Il festival

Cannes fa festa nel "triangolo della tristezza", mentre l'Italia scala "Le otto montagne"

"Le otto montagne" di produzione e set italiano, parla della capacità di trasformazione della natura, ma anche dell'amicizia vera sullo sfondo della natura e le sue meravigliose montagne. Interpreti Luca Marinelli, Alessandro Borghi.

Lucia La Gatta

29 Maggio 2022 - 10:15

All’attrice iraniana Zar Amir Ebrahimi per il suo intenso ruolo in “Holy Spider” di Ali Abbasi è invece andato quello per la Miglior attrice: un ruolo importante e politico di una giornalista che indaga sui crimini commessi contro delle giovani prostitute in un Iran intollerante e ipocrita.

Si sono spente le luci anche sulla 75 esima edizione del Festival di Cannes, non prima di aver assegnato la sua tanto ambita Palma d’Oro che è andata al film “Triangle of Sadness” del regista svedese Ruben Östlund. La commedia nera di produzione internazionale, racconta la storia di una coppia di modelli, Carl (Harris Dickinson) e Yaya (Charlbi Dean), che viene invitata ad una crociera lussuosa per super ricchi. Tutto all'inizio è un sogno, bagni di sole e cocktail, ma un evento catastrofico trasformerà il viaggio in un'avventura da incubo. Per Ostlund si tratta della seconda Palma d'Oro in carriera dopo quella vinta nel 2017 con “The Square”.

Nel palmarès ricco di riconoscimenti di questa 75 esima edizione, due ex aequo e per la prima volta un premio speciale. Infatti, sia il Gran Prix (assegnato al film che si è più distinto per originalità) che il Premio della giuria sono andati ex aequo a due film. Con il primo sono stati premiati invece “Close” di Lukas Dhont e “Stars at Noon” di Claire Denis. Con il secondo sono stati premiati invece  “EO” del polacco Jerzy Skolimowski e “Le otto montagne”, film dei registi belgi Charlotte Vandermeersch e Felix Van Groeningen tratto dall’omonimo libro di Paolo Cognetti (vincitore del Premio Strega nel 2017). Un film, di produzione e set italiano, sulla capacità di trasformazione della natura, ma anche sull'amicizia vera sullo sfondo della natura e le sue meravigliose montagne. Interpreti Luca Marinelli, Alessandro Borghi.

“Grazie moltissimo - ha detto Charlotte Vandermeersch - abbiamo voluto fare un film che parla della vita nella fragilità e forza, attraverso le quattro stagioni della vita. Credo che siamo stati forti facendo questo film insieme e anche molto fragili, questo film ci ha riuniti. Ti amo - ha concluso rivolta al compagno e padre del figlio- è stato tutto un po' folle: noi belgi fare un film in italiano in Italia - ha detto Felix van Groeningen - abbiamo imparato l'italiano, abbiamo lavorato con attori meravigliosi come Luca e Alessandro. Vogliamo ringraziare Paolo Cognetti che ha messo il cuore in questa storia".

Il premio speciale, in occasione di questo 75° anniversario è stato consegnato al film dei fratelli Jean-Pierre et Luc Dardenne per il loro “Tori and Lokita”. Per la nona volta in concorso al Festival di Cannes, il due fratelli condensano in questi film i temi ricorrenti della loro cinematografia, dall’immigrazione al lavoro, fino alla marginalità.

Al sudcoreano Park Chan Wook, è andato il Premio per la Miglior regia. Il suo film “Decision to leave”, dai produttori di “Parasite”, segue la storia del detective che, mentre indaga su una morte misteriosa nelle montagne coreane, incontra la vedova della vittima, principale sospettata dell'omicidio, e inizia a provare per lei sentimenti contrastanti. Mentre all'attore protagonista di “Parasite”, la star del cinema coreano Song Kang-ho, protagonista di “Broker” del giapponese Kore-Eda Hirokazu è andato il premio come miglior attore.

All’attrice iraniana Zar Amir Ebrahimi per il suo intenso ruolo in “Holy Spider” di Ali Abbasi è invece andato quello per la Miglior attrice: un ruolo importante e politico di una giornalista che indaga sui crimini commessi contro delle giovani prostitute in un Iran intollerante e ipocrita. Miglior sceneggiatura al regista e sceneggiatore svedese/egiziano Tarik Saleh per il suo “Boy From Heaven”, una spy story che si svolge nel mondo dell’università coranica de Il Cairo.

Infine, il film "War Pony", che racconta i destini intrecciati di due ragazzi che vivono in una riserva di nativi americani, ha vinto la Camera d'Or al 75° Festival di Cannes. Presentato a Un Certain Regard, questo è il primo film di Gina Gammel e Riley Kough, nipote di Elvis Presley.

A sorpresa, invece, il patron del Festival, Thierry Fremaux, ha consegnato a Tom Cruise la Palma d'oro  “onoraria” che proprio a Cannes ha presentato in anteprima mondiale  “Top Gun: Maverick” il seguito del mitico “Top Gun”.

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