La crisi di governo

Draghi si crede il padreterno e chiede la sottomissione di tutti per andare avanti

Esaltato dalle invocazioni dei poteri forti delle ultime ore a restare, il premier ha chiesto di fatto ai partiti della maggioranza e al Parlamento carta bianca, senza alcuna investitura popolare, per proseguire il suo mandato

Loris Del Vecchio

20 Luglio 2022 - 14:01

Draghi si crede il padreterno e chiede la sottomissione di tutti per andare avanti

"Ha blaterato di responsabilità per giustificare il suo attaccamento alla poltrona, ci dispiace si sia pentito perché l'unico gesto di responsabilità in diciassette mesi lo aveva fatto nel presentare le sue dimissioni al Capo dello Stato. Di questo discorso autoreferenziale e arrogante restano impresse le parole di rivendicazione delle politiche guerrafondaie che ci stanno trascinando inesorabilmente in una crisi economica e sociale con pochi precedenti", attaccando i parlamentari di "Alternativa"

Un patto rafforzato con le forze politiche per proseguire in modo incisivo l'azione di governo. E' quello avanzato oggi dal presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso delle sue comunicazioni in Aula al Senato. Un discorso alto, in cui il premier ha evidenziato i risultati raggiunti nei 18 mesi del suo governo, con il raggiungimento degli obiettivi previsti dal Pnrr e la realizzazione di riforme attese da anni. Draghi ha sottolineato che "gli italiani hanno sostenuto questo miracolo civile, e sono diventati i veri protagonisti delle politiche che di volta in volta mettevamo in campo". Tutto cio', ha sottolineato ancora il presidente del Consiglio, e' stato reso possibile "grazie a voi" parlamentari che avete sostenuto il governo con uno sforzo di unita' nazionale. "Mai come in questi momenti sono stato orgoglioso di essere italiano", ha aggiunto. Quella di presentare le dimissioni, ha spiegato ancora Draghi, "e' stata una scelta tanto sofferta quanto dovuta. Questa decisione e' seguita al venir meno della maggioranza di unita' nazionale" ha sottolineato. "Il desiderio di andare avanti insieme si e' progressivamente esaurito e con esso la capacita' di agire con efficacia, con tempestivita', nell'interesse del Paese", ha osservato Draghi, che nel suo intervento ha ricordato gli innumerevoli appelli lanciati affinche' resti a Palazzo Chigi. Ad averlo colpito, in particolare, l'appello degli oltre 2 mila sindaci e quello dei lavoratori della sanita', "gli eroi della pandemia". Appelli che "non possono essere ignorati". Per ricostruire il patto di fiducia che ha tenuto insieme la maggioranza, tuttavia, "l'unica strada, se vogliamo restare insieme, e' ricostruire daccapo questo patto con coraggio". In particolare, nel suo discorso, Draghi ha proposto quattro punti per un nuovo programma di governo: il completamento del Pnrr; la riforma del fisco, il sostegno ai meno abbienti e la riduzione del cuneo fiscale; l'emergenza energetica, con un importante passaggio sul rigassificatore di Piombino la cui istallazione va ultimata entro la prossima primavera; infine, il sostegno all'Ucraina, cosi' come il Parlamento ha impegnato il governo a fare. Nel corso del discorso, non e' mancato un passaggio importante sulle potenze straniere - non solo la Russia - che cercano di esercitare la propria influenza sull'Italia: "Dobbiamo aumentare gli sforzi - ha affermato Draghi - per combattere le interferenze da parte della Russia e delle altre autocrazie nella nostra politica, nella nostra societa'". Nel proporre un patto alle forze politiche, il premier ha concesso qualcosa al Movimento 5 stelle con un'apertura al salario minimi per chi non e' coperto dai contratti collettivi e sul Reddito di cittadinanza, "una misura importante ma puo' essere migliorata" per aiutare chi ha piu' bisogno e per ridurre distorsioni al mercato del lavoro. Al tempo stesso, pero', il presidente del Consiglio ha fatto capire senza mezzi termini che sul sostegno militare al governo di Kiev la linea resta la stessa: "Armare l'Ucraina e' il solo modo per aiutarla a difendersi", ha evidenziato Draghi. Non e' mancata una bacchettata all'M5s e alle forze politiche di sinistra sull'opposizione alla realizzazione delle infrastrutture energetiche necessarie per il Paese. "Dobbiamo ultimare l'installazione del rigassificatore di Piombino entro la prossima primavera, e' una questione di sicurezza nazionale", ha affermato Draghi, rispondendo alle recenti dichiarazioni del presidente della Toscana ed esponente Pd, Eugenio Giani, che vuole limitare a tre anni la presenza del rigassificatore a Piombino. Il premier non ha fatto sconti neanche alla Lega in merito alle concessioni balneari e sui tassisti. "Serve sostegno forte all'azione dell'esecutivo e non di un sostegno a proteste non autorizzate, e talvolta violente, contro la maggioranza di governo", ha detto parlando del Ddl Concorrenza. Il premier ha quindi chiuso il suo discorso restituendo la palla ai partiti: "Siete pronti a confermare quello sforzo che avete compiuto nei primi mesi, e che poi si e' affievolito? Siamo qui, in quest'Aula, oggi, a questo punto della discussione, perche' e solo perche' gli italiani lo hanno chiesto. Questa risposta a queste domande - ha concluso - non la dovete dare a me, ma la dovete dare a tutti gli italiani".

"Il premier Mario Draghi ha esplicitato nel suo discorso al Senato la richiesta di pieni poteri e in una Repubblica Parlamentare quale è l'Italia si tratta di una richiesta irricevibile". Lo affermano i parlamentari di Alternativa. "Al presidente Draghi - proseguono - che ha motivato l'assurda richiesta di sostegno dell'uomo solo al comando come giunta direttamente dagli italiani attraverso gli appelli firmati da centinaia di imprenditori e circa 2000 sindaci, ricordiamo che in Italia i cittadini esprimono la loro volontà attraverso libere elezioni e tutto questo afflato nei suoi confronti da parte del Paese reale non lo vediamo visto che di imprenditori ce ne sono diverse migliaia, molti dei quali a rischio di fallimento a causa delle politiche adottate dal suo governo, e i sindaci sono quasi 8000". "Ha blaterato di responsabilità - sottolineano - per giustificare il suo attaccamento alla poltrona, ci dispiace si sia pentito perché l'unico gesto di responsabilità in diciassette mesi lo aveva fatto nel presentare le sue dimissioni al Capo dello Stato". "Di questo discorso autoreferenziale e arrogante - aggiungono - restano impresse le parole di rivendicazione delle politiche guerrafondaie che ci stanno trascinando inesorabilmente in una crisi economica e sociale con pochi precedenti. Per non parlare del rischio sempre più concreto di essere coinvolti direttamente in una escalation militare devastante. A ciò si aggiunge la determinazione nell'invertire la rotta della tanto decantata transizione ecologica con la benedizione delle fonti fossili e di nuovi devastanti impianti a minare il già delicatissimo equilibrio ambientale". "Nelle parole di Draghi si è colto tutto il disprezzo per le istituzioni democratiche di questo Paese. L'annichilimento del potere legislativo parlamentare è così sancito. Messo nero su bianco e consegnato ai posteri. Non ci resta a questo punto che sperare in un sussulto di dignità al momento del voto di fiducia. Oggi i senatori e domani i deputati dovranno far capire a Draghi che gli italiani non hanno l'anello al naso", concludono i parlamentari di Alternativa.

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

BLOG