Il focus
30 Luglio 2024 - 12:01
Le normative fiscali relative ad essa prevedono tre trattamenti differenti quali: l’esenzione fiscale, il trattamento fiscale delle spese che sono documentate, il trattamento fiscale delle eventuali indennità aggiuntive che superano i limiti dell’esenzione che abbiamo visto sopra. I regolamenti fiscali dipendono da fattori ben definiti quali: durata della trasferta, motivo di trasferimento, settore di lavoro in cui opera il dipendente.
Quando si effettua una trasferta lavorativa è bene sapere anche che c’è una disciplina sul trattamento fiscale e sulla tassazione delle indennità di trasferta. Nel dettaglio ci sono delle imposte che devono essere corrisposte e delle spese che invece possono essere dedotte fiscalmente. Vediamo in questa guida come funziona la tassazione delle indennità di trasferta e le leggi che la determinano.
Il Testo Unico delle Imposte sui Redditi, articolo 51, definisce che per indennità di trasferta si intende un rimborso che il datore di lavoro può elargire ai suoi dipendenti al fine di andare a coprire le spese aggiuntive che sono state sostenute durante un viaggio di lavoro.
In base a quanto dista la destinazione finale dalla sede di lavoro c’è un cambiamento della tassazione. Infatti, le trasferte che avvengono nel Comune di riferimento hanno una tassazione interamente imponibile con esclusione delle spese che vengono effettuate a titolo di viaggio e che sono documentabili.
Le trasferte fuori dal comune non rappresentano un reddito imponibile, queste sono esenti dal pagamento dell’IRPEF entro il compenso di 46,48 euro per la diaria in Italia e di 77,46 euro per la diaria all’Estero.
Se oltre all’indennità viene riconosciuto al lavoratore un rimborso per le spese sostenute durante il viaggio viene adottata una tassazione mista con limiti che vanno fino ai 30,89 euro al giorno per gli spostamenti nel territorio italiano, e di 51,64 euro per gli spostamenti all’estero. Come previsto dalla legge le quote di rimborso spese sono esenti da tassazione.
Per tutti i lavoratori che invece svolgono un’attività lavorativa che prevede spesso spostamenti di volta in volta differenti, l’indennità di trasferta ha una tassazione del 50%.
L’indennità di trasferta si lega alle spese che i dipendenti sostengono durante il viaggio nel momento in cui operano distanti dalla propria sede di lavoro. Le normative fiscali relative ad essa prevedono tre trattamenti differenti quali: l’esenzione fiscale, il trattamento fiscale delle spese che sono documentate, il trattamento fiscale delle eventuali indennità aggiuntive che superano i limiti dell’esenzione che abbiamo visto sopra. I regolamenti fiscali dipendono da fattori ben definiti quali: durata della trasferta, motivo di trasferimento, settore di lavoro in cui opera il dipendente.
Imposte previste per l’indennità di trasferta
Per l’indennità di trasferta tassazione e imposte in caso di calcolo forfettario per le trasferte che vengono effettuate fuori dal proprio territorio comunale concorrono alla formazione di reddito con relativa applicazione della tassazione da lavoro dipendente fino a un massimo di 46,48 euro al giorno in Italia e di 77,46 euro al giorno all’estero. All’interno del rimborso analitico, invece, le spese per il vitto, gli alloggi, i trasporti, tutti documentati, a prescindere da quale sia l’importo non vengono in alcun modo tassati. Inoltre, il datore di lavoro deve prevedere anche un ulteriore rimborso nel caso in cui il lavoratore impieghi la sua vettura per gli spostamenti. L’indennità non è soggetta ad una tassazione a patto che questa non superi i 15,49 euro al giorno per gli spostamenti in Italia e i 25,82 euro per gli spostamenti all’estero.
In caso d’adozione di un sistema misto, analitico e forfettario, il rimborso spese non viene tassato e non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente nel caso in cui le spese non superino i 30,99 euro per gli spostamenti in Italia e i 51,65 euro per quelli all’estero escludendo quelle spese che sono state effettuate per vitto e alloggio.
Quali spese possono essere dedotte?
Oltre alla tassazione, bisogna considerare che ci sono anche delle deduzioni fiscali per la trasferta. Queste fanno riferimento alle spese che il dipendente ha sostenuto durante il viaggio di lavoro. Le spese vengono dedotte dal reddito imponibile e riducono di conseguenza le tasse che vengono calcolate sull’imposta del reddito. Le spese che si possono dedurre sono quelle di: viaggio (trasporto), alloggio e vitto. A patto che queste siano state documentate.
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