L'anniversario

I giorni terribili del rapimento Moro, il ricordo del Presidente Mattarella

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 43° anniversario del rapimento di Aldo Moro, ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate Rosse sequestrarono l'allora Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo cinque agenti della sua scorta.

Il Corriere Redazione

16 Marzo 2021 - 12:18

"In quei terribili giorni si fece strada un forte sentimento di unità, diffuso nel Paese e che fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere i loro folli progetti e le insinuazioni della loro propaganda. Una unità che si tradusse in più avvertita responsabilità verso il valore delle istituzioni democratiche, garanzia delle libertà scolpite nella Costituzione". 

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel 43° anniversario del rapimento di Aldo Moro, ha deposto una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate Rosse sequestrarono l'allora Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo cinque agenti della sua scorta. Nell'occasione ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Ci separano quarantatré anni dal disumano assassinio in Roma, ad opera dei terroristi delle brigate rosse, di Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino. Difensori dello Stato di diritto, della libertà e della democrazia della Repubblica, pagarono con la vita il mandato loro affidato di proteggere Aldo Moro, statista insigne, presidente della Democrazia Cristiana, il cui calvario sarebbe durato sino al successivo 9 maggio quando il suo corpo venne fatto ritrovare in via Caetani. Una data, quella del 16 marzo 1978, incancellabile nella coscienza del popolo italiano. Lo sprezzo per la vita delle persone, nel folle delirio brigatista, lo sgomento per un attacco che puntava a destabilizzare la vita democratica italiana, rimangono una ferita e un monito per la storia della nostra comunità. Sono vite strappate agli affetti familiari da una violenza sanguinaria, sono lacerazioni insanabili. Alle vittime va un pensiero commosso e ai familiari la solidarietà più intensa, che il trascorrere degli anni non ha mai indebolito. La democrazia italiana venne privata, in quell’agguato, di uno dei leader più autorevoli e capaci di visione. Il corso della storia repubblicana ne fu segnato. In quei terribili giorni si fece strada un forte sentimento di unità, diffuso nel Paese e che fu decisivo per isolare le bande del terrore, per respingere i loro folli progetti e le insinuazioni della loro propaganda. Una unità che si tradusse in più avvertita responsabilità verso il valore delle istituzioni democratiche, garanzia delle libertà scolpite nella Costituzione". 

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

BLOG

La campagna elettorale tra promesse e litigi

La campagna elettorale tra promesse e litigi

Cono d'ombra

Come nel 1948, l'Italia a un bivio

Come nel 1948, l'Italia a un bivio

Cono d'ombra

L'Italia e la NATO, dall'adesione a Berlinguer

L'Italia e la NATO, dall'adesione a Berlinguer

CONO D'OMBRA

Quirinale, l'elezione di Leone e la sconfitta di Fanfani

Quirinale, l'elezione di Leone e la sconfitta di Fanfani

Cono D'OMBRA

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare i femminicidi

Diritto e giustizia

Enrico De Nicola primo Presidente

Enrico De Nicola primo Presidente

CONO D'OMBRA