Diritto e giustizia

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare i femminicidi

Si tratta della raccolta dei contributi di professori, ricercatori e dottorandi di varie università italiane e turche, curata dalle prof. Valentina Bonini e Rahime Erbaş

Marialucia Nolè

10 Gennaio 2022 - 18:35

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare

È possibile scaricare l’ottavo numero della rivista Genere, soggettività e diritti, edita dalla Pisa University Press, che raccoglie gli atti della conferenza italo-turca che si è tenuta a Pisa il 18 giugno 2021 in occasione del decennale dalla Convenzione di Istanbul. Il volume è a cura delle professoresse Valentina Bonini, associato in procedura criminale presso l’Università di Pisa e di Rahime Erbaş assistente presso la facoltà di legge dell’Istanbul University.

In quattro capitoli il tomo raccoglie i contributi di professori ordinari, professori associati, ricercatori e dottorandi provenienti da varie università italiane (Pisa, Firenze, Palermo, Siena) e da alcuni Poli universitari dell’Università di Istanbul (Recep Tayyip Erdogan University, Istanbul University and Lawyer, Istanbul Bar Association, Piri Reis University, Galatasaray University e Koç Universitiy). Il primo capitolo raccoglie contributi sul tema “Violenza contro le donne e diritti fondamentali”, il secondo, invece, si intitola “Legge criminale e contrasto alla violenza contro le donne”, il terzo capitolo contiene le considerazioni di giovani ricercatori e il quarto, infine, la prospettiva delle Istituzioni nazionali e sovranazionali, con i contributi di Simona Lanzoni, vicepresidente del GREVIO (gruppo di esperti/e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica), organismo indipendente del Consiglio d’Europa responsabile del monitoraggio e dell’attuazione della Convenzione di Istanbul e l’intervento di Anna Rossomando, vice presidente del Senato italiano.

La Convenzione di Istanbul, aperta alla firma l’11 maggio del 2011, è un documento fondamentale, poiché costituisce l’unico strumento internazionale giuridicamente vincolante, che mira a creare un quadro normativo completo a tutela delle donne, contro ogni forma di violenza, ma anche per contrastare la violenza domestica di cui sono vittime anche altri soggetti fragili come anziani e bambini. Ad oggi è stata firmata da 32 Stati (l’Italia ha sottoscritto la convenzione il 27 settembre del 2012), ma solo otto di essi l’hanno ratificata su dieci richiesti, pertanto non è ancora entrata in vigore.

I Paesi che l’hanno sottoscritta, proprio a partire dalla Convenzione hanno modificato la propria legislatura, sebbene con nette differenze tra le varie realtà, passando da Paesi che hanno implementato e potenziato gli strumenti per combattere il fenomeno e Paesi nei quali sussistono ancora resistenze politiche e culturali tali da limitare gli interventi in tal senso a provvedimenti blandi e marginali. Nonostante ciò è possibile trovare un comune terreno di analisi del fenomeno che presenta caratteristiche comuni, come evidenziato dagli Atti del Convegno.

L’anniversario è stato celebrato con molte iniziative nei paesi aderenti, compresa l’iniziativa in oggetto che ha visto il sodalizio tra l’Università di Istanbul e l’Università di Pisa con il patrocinio  dell’ELaN (European Law and Gender) Jean Monnet European project e della Rete delle Università italiane per la pace, RUniPace. Per sottolineare il carattere internazionale dell’incontro ha aperto i lavori la dott.ssa Claudia Luciani, in qualità di rappresentante del Consiglio europeo e la già citata vice presidente del Senato italiano Rossomando, che ha sottolineato come anche il Covid abbia contribuito ad aumentare i casi di abusi domestici.

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