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Cosa sapere sulla cannabis light

Per gli appassionati del settore, oggi esiste la possibilità di acquistare cannabis legale di qualità online e provare con mano quelli che sono i vantaggi offerti dal cannabidiolo.

Il Corriere Redazione

18 Maggio 2022 - 19:12

Cosa sapere sulla cannabis light

Recentemente si è sentito molto parlare di cannabis light. Ma cosa si intende con questa denominazione?  La marijuana light è una particolare versione della pianta di canapa, che si differenzia da quella comunemente utilizzata a scopo ricreativo per la concentrazione di principi attivi in essa contenuti.

Cos’è la canapa light e quali sono i vantaggi del suo utilizzo 

La questione etica e morale che ruota attorno alla cannabis e al suo utilizzo è da tempi immemori al centro di accesi dibattiti. Alla base di tali divergenze si trovano due filoni di pensiero molto diversi: il primo considera la cannabis come una mera sostanza stupefacente a tutti gli effetti, mentre il secondo ne esalta le proprietà benefiche sfruttate a beneficio dell’uomo sin da tempi molto antichi.  Il compromesso? Creare una varietà di cannabis light, in modo da poter godere dei benefici della stessa, senza incorrere negli effetti psicoattivi tipici della varietà tradizionale. 

Per gli appassionati del settore, oggi esiste la possibilità di acquistare cannabis legale di qualità online e provare con mano quelli che sono i vantaggi offerti dal cannabidiolo.Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Cosa significa cannabis light? E come si ottiene?

Recentemente si è sentito molto parlare di cannabis light. Ma cosa si intende con questa denominazione?  La marijuana light è una particolare versione della pianta di canapa, che si differenzia da quella comunemente utilizzata a scopo ricreativo per la concentrazione di principi attivi in essa contenuti.  Come è noto, la marijuana presenta una vasta quantità di sostanze, alcune delle quali in quantità predominanti rispetto ad altre.  In particolare, stiamo parlando di cannabidiolo e tetraidrocannabinolo, più conosciuti tramite i loro rispettivi acronimi CBD e THC.  Questi due cannabinoidi hanno caratteristiche molto diverse tra loro ed è proprio in questa differenza che risiede poi anche la distinzione tra cannabis light e cannabis, per così dire, classica. La marijuana, per poter essere classificata come light, deve contenere livelli sostanzialmente inferiori di THC rispetto a quella tradizionale, che è infatti considerata illegale. La ragione di tale distinzione è da identificarsi nelle note proprietà psicotrope del tetraidrocannabinolo.  Secondo la legge italiana, il limite di tolleranza del livello di THC oltre il quale scatta l’illegalità oscilla tra lo 0.2% e lo 0.5%, in base alla tipologia di canapa considerata. Per quanto riguarda, invece, il CBD, non esistono limitazioni di concentrazione.  Da cosa dipende questa differenza? La risposta è molto semplice.  Mentre il THC è considerato una sostanza stupefacente a tutti gli effetti, il CBD, invece, pare avere molteplici proprietà benefiche e non altera in alcun modo la mente. Di qui l’esigenza di trovare un modo per poter godere dei vantaggi offerti dal cannabidiolo, senza dover sperimentare gli effetti psicotropi conseguenti all’assunzione del tetraidrocannabinolo. 

Come si è arrivati ad ottenere questa possibilità?  Iniziamo col dire che la pianta dalla quale si ricava la cannabis light è esattamente la stessa coltivata per la marijuana consumata a scopo ricreativo. Attraverso complessi processi di ibridazione, però, si è potuta creare una variante che fosse ricca in CBD, ma rispettasse i limiti imposti dalla legge in merito alla concentrazione di THC.  A livelli così ridotti, infatti, il tetraidrocannabinolo è completamente innocuo per l’organismo. Non è quindi in grado di esercitare alcuna efficacia drogante su chi lo assume.  Questa è, dunque, l’unica differenza tra la marijuana tradizionale e la sua versione light. Dal punto di vista organolettico, infatti, la cannabis light si presenta uguale alla classica ma, a differenza di quest’ultima, è completamente legale, ai sensi della legge del 2 dicembre 2016, n. 242.  Vediamo ora, più approfonditamente, in cosa consistono le proprietà benefiche del cannabinolo.

Quali sono, nel dettaglio, i benefici apportati dal CBD?

Il cannabidiolo sembra possedere note proprietà benefiche sia per il corpo, che per la mente. 

Stando ad uno studio del 2014 pubblicato su The National Library of Medicine, grazie alle sue azioni anticonvulsivanti, antispasmodiche e antiepilettiche, il CBD pare essere particolarmente utile a soggetti affetti da malattie come l’epilessia, che spesso risulta difficile da trattare con la medicina tradizionale. Il cannabidiolo, inoltre, come affermato da una ricerca del 2015, pare essere in grado di svolgere una potente azione ansiolitica e rilassante che lo rende particolarmente consigliato per il trattamento di disturbi da stress post-traumatico e disturbo ossessivo compulsivo. Inoltre, grazie alle sue proprietà antipsicotiche e calmanti è particolarmente utile anche in caso di insonnia e depressione. I benefici che si possono ottenere dal cannabidiolo non finiscono qui. A questa sostanza, infatti, secondo uno studio pubblicato nel 2019, sono attribuite anche proprietà antinfiammatorie e antiossidanti, che possono essere estremamente utili nel trattamento di disturbi dell’epidermide, come psoriasi e acne e nel contrastare gli effetti dell’avanzamento dell’età.  Ulteriori ricerche, inoltre, pubblicate nel 2020 su Frontiers in Pharmacology, affermano come il CBD possa essere utile nella prevenzione e nel trattamento di malattie neurodegenerative e ne rallenti la progressione.  Il cannabidiolo, inoltre, pare svolgere un’interessante azione analgesica, stando a quanto pubblicato nel 2018 sul National Library of Medicine, riducendo il senso di nausea, stimolando appetito e digeribilità e alleviando i dolori, siano questi di tipo cronico o meno.  L’azione rilassante del CBD risulta molto utile per attenuare anche dolori causati da particolari terapie, come la chemio e la radioterapia. In particolare, secondo uno studio del 2018, il CBD pare avere effetti rilevanti nel trattamento di effetti collaterali, come ansia, dolore, nausea, vomito e perdita di appetito.  Inoltre, un punto importante a favore dell’utilizzo del cannabinolo in contesti terapeutici è costituito dalla pressoché totale assenza di effetti collaterali, come confermato da recenti studi.

In conclusione, quali sono le principali differenze tra cannabis classica e light?

La differenza sostanziale tra le due tipologie di marijuana sta nella concentrazione del principio attivo psicoattivo – il THC – che nella varietà legale non può superare i limiti imposti dalla legge.  Grazie a questo recente primo passo verso la legalizzazione, stiamo assistendo all'espansione di un nuovo settore dedicato che sta facendo la fortuna di molti venditori, come il noto JustBob, leader in Italia nella vendita di cannabis legale. 

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