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Olivier Giroud: il nuovo bomber del Milan tra la conversione e il colpo dello scorpione

Il pallone ce l’ha sempre avuto nel sangue, così come la passione per il calcio. Giroud, infatti, quando era solo un bambino non si staccava mai e poi mai dalla sua palla, facendo letteralmente impazzire la sorella Bérangère

Il Corriere Redazione
Olivier Giroud: il nuovo bomber del Milan tra la conversione e il colpo dello scorpione

Com’è strana la vita: al giorno d’oggi Olivier è diventato quello famoso in famiglia e che ha sfondato nel mondo del calcio, mentre Romain di professione fa il dietologo. Ijn pochi sanno che la mamma Antonia ha delle chiare origini italiane, ma a 10 anni ha fatto imparare a memoria a Olivier tutto l’inno francese.

È stato spesso e volentieri sottovalutato, discusso e chiacchierato come ogni attaccante quando arriva il classico periodo, perché in fin dei conti è toccato a tutti i bomber, anche quelli più famosi, in cui la palla non entra e le critiche emergono con forza visto che i gol sono fin troppo limitati. In fin dei conti, però, Olivier Giroud ha sempre risposto con i fatti, sul campo, alla sua maniera. Ovvero, segnando. Ed è quello che farà anche al Milan. Per tutti quei tifosi che hanno bisogno di conferme in tal senso, sarebbe meglio chiedere ad Arsene Wenger, che l’ha avuto all’Arsenal per ben cinque stagioni e mezzo, in cui ha segnato la bellezza di 105 reti in 253 match.

Giroud è stato anche protagonista di alcuni gol veramente spettacolari, che sono rimasti di diritto nella storia della Premier League. Qualche esempio? Quello siglato al Crystal Palace, in cui ha fatto il colpo dello scorpione. Anche la data è difficile da dimenticare, visto che era il primo giorno di gennaio di quattro anni fa. Una rete che gli è valsa un premio tanto importante quanto significativo come il “Puskas Award”, ovvero il riconoscimento che viene assegnato per il gol più bello dell’anno in tutti i campionati. Adesso sono i tifosi del Milan che non vedono l’ora di vederlo all’opera in una partita ufficiale, seguendo tutti i suoi progressi e quelli della compagine rossonera senza perdersi una news sulla serie A. E anche in quel caso, è emersa in modo netto e incontrastato tutta l’umiltà del gigante francese, che ha messo in evidenza come il colpo dello scorpione, in realtà, è stato frutto più che altro della fortuna, piuttosto che del suo talento.

La passione per il pallone fin da piccolo

Il pallone ce l’ha sempre avuto nel sangue, così come la passione per il calcio. Giroud, infatti, quando era solo un bambino non si staccava mai e poi mai dalla sua palla, facendo letteralmente impazzire la sorella Bérangère, che tentava con qualsiasi mezzo di bucargliela, per impedire che giocasse in ogni momento della giornata. Il soprannome? “Chaussette”, ovvero calzino, come il lupo della pellicola “Balla con i lupi”, visto che è sempre stato l’ultimo a raggiungere gli obiettivi e a ottenere le cose, anche la fama. Infatti, quello più noto all’interno della famiglia, in realtà, era uno dei due fratelli maggiori, ovvero Romain. Si tratta di un difensore di sicuro avvenire ai tempi, che giocava con la maglia delle giovanili dell’Auxerre. Com’è strana la vita: al giorno d’oggi Olivier è diventato quello famoso in famiglia e che ha sfondato nel mondo del calcio, mentre Romain di professione fa il dietologo. Ijn pochi sanno che la mamma Antonia ha delle chiare origini italiane, ma a 10 anni ha fatto imparare a memoria a Olivier tutto l’inno francese.

La bibbia e la fede

Uno degli aspetti più interessanti che hanno accompagnato la vita, anche calcistica, di Giroud è la sua fede. Non a caso, tra i suoi tatuaggi ce ne sono diversi che richiamano dei passi della Bibbia. Sul suo comodino non può mancare il libro “Un momento con Gesù”, che è stato scritto da parte di Sarah Young. Una vera e propria conversione totale, come si può notare anche dalla piccola preghiera che fa ogni volta prima che inizi la partita, quando scende sul terreno di gioco. La volontà di lasciarsi definitivamente alle spalle anche l’icona di sex symbol, che l’ha accompagnato nel corso dei primi anni all’Arsenal dove, in effetti, capita spesso e volentieri si trovarlo sulle copertine dei tabloid per i suoi flirt amorosi. Insomma. Olivier è cresciuto, ha cambiato anche modo di affrontare la vita di tutti i giorni, diventando certamente molto più riflessivo e razionale, lasciando meno spazio all’istinto.

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