L'ennesima aggressione del duo sterminio
28 Febbraio 2026 - 11:37
«Mentre era in corso un negoziato in Oman e l'Iran aveva annunciato di rinunciare ad accumulare scorte nucleari, Israele e USA hanno lanciato bombardamenti. Netanyahu e Trump sono due terroristi fascisti e costituiscono la principale minaccia per l'umanità e la pace», dichiara l'abruzzese Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista.
L'hanno definito "attacco preventivo" per "rimuovere le minacce allo Stato". Israele annuncia così, di primo mattino, l'avvio delle ostilità contro l'Iran. Un attacco condotto insieme agli Stati Uniti, da dove Trump lancia il suo avvertimento: Teheran "non avrà il nucleare", le Guardie Rivoluzionarie depongano le armi o affronteranno una "morte certa". Una mossa che scatena l'immediata risposta di Teheran, da dove, nel giro di poche ore, parte il lancio di missili alla volta di Israele mentre esplosioni vengono segnalate in tutta la regione: dal Bahrain, sede di una base Usa, agli Emirati e al Qatar. E' il ministro degli esteri dello Stato ebraico ad annunciare l'inizio dell'operazione, denominata 'Il ruggito del leone' da Israele e 'Furia epica' dall'America: "Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l'Iran per rimuovere le minacce allo Stato", spiega Israel Katz preannunciando la possibile risposta con "un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell'immediato futuro". L'attacco ad almeno 30 obiettivi è condotto insieme agli Stati Uniti, che fanno partire decine di raid - secondo quanto riporta il New York Times citando un funzionario americano - dalle proprie basi in Medio Oriente e dalle portaerei. Gli attacchi, riferiscono i media, vengono condotti via aria e via mare. Nel mirino, secondo il Nyt, c'è l'apparato militare iraniano, al di là dei siti nucleari. Secondo i media israeliani e fonti dell'opposizione iraniana uno degli obiettivi è anche la struttura presidenziale iraniana. Alcune aree di Teheran restano senza internet e viene attaccato anche l'aeroporto. La tv israeliana parla di "decine di morti" tra i pasdaran, anche figure chiave. Ma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo l'agenzia statale Irna, è "rimasto illeso". Mentre funzionari iraniani fanno sapere che la Guida suprema Khamenei non è Teheran ma è stato trasferito in un luogo sicuro. La risposta di Teheran non si fa attendere. Ufficiali del paese promettono una risposta "schiacciante". L'Idf fa sapere su X che l'Iran ha lanciato missili contro lo Stato ebraico e invita la popolazione a raggiungere i rifugi. Le sirene d'allarme risuonano in varie zone del Paese. I sistemi di difesa aerea israeliani intercettano diversi missili, ma a metà mattina vengono sentite esplosioni a Tel Aviv. Ma esplosioni vengono segnalate anche in altri paesi della regione: esplosioni vengono sentite nel Bahrain, a Abu Dhabi e a Doha. Trump, che segue gli eventi dalla sua residenza a Mar-a-Lago, si fa sentire con un video messaggio da 8 minuti su Truth: "L'obiettivo è difendere gli americani eliminando imminenti minacce del regime iraniano". "Distruggeremo i loro missili e ci assicureremo che l'Iran non abbia il nucleare", spiega il commander in chief, che rivolgendosi alle Guardie Rivoluzionarie avverte: "Deponete le armi e sarete trattati giustamente con l'immunità totale o affronterete una morte certa". Ed esorta il popolo iraniano a "prendere il controllo del proprio governo". Un appello analogo a quello che arriva da Netanyahu che in una nota ringrazia il "grande amico" Trump per la sua "leadership storica". Gli attacchi condotti contro l'Iran da parte di Israele e Usa rappresentano una "rinnovata aggressione", a cui le forze armate di Teheran "risponderanno con piena forza": lo si legge in una nota in farsi del ministero degli Esteri iraniano. La nota sottolinea che gli attacchi sono stati sferrati mentre Washington e Teheran erano "impegnate in un processo diplomatico". "Così come eravamo pronti al negoziato, siamo anche più che pronti a difendere l'Iran in ogni momento", afferma il comunicato.
LA VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l'Iran costituiscono una "violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale e rappresentano un atto di aggressione armata". Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione ufficiale diffusa dai media di Stato di Teheran Nel comunicato, Teheran sostiene che i raid abbiano colpito infrastrutture difensive e siti civili in diverse città del Paese, denunciando una "palese violazione" dell'integrità territoriale iraniana e della Carta delle Nazioni unite. Il ministero ricorda l'azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati uniti erano impegnati in un processo diplomatico. La Repubblica islamica afferma di aver partecipato ai negoziati pur essendo a conoscenza delle intenzioni di Washington e di Israele di compiere nuovi attacchi, al fine di dimostrare alla comunità internazionale la legittimità della propria posizione. Ora, si legge, "è tempo di difendere la patria", e le forze armate iraniane risponderanno con determinazione. Teheran rivendica il diritto alla legittima difesa ai sensi della Carta Onu e afferma che le proprie forze armate utilizzeranno "tutte le capacità" per respingere l'aggressione. Il ministero degli Esteri richiama inoltre le responsabilità delle Nazioni unite e del Consiglio di sicurezza affinché intervengano contro quella che definisce una grave violazione della pace e della sicurezza internazionale. L'Iran invita infine tutti gli Stati membri dell'Onu, in particolare i Paesi della regione e islamici e i membri del movimento dei non allineati, a condannare gli attacchi e ad adottare misure collettive, sostenendo che l'azione militare contro la Repubblica islamica minaccia la stabilità regionale e globale.
LA REAZIONE IN ITALIA. ACERBO: TRUMP E NETANYAHU TERRORISTI
"Siamo di fronte, per l'ennesima volta, a un'aperta violazione del diritto internazionale e in particolare dell'articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite. Non si tratta di un attacco preventivo come lo definiscono Trump e Netanyahu visto che sono gli Stati Uniti che hanno rotto l'accordo sul nucleare iraniano. Mentre era in corso un negoziato in Oman e l'Iran aveva annunciato di rinunciare ad accumulare scorte nucleari, Israele e USA hanno lanciato bombardamenti. Netanyahu e Trump sono due terroristi fascisti e costituiscono la principale minaccia per l'umanità e la pace. Nessuna critica alla Repubblica Islamica può giustificare questa guerra come hanno dichiarato gli stessi movimenti di opposizione iraniani. Israele e USA sono i due principali stati terroristi del pianeta". Lo dichiarano in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale e Anna Camposampiero, responsabile esteri del Partito della Rifondazione Comunista.
Visto l'aggravarsi della crisi in Medio Oriente, la presidente del consiglio Giorgia Meloni convoca una riunione telefonica del governo. Il ministro degli esteri Antonio Tajani fa sapere che segue gli sviluppi della situazione "in costante contatto con le Ambasciate d'Italia a Teheran e Tel Aviv" e convoca una riunione alla Farnesina. Per ora, si fa sapere, non ci sono criticità per i connazionali nella regione ma il ministro annuncia che l'Italia è "pronta all'evacuazione" degli italiani rimasti in Iran.
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