Il ricordo

Un galantuomo chiamato Golinelli

Pur venendo da una famiglia di contadini della bassa modenese aveva fondato un’ azienda fino a farla diventare una multinazionale e credeva nei giovani e nel futuro.

Lucia La Gatta

20 Febbraio 2022 - 18:47

“Agli studenti e alle studentesse, ai giovani, agli insegnanti, ai cittadini e alle cittadine auguro di avere un sogno e di vivere per quello, di riuscire a dare un significato al perché della propria vita, sentendosi parte rilevante di un mondo globale. Non bisogna avere paura di affrontare il futuro", diceva.

Un filantropo che aveva fatto del suo impegno verso le giovani generazioni un motivo di vita. Questo era fondamentalmente Marino Golinelli il “self made man” che pur venendo da una famiglia di contadini della bassa modenese aveva fondato un’ azienda fino a farla diventare una multinazionale e credeva nei giovani e nel futuro. Un pezzo della storia d’Italia che adesso a 101 anni non c’è più. Aveva speso tutta la sua vita tra la medicina, l’arte e la cultura. Nel dopoguerra, aveva creato un impero farmaceutico fondando l’Alfa Farmaceutici, poi diventata Alfa Wassermann (con l’acquisizione di Schiapparelli e appunto Wassermann) e quindi Alfasigma (con l’operazione su Sigma-Tau del 2015) che ancora oggi ha il cuore e il cervello a Bologna, proprio a due passi dall’ Opificio Golinelli, la sua ultima creatura avviata nel 2015: un ecosistema aperto, che integra le attività di educazione, formazione, ricerca, trasferimento tecnologico, incubazione, accelerazione, venture capital, divulgazione e promozione delle scienze e delle arti. L’Opificio nasce su uno spazio industriale riqualificato di 9.000 mq, che ad oggi sono diventati 14 mila ed ospita laboratori, aule didattiche, uffici, spazi per esposizioni e workshop, e un grande auditorium.

“Agli studenti e alle studentesse, ai giovani, agli insegnanti, ai cittadini e alle cittadine auguro di avere un sogno e di vivere per quello, di riuscire a dare un significato al perché della propria vita, sentendosi parte rilevante di un mondo globale. Non bisogna avere paura di affrontare il futuro, occorre essere partecipi e coscienti della responsabilità sociale che ognuno ha – diceva Golinelli - la Fondazione si pone concretamente e operativamente a supporto dei giovani e della società, ispirando le persone a costruire il proprio sogno: questo è, e sempre sarà, il profitto di Fondazione Golinelli”. La sua è una eredità non è dunque soltanto industriale e tecnologica, ma anche civile e comunitaria. La filiera della formazione di Fondazione Golinelli inizia con le proposte per bambini e bambine da 1 a 13 anni e per ragazzi e ragazze dai 14 ai 19 anni, con laboratori e attività interattive progettate ad hoc e sempre aggiornate su temi delle scienze, della creatività, delle nuove tecnologie digitali e della cultura imprenditoriale, ma si occupa anche di formazione per gli insegnanti, di progetti speciali fino ad iniziative per studenti universitari. Nel 2020, con l’avvento della pandemia, la Fondazione Golinelli aveva promosso iniziative di didattica digitale gratuite per le scuole di tutta Italia.“La situazione di emergenza che stiamo vivendo sta costringendo tutti, anche i più refrattari, a comprendere il ruolo fondamentale che le tecnologie digitali svolgono nelle nostre vite e soprattutto nel settore della scuola e della formazione”. All’amore per la scienza Golinelli ha affiancato la passione per l’arte era, infatti, un collezionista d’arte di fama internazionale, ma alla fine di sé amava dire: “sono un centenario ma penso ancora al futuro”.

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