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La displasia dell’anca nei cani: cause, sintomi e rimedi

È una malattia che è possibile definire come ereditaria, che consiste in un processo degenerativo dell’articolazione del bacino. Il suo andamento è progressivo, quindi tende ad aggravarsi nel corso degli anni.

Il Corriere Redazione

04 Novembre 2021 - 11:54

La displasia dell’anca nei cani: cause, sintomi e rimedi

Si dovrebbe agire per tempo, effettuando una visita intorno ai 4 o ai 6 mesi di vita dell’animale. E' essenziale l’alimentazione, infatti si devono scegliere dei cibi di prima qualità che non contengano additivi chimici. Si dovrebbe poi cercare di predisporre un piano di attività fisica.

La displasia dell’anca nel cane a volte può essere la causa del fatto che il nostro animale diventi zoppo. È una malattia che è possibile definire come ereditaria, che consiste in un processo degenerativo dell’articolazione del bacino. In tutto questo la testa del femore non riesce più ad adattarsi in maniera corretta alla cavità in cui normalmente andrebbe accolta. La conseguenza consiste nel fatto che l’animale tende a perdere stabilità. Possiamo distinguere fra una displasia nel cane mono o bilaterale, a seconda che la patologia riguardi una sola o entrambe le gambe. Il cane in seguito a questa malattia può sviluppare anche un’artrosi deformante.

I sintomi e la diagnosi
Quali sono i sintomi della displasia anca del cane? Quelli più evidenti consistono sicuramente nell’usura delle cartilagini e nel dolore. In genere i primi sintomi possono comparire attorno ai 2 anni di vita, anche se la patologia comincia ad agire già tra i 4 e i 12 mesi.
Il suo andamento è progressivo, quindi tende ad aggravarsi nel corso degli anni. Le cause, come abbiamo già specificato, sono genetiche, anche se possono influire dei fattori ambientali e la stessa alimentazione.
Inizialmente si nota una zoppia intermittente, che tende a migliorare con il movimento, anche se con il tempo può peggiorare. Il cane presenta articolazioni dolorose e tende ad evitare il movimento, ha difficoltà a salire le scale, ad alzarsi e a sedersi. Inoltre può sentirsi molto debole. Spesso si nota un’atrofia dei muscoli e l’animale tende a saltellare sugli arti posteriori.
Se si notano tutti questi segnali, bisogna recarsi dal veterinario, che provvede ad un’attenta diagnosi. Quest’ultima avviene tramite dei test manuali sui fianchi e sulle gambe e con la messa a punto di alcune radiografie.

Cosa fare
Innanzitutto, se si sospetta una predisposizione alla displasia all’anca del cane, si dovrebbe agire per tempo, effettuando una visita intorno ai 4 o ai 6 mesi di vita dell’animale. In questo modo si può cercare di agire sui fattori ambientali che potrebbero aggravare la malattia.
Da questo punto di vista è essenziale l’alimentazione, infatti si devono scegliere dei cibi di prima qualità che non contengano additivi chimici. È essenziale che gli alimenti per il cane contengano una bassa percentuale di grassi. Infatti non si deve mai esagerare con i grassi, perché è giusto mantenere il corretto peso dell’animale.
Si dovrebbe poi cercare di predisporre un piano di attività fisica. Non valgono in questo caso le corse eccessive e i salti, ma bisogna condurre degli esercizi lenti e regolari. Per esempio si possono fare delle lunghe passeggiate o promuovere l’attività fisica in acqua.
Se il veterinario lo ritiene opportuno, si potrebbe associare a tutti questi rimedi una terapia farmacologica, che, a seconda della gravità della malattia, prevede l’uso di antinfiammatori non steroidei o di corticosteroidi. In genere però questi farmaci non devono essere usati in maniera continua, ma soltanto nelle fasi più acute.
Anche se la finalità non è quella di riuscire a guarire completamente, perché non si può, comunque la combinazione di tutti questi elementi che abbiamo elencato serve a limitare il dolore e a mantenere la funzionalità articolare. In questa maniera si può rallentare anche la progressione del processo degenerativo.
Inoltre c’è un elemento da tenere in considerazione, sempre sotto consiglio del veterinario, se la condizione dell’animale è davvero invalidante. Si tratta di considerare l’opportunità di un intervento chirurgico. Da questo punto di vista esistono vari tipi di operazione, che variano sempre in base alla gravità e allo stadio della malattia. Per la displasia all’anca del cane di grado elevato si può pensare anche alla sostituzione totale dell’articolazione con una protesi articolare.

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