La decisione storica

Il Tribunale di Pesaro vuole vederci chiaro sulla bontà dei vaccini anti-Covid e sugli effetti provocati nelle persone

Il caso riguarda un libero professionista di Pesaro, che aveva contratto il Covid19 ma che sarebbe stato costretto a vaccinarsi, anche se ormai guarito.

Il Corriere Redazione

31 Luglio 2022 - 10:02

Il Tribunale di Pesaro vuole vederci chiaro sulla bontà dei vaccini anti-Covid e sugli effetti provocati nelle persone

Il trbunale di Pesaro

I giudici hanno accolto il ricorso del professionista e predisposto l’accertamento tecnico richiesto sull’analisi del contenuto dei vaccini a mRNA. L'esame del siero è previsto a settembre

Nella relazione difensiva concentrata sull’analisi della funzionalità dell’mRNA e degli enzimi rilevati con le analisi, il consulente del professionista Raffaele Ansovini spiega che: “Nel nucleo vi è il Dna nucleare, nei mitocondri vi è quello mitocondriale. Al suo apparire il Covid-19 si è espresso in tre modi: 5-7% con gravi polmoniti, necessità di terapia intensiva con alta incidenza di prognosi infausta; 30-40% ricoveri ospedalieri bisognosi di continuo monitoraggio diagnostico e terapeutico; 60% asintomatici. Come è possibile che un virus abbia un comportamento così marcatamente disomogeneo? Il SarsCov2, per evoluzione naturale o per mano umana, è capace di inserire il suo genoma ad RNA anche nel DNA mitocondriale e quando lo fa mostra il peggio di sé. Ciò premesso, che fanno i vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna? Integrano anch’essi l’RNA virale del Covid-19 nel genoma mitocondriale occupando così la sede che, se occupata dal virus, scatena la sua sindrome severa. Così operando i vaccini a mRNA, prima di tutto non hanno la conformazione funzionale dichiarata e, in secondo luogo, pur creando una risposta anticorpale, la stessa risulta inefficace”.

 “Grazie alla consulenza del dottore Raffaele Ansovini - spiega l'avvocatessa Nicoletta Morante, che segue il caso -, il ricorrente già guarito da infezione Covid, ingiustamente (così sosteniamo) limitato nella propria professione e libertà di circolazione, oltre che colpito da sanzione amministrativa per violazione dell’obbligo vaccinale, ha illustrato le proprie perplessità in ordine alla somministrazione di vaccini a mRNA, chiedendo se corrisponde a buona scienza medica vaccinare i guariti. Volevamo capire se il consenso informato, alla cui firma sarebbe obbligato, sia compatibile con l’obbligatorietà se siano presenti eccipienti ad uso non umano o dannosi per la salute, o enzimi già ritrovati in analisi recentemente pubblicate in una rivista scientifica statunitense in calce alla relazione del dottor Ansovini, già redatta proprio per questo giudizio”.

Analoga situazione quella di Paolo Lisi, odontoiatra di Rovereto sospeso dall’attività clinica perché non vaccinato contro il Covid. Lisi, che a fine settembre tornerà in aula per chiedere i danni all’Azienda sanitaria e all’Ordine dei medici in merito alla sospensione dall’attività, spiega: “Oltre all’analisi dei prodotti vaccinali chiediamo i test sul sangue dei pazienti vaccinati a confronto con i test sul sangue dei non vaccinati”. Il giudice Giuseppe Barbato si è riservato, acconsentendo alla richiesta del legale dell’odontoiatra, di produrre uno studio svedese recente sui vaccini.

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