Vincenzo Zoccano interviene sui garegiver.

I CAREGIVER FAMILIARI SONO ESCLUSIVAMENTE I CONGIUNTI E VANNO TUTELATI. LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE A FIRMA DA GIAU, HA UN AMARO GUSTO ELETTORALE MA NON DA ALCUN SOLLIEVO ALLE FAMIGLIE.

Redazione
Vincenzo Zoccano

Vincenzo Zoccano

"Sorprende come i consiglieri della Regione Friuli Venezia Giulia, Da Giau, Bolzonello, Conficoni, Cosolini, Gabrovec, Iacop, Marsilio, Moretti, Russo, Santoro, Shaurli, che hanno presentato una proposta di legge Regionale recante <<Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno dei caregiver familiari>> ignorino che dal 2017 la legge dello Stato, n. 205, con il comma 255 ha già introdotto nel nostro ordinamento la figura giuridica del caregiver familiare riconoscendone ruolo e funzione, visto che non ne fanno menzione nell'articolato della proposta. Eppure in presenza di una norma di rango superiore, quella inferiore deve conformarsi ad essa, senza tentativi di modificarne il testo o le finalità. Il fatto ed ancor più grave - è che con i contenuti della proposta di legge regionale in esame si tenta di modificare/estendere o integrare il dettato della norma statale rischiando di creare pericolose differenziazioni territoriali tra i soggetti destinatari della stessa." lo afferma Vincenzo Zoccano, Vicepresidente del Partito Liberale Europeo e già Sottosegretario di Stato del Governo Conte 1 con delega alla disabilità che aggiunge "Tralascio di entrare nei dettagli di una proposta regionale che considero sbagliata nel metodo e nei contenuti e basata su dati non reali poiché mettono assieme tutto e di più (anziani non autosufficienti e persone con disabilità e altro) al fine di allargare la platea dei beneficiari a cui, secondo i numeri che hanno inserito nella premessa e secondo le risorse stanziate dalla proposta andrebbero, a voler essere generosi, circa 1,5 euro all'anno. Certo è di tutta evidenza che il parlamento ancora oggi per motivi diversi e veti contrapposti non riesce a completare il quadro normativo che consentirebbe di avere una regolamentazione in materia di caregiver familiare uniforme su tutto il Paese, ed è certamente noto agli estensori della proposta come il fondo di cui al comma 254 della legge 205/17 sia destinato esclusivamente ai caregiver familiari che sono i congiunti delle persone con disabilità da loro assistite. Tuttavia la scelta di Da Giau e compagni, di "una maglia più larga per individuare quanti possono assumere il ruolo di caregiver estendendo il grado di parentela ed affinità al terzo grado, contemplando la possibilità della non convivenza, valorizzando le relazioni di amicizia" travalica la competenza legislativa della Regione e sembrerebbe ripercorre schemi da richiamo elettorale di una certa politica datata e oggi sempre più minoritaria nel Paese che, in questo caso sembra stia puntando a sostituire il congiunto dell'assistito che esercita la funzione di caregiver familiare con altre figure magari a caccia di esperienza per ottenere crediti formativi per il riconoscimento del titolo di Operatore Socio Sanitario. Credere che un genitore con un figlio con disabilità, che lo accudisce 24 ore su 24 sia una scelta volontaria e non dettata dal bisogno e dall'amore per il proprio figlio o peggio credere che lo stesso voglia addirittura divenire OSA significa non avere contezza del fenomeno e della gravosissima attività di cura. In ogni caso - conclude Zoccano - se proprio il Consiglio Regionale vuole cimentarsi sulla materia del caregiver familiare, sarebbe opportuno, anche per non disperdere i soldi dei contribuenti in inutili riunioni, attendere prima l'approvazione definitiva di una normativa statale che completi il quadro normativo sul caregiver familiare da parte del Parlamento, poi procedere ad un monitoraggio su base nazionale degli aventi diritto in modo da definire gli opportuni stanziamenti di bilancio anche in ragione delle misure di sostegno da adottare e poi, se del caso, proporre ulteriori normative a carattere regionale che possano integrare le azioni e le risorse disposte dallo Stato anche in funzione di una maggiore garanzia nell'erogazione dei livelli di assistenza in campo sociale".

Così Vincenzo Zoccano, vicepresidente Nazionale del Partito Liberale Europeo e coordinatore per il Friuli Venezia Giulia.

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