Il caso politico

Governo Draghi, 5 Stelle in rivolta: Crimi sotto accusa e petizione per ripetere il voto su Rousseau

Sotto attacco finisce inevitabilmente il capo politico Vito Crimi. Diversi sono i parlamentari che vogliono la sua testa. "Non basterà dire che una trattativa non c'è stata, dovrà assumersi le sue responsabilità", è la minaccia.

Il Corriere Redazione

13 Febbraio 2021 - 21:04

Crimi in Puglia tifa Laricchia presidente, sull'alleanza post elezioni con Emiliano: «Non facciamo previsioni per il futuro»

Vito Crimi, capo politico del M5S

Delusione, poi, per la scelta di Roberto Cingolani come superministro green. Prova a stemperare le tensioni Federica Dieni: "So che il nome di Beppe era un altro non lui", scrive ai colleghi. "Ma ora per le trivelle dobbiamo parlare con Giorgetti o con Cingolani?", chiede ironico Giovanni Vianello.

Il giuramento del Governo Draghi non basta a sopire i malumori. Il M5S resta una polveriera pronta a esplodere. Diversi eletti, guidati da Barbara Lezzi, chiedono al Capo politico Vito Crimi e al Garante Beppe Grillo di procedere con un nuovo voto su Rousseau. "La previsione del quesito" votato l'11 febbraio 2021 "non ha trovato riscontro nella formazione del nuovo Governo. Non c'è il super-ministero che avrebbe dovuto prevedere la fusione tra il Ministero dello Sviluppo economico e il Ministero dell'Ambiente oggetto del quesito. Chiediamo che venga immediatamente indetta nuova consultazione con un quesito in cui sia chiara l'effettiva portata del ministero e che riporti la composizione del Governo", scrive su Facebook l'ex ministra del Sud dei gialloverdi. Ne segue una petizione su Change.org che raccoglie in poche ore oltre 3mila adesioni. I mal di pancia rimbalzano sulle chat e sui profili social. Non convincono gli assetti di Governo, certo. "Tre ministri al Movimento e tre a FI, abbiamo portato a casa davvero poca roba" lamentano alcuni parlamentari. Diversi escono allo scoperto. "Stamattina è tutto molto chiaro e mi permette di poter affermare con sicurezza che voterò NO al governo Draghi", scrive su Facebook il senatore M5S Emanuele Dessì. Anche Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, sembra non avere dubbi: "Io non posso accettare di poter avere fiducia in un governo che mi sembra essere 'Jurassic Park', con il recupero di mostri che hanno popolato il passato e che adesso tornano a dettar legge - attacca - Il M5S deve tornare ad essere una forza politica a difesa dei valori per cui è nato. Altrimenti come è logico anche quest'esperienza politica sfiorirà". Le tensioni ribollono nelle chat. "Abbiamo pochissimi ministeri di peso, ci hanno dato incarichi inutili e trattato da deficienti, non sono stati corretti", scrive il deputato Luigi Iovino. "Chi ha condotto le trattative? Come si sono svolte?", chiede Marta Grande. Per Valentina Palmisano "anche" il capogruppo della Camera Davide Crippa "ha avuto un peso". Delusione, poi, per la scelta di Roberto Cingolani come superministro green. Prova a stemperare le tensioni Federica Dieni: "So che il nome di Beppe era un altro non lui", scrive ai colleghi. "Ma ora per le trivelle dobbiamo parlare con Giorgetti o con Cingolani?", chiede ironico Giovanni Vianello. E se Francesco Forciniti pensa allo strappo e annuncia in chat che non voterà la fiducia al governo Draghi, la lista degli addii si allunga. Lascia il Movimento, infatti, anche il deputato Giuseppe D'Ambrosio, parlando di "una lunga storia d'amore che finisce".Nel pomeriggio si riunisce l'assemblea dei senatori e in tarda serata quella dei deputati. Sotto attacco finisce inevitabilmente il capo politico Vito Crimi. Diversi sono i parlamentari che vogliono la sua testa. "Non basterà dire che una trattativa non c'è stata, dovrà assumersi le sue responsabilità", è la minaccia. Beppe Grillo, che in diverse occasioni si è speso per far nascere il nuovo Governo, prova a serrare le fila a modo suo. "13 febbraio 2021. Vi ricorderete questa data. Perché da oggi si deve scegliere. O di qua, o di là. Scegliere le idee del secolo che è finito nel 1999 oppure quelle del secolo che finirà nel 2099", scrive sul suo blog, puntando sulla capacità di tutti, e del Movimento, di "immaginare e commuoversi per il futuro". "E' di una transizione cerebrale di cui abbiamo bisogno", sentenzia. In ogni caso Draghi si presenterà alle Camere mercoledì e giovedì e la fiducia del M5S (o almeno di diversi suoi parlamentari) è tutt'altro che scontata. 

Nadia Pietrafitta (La Presse)

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

BLOG