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Dimagrire è difficile, ma non ricadere lo è di più: il nuovo protocollo che combina nutrizione e consapevolezza contro le ricadute alimentari

Il Metodo 0 Ricadute integra regime alimentare a basso contenuto di carboidrati, gestione emotiva e accompagnamento costante.

Il Corriere Redazione

19 Febbraio 2026 - 15:17

Dimagrire è difficile, ma non ricadere lo è di più: il nuovo protocollo che combina nutrizione e consapevolezza contro le ricadute alimentari

La dottoressa nutrizionista Angela Ruggiero

Un approccio innovativo che affronta l’effetto yo-yo (perdere peso per poi riprenderlo subito dopo) partendo dalla comprensione che il cibo non è solo nutrizione, ma anche consolazione, abitudine e fuga.

Il fallimento delle diete non è quasi mai un problema di informazione nutrizionale. Le donne che si rivolgono a specialisti del settore sanno perfettamente cosa dovrebbero mangiare, il problema emerge quando il sapere teorico si scontra con la realtà emotiva, come lo stress che spinge verso il frigorifero, la noia che chiama il cibo come intrattenimento, la solitudine che trasforma l'abbuffata in compagnia, le voglie premestruali che sembrano incontrollabili.

È in questo spazio, tra conoscenza e comportamento, che si consuma la maggior parte delle ricadute alimentari.

Il Metodo 0 Ricadute, sviluppato dalla nutrizionista Angela Ruggiero, nasce proprio da questa consapevolezza, che per evitare l’effetto yo-yo non basta fornire un piano alimentare efficace, serve costruire un sistema di supporto che accompagni la persona nei momenti critici, insegnandole strategie concrete di gestione emotiva.

Un reset alimentare mirato

È prevista una breve fase iniziale di circa sette giorni con un’alimentazione a ridotto contenuto di carboidrati. Non si tratta di una dieta low carb strutturata nel lungo periodo, ma di un intervento temporaneo pensato per aiutare a ridurre la fame compulsiva, stabilizzare i livelli energetici e creare un primo distacco dai meccanismi di compensazione legati al cibo.

È solo una fase di avvio, non un modello da seguire per sempre.”, spiega Angela Ruggiero. “Serve a ottenere risultati visibili e motivanti, ma soprattutto a mettere la persona nelle condizioni di lavorare sulla continuità e sul rapporto con il cibo. La parte centrale del metodo è il mantenimento, non la restrizione”.

Dopo questa fase iniziale, l’alimentazione viene gradualmente ampliata e personalizzata, con l’obiettivo di costruire un equilibrio sostenibile nel tempo ed evitare le ricadute.

La componente psicologica: perché il cibo diventa fuga emotiva

Se la nutrizione è il pilastro biologico, la gestione psicologica è l'ossatura portante.

Angela lo ha imparato passando da 160 kg all'anoressia, due estremi di un unico disagio. "Il cibo non è mai solo cibo. Era rifugio, consolazione, anestesia. Nessuna dieta poteva funzionare finché non avessi imparato altri modi per affrontare il dolore e la solitudine".

La psicologia alimentare identifica diversi pattern, tutti casi in cui il cibo regola le emozioni. "Il problema è che funziona nel breve termine.", spiega Angela. "Ma crea dipendenza e senso di colpa. Noi insegniamo strategie alternative altrettanto accessibili ma più sane.".

Il Protocollo: architettura del supporto costante

Il metodo si struttura su tre livelli di intervento integrati, progettati per non lasciare mai sola la partecipante nei momenti critici. Angela terrà a breve un evento online gratuito di 7 giorni, che prevedere 3 livelli di supporto.

Livello 1: Presenza diretta quotidiana

Angela conduce tre live quotidiane durante i pasti, mangiando con le partecipanti. Risponde in tempo reale a dubbi e tentazioni. Durante le live si tengono workshop formativi su gestione delle voglie, cene fuori, blocco del peso, fame fisica vs emotiva.

Livello 2 - Coach personale dedicata

Ogni partecipante avrà una coach disponibile via chat. È la sicurezza assoluta nei momenti di crisi: fame nervosa del pomeriggio, solitudine del venerdì sera, voglia di cedere dopo una discussione. La coach ascolta, comprende, aiuta a identificare l'emozione e propone strategie alternative.

Livello 3 - Community e condivisione protetta

Il gruppo privato è il terzo pilastro. Uno spazio per condividere difficoltà e vittorie senza vergogna. Scoprire che altre donne vivono le tue stesse paure toglie il senso di isolamento, e quando non ti senti più sola nel problema, diventa più facile affrontarlo.

I trigger di ricaduta

Il protocollo affronta sistematicamente i principali trigger che portano all'abbandono del percorso nutrizionale:

Ciclo mestruale e voglie premestruali: nei giorni precedenti le mestruazioni, molte donne sperimentano voglie intense di carboidrati e zuccheri. Il metodo insegna a riconoscere questo pattern, a pianificare alternative sane che soddisfino comunque il bisogno (ad esempio, cioccolato fondente ad alta percentuale di cacao), e a non trasformare una voglia fisiologica in un fallimento morale.

Stress e cortisolo: lo stress cronico aumenta i livelli di cortisolo, che a sua volta stimola la ricerca di cibi ad alta densità calorica. Vengono insegnate tecniche di gestione dello stress alternative al cibo: respirazione diaframmatica, movimento fisico leggero, journaling emotivo, contatto con la natura.

Eventi sociali e pressione del contesto: cene fuori, aperitivi, feste di compleanno, tutte situazioni dove il cibo è sociale e il rifiuto può essere percepito come offesa. Il metodo fornisce script comunicativi e strategie pratiche per partecipare senza sensi di colpa e senza dover giustificare le proprie scelte alimentari.

Plateau di peso e frustrazione: quando la bilancia si blocca nonostante l'impegno, molte abbandonano. "È il momento più critico.", spiega Angela. "Ti mostriamo come guardare altri indicatori: come ti senti, come ti stanno i vestiti, come dormì, come sono i tuoi livelli di energia. E soprattutto ti spieghiamo la fisiologia del plateau, così capisci che è normale e temporaneo, non un fallimento".

Il successo non si misura nei chili persi

Angela Ruggieri ha già accompagnato oltre 500 donne. "Il successo non si misura solo nei chili persi.", precisa Angela. "Ma in quante, sei mesi dopo, non hanno ripreso il peso, in quante hanno smesso di vivere il cibo come nemico e in quante non si sentono più in colpa quando mangiano.".

Quindi meno ansia legata al cibo, maggiore consapevolezza dei trigger emotivi, sviluppo di strategie alternative, miglioramento dell'autostima.

Un approccio replicabile

"Non esistono segreti o trucchi, non esistono i miracoli.", afferma Angela. "Esiste un protocollo nutrizionale fondato sulla fisiologia, integrato con psicologia comportamentale, un supporto umano costante e l'onestà di dire che serve impegno e disponibilità a mettersi in discussione.".

"Il mio obiettivo non è affatto quello di vendere l'ennesima dieta.", conclude Angela Ruggiero.

"Io desidero cambiare il paradigma con cui le donne affrontano il dimagrimento. Voglio che smettano di pensare che devono farcela da sole e inizino a chiedersi se qualcuno possa accompagnarle in questo percorso. Perché la solitudine è il vero nemico del cambiamento duraturo, e nessuna donna dovrebbe più affrontare da sola quello che io ho dovuto affrontare da sola per troppi anni".

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