Il video confronto
15 Maggio 2020 - 14:59
L'unico vero paletto resta quello del no agli spostamenti tra regioni (alcuni hanno provato a chiedere un passaggio graduale prima dell'ok del 3 giugno fissato nel dl), per il resto i governatori avranno margini per operare in autonomia, di anticipare quindi le riaperture e di adottare proprie misure.
Il documento dell'Inail non e' modificabile ma le regioni avranno la possibilita' di intervenire con propri protocolli, assumendosi la responsabilita' e rispettando in ogni caso le linee guida sui criteri di sicurezza. La premessa utilizzata questa mattina dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la riunione con i presidenti di regione, e' servita ad indicare la cornice dentro la quale i governatori potranno muoversi da lunedi' prossimo riguardo alle misure sulle attivita' commerciali. L'unico vero paletto resta quello del no agli spostamenti tra regioni (alcuni hanno provato a chiedere un passaggio graduale prima dell'ok del 3 giugno fissato nel dl), per il resto i governatori avranno margini per operare in autonomia, di anticipare quindi le riaperture e di adottare proprie misure. I governatori che non utilizzeranno protocolli regionali dovranno invece avvalersi delle indicazioni dell'Inail. Ma la possibilita' di intervenire ognuno per conto proprio non e' una soluzione gradita da tutte le regioni. C'e' chi - come il presidente della Lombardia Fontana - ha chiesto la possibilita' di arrivare ad un protocollo unico condiviso (e' in corso una riunione dei presidenti di regione proprio per tentare questa strada) ma il fatto e' che molti presidenti hanno gia' anticipato le proprie ordinanze. Il Friuli Venezia Guilia con Fedriga e il Veneto con Zaia sono per le riaperture a macchia di leopardo. "Servono linee guida univoche", insistono i comuni. Il governatore dell'Abruzzo Marsilio chiede chiarezza in modo che le norme possano essere facilmente interpretate. "I documenti Inail devono essere linee di principio", ha spiegato Toti. Le indicazioni arrivate dai 'tecnici' - come quella dei 4 metri per i ristoranti o dei 5 per gli ombrelloni - non convincono. Da qui le proteste dei presidente di regioni e l'obiettivo del governo di fare una sintesi. Oltre al dl ora sul tavolo del Cdm ci sara' anche un dpcm che dovrebbe fornire qualche indicazione in piu' (sul tavolo il compromesso di una misura standard che potrebbe essere quella dei due metri). In ogni caso oggi molti presidenti di regione (era presente anche il numero uno dell'Anci Decaro) hanno manifestato le proprie perplessita' sulla nuova fase. C'e' il rischio che si possano aprire dei contenziosi, addirittura qualche regione - in primis Veneto, Puglia e Campania - ha paventato il pericolo di una responsabilita' penale che possa essere scaricata proprio sui governatori.
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