e palazzi privati, tira fuori dai depositi gli idranti per usarli contro dei lavoratori che scioperano pacificamente per non essere discriminati sul posto di lavoro. Così come vuole la Costituzione, così come richiesto pure dalla UE". Lo scrive su Facebook il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni. "Sindacati muti, media accondiscendenti, forze politiche di maggioranza plaudenti. Ecco in cosa stanno trasformando l'Italia", aggiunge. Dello stesso tono la reazione del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida: "Abbiamo visto di tutto in tanti anni di attivita' politica ma questa campagna elettorale ha superato ogni limite. Attacchi senza precedenti verso l'unica forza di opposizione parlamentare, con tutti gli strumenti utili a screditarla e delegittimarne la rappresentativita'. Attacchi personali al suo leader - continua il parlamentare su Facebook - con accuse mostruose. Attivita' del ministero dell'Interno che fanno rivivere il clima degli anni in cui la strategia della tensione veniva utilizzata per nascondere i fallimenti e la corruzione nei governi. Gruppi di delinquenti utilizzati a orologeria per 'innescare' la demonizzazione delle piazze che protestano contro l'esecutivo. Giornalisti e intellettuali schierati come plotoni di esecuzione per sostenere teoremi che relegherebbero chi rappresenta milioni di cittadini fuori dall'arco costituzionale. Proposte di cancellazione di partiti come Fd'I annunciate sui social dai massimi dirigenti della sinistra. Dossieraggi sui candidati sindaco del centrodestra. Ora in ultimo cariche della polizia, idranti e lacrimogeni contro i manifestanti a Trieste, citta' nella quale si sta votando per il ballottaggio. I cittadini, terrorizzati da questo clima - conclude Lollobrigida -, non vanno a votare e i sindaci eletti rappresenteranno un cittadino su cinque. Questa non e' democrazia. Dove si vuole arrivare?".

"Settimana scorsa si permette a un manipolo di neofascisti di mettere a soqquadro Roma, oggi si usano gli idranti contro i pacifici lavoratori e cittadini a Trieste. Ma al Viminale come ragionano?", dice il leader della Lega Matteo Salvini.

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