Il caso

Parte il pellegrinaggio di don Emanuele contro il green pass di Draghi: «Profonde ingiustizie con la scusa della pandemia»

Come data per iniziare il suo cammino, don Personeni ha scelto l'11 febbraio, Giornata mondiale del malato, e ha invitato pubblicamente chiunque lo desideri a unirsi a lui per un tratto di cammino.

Il Corriere Redazione

12 Febbraio 2022 - 15:36

Parte il pellegrinaggio di don Emanuele contro il green pass di Draghi: «Profonde ingiustizie con la scusa della pandemia»

Il prete di Bergamo, sospeso dal vescovo ossequiante al Governo, gira per le parrocchie, prega con chi lo segue e porta con sé due lettere: «una per le parrocchie e una per il Papa nelle quali racconto quello che ho visto - spiega  -. Spero cresca nelle parrocchie la coscienza della gravità del momento e delle profonde ingiustizie che col pretesto della pandemia vengono perpetrate nei confronti delle persone»

E' iniziato il pellegrinaggio per le parrocchie d'Italia di don Emanuele Personeni, il "prete della diocesi di Bergamo" che si e' messo in cammino per dire "no all'obbligo vaccinale, no ai ricatti, no al green pass. Si' invece al rispetto di ogni persona, alla liberta', alla nostra comune umanita'", come si presenta in un video sui social. Per le sue posizioni no vax don Personeni e' stato sospeso dal suo incarico di vicario parrocchiale di Mapello. Ma lui va avanti per la sua strada, gira per le parrocchie, prega con chi lo segue e porta con se due lettere: "una per le parrocchie e una per il Papa nelle quali racconto quello che ho visto - spiega nel videomessaggio -. Spero cresca nelle parrocchie la coscienza della gravita' del momento e delle profonde ingiustizie che col pretesto della pandemia vengono perpetrate nei confronti delle persone".

Come data per iniziare il suo cammino, don Personeni ha scelto l'11 febbraio, Giornata mondiale del malato, e ha invitato pubblicamente chiunque lo desideri a unirsi a lui per un tratto di cammino. Invito raccolto da una cinquantina di persone. Le tappe di ogni giornata, il don le pubblichera' di volta in volta su Instagram, dove conta gia' quasi 10 mila follower. Oggi si parte da capriate san Gervasio per arrivare a Gorgonzola. E da li' si riprende domattina fino all'arrivo a Melegnano. In cammino, come gia' molti stanno facendo - dice - per tutto il paese per difendere i diritti umani fondamentali. Il mio pensiero e riconoscenza vanno a tutti i marciatori della liberta' e a tutti i resistenti". La presa di posizione di don Emanuele e' destinata a dividere. Nettamente contrario e' don Matteo Cella di Nembro che ha scritto al 'collega' avvertendolo "qui non venire. Non saremo neutrali". "Quella che sostieni non e' una battaglia di liberta' ma la difesa dell'egoismo di chi, per chissa' quale assurda ragione, decide di non contribuire a combattere l'unico comune nemico: il virus - scrive don Cella - . E' un atteggiamento incivile nel senso letterale della parola. In una comunita' che ben conosce cosa significa la pandemia queste prese di posizione suonano come un'offesa verso chi ha sofferto e nei confronti di chi e' morto a causa del virus: loro il vaccino l'avrebbero preso volentieri". "Francamente - conclude il curato - non trovo una grande diversita' tra il tuo messaggio e chi ha imbrattato il muro del cimitero con frasi farneticanti contro la vaccinazione". (AGI)

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