Amedeo Laboccetta: "Assolvere Mori, De Donno e Dell’Utri per ristabilire la verità"

Redazione
Amedeo Laboccetta

Amedeo Laboccetta

"Non vi fu nessuna trattativa stato mafia. Fu una volgare resa dello Stato Italiano verso le organizzazione criminali. Invece lo fece un governo di centrosinistra, che revoco' ad oltre 600 boss il cosiddetto 41 bis per dare un segnale di alleggerimento. Mori e' innocente. La sua unica colpa e’ quella di essere stato un fedele servitore dello Stato, forse troppo essenziale e asciutto, troppo rigido per far breccia fra giornalisti che hanno scritto con pregiudizio. Così come e’ innocente Dell'Utri. Il primo, il generale Mori, insieme al colonnello De Donno, e' un eroe, il secondo Dell’Utri e’ un perseguitato. Che paga pesantemente la sua amicizia verso Silvio Berlusconi. Nel 1993 il centrosinistra si arrese davanti allo stragismo mafioso. La Storia va tutta riscritta, partendo dalla verità dei fatti, lontani dagli ideologismi. Scalfaro, Ciampi, Conso, Mancino, Napolitano, Violante: furono loro i protagonisti che avallarono la decisione delle revoche del 41 bis ai mafiosi. Che furono proposte dal Giudice Adalberto Capriotti, capo del DAP, amico di Scalfaro.

 
La giustizia avrebbe una grande opportunità per risarcire il danno: assolvere in appello Mori, De Donno e Dell’Utri e ripristinare così la verità”.

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