Il Festival di Berlino

L'Orso d'Oro "bacia" la giovanissima regista catalana Carla Simon per la sua epopea dell'unità generazionale in tempi di crisi

Il film, in lingua catalana, è incentrato sulla vita di una famiglia di coltivatori di pesche in un paesino della Catalogna, il cui mondo viene sconvolto quando, dopo la morte del proprietario della tenuta, il suo erede decide di vendere la terra per lasciar spazio ai pannelli solari, mettendo a rischio la loro sopravvivenza.

Lucia La Gatta

17 Febbraio 2022 - 14:21

Ma l’Italia non è andata via a mani vuote dalla Berlinale. “Guidato dallo spirito libero del genio di Pirandello, il regista mescola poesia, malinconia, ma anche ironia, fantasia e letizia per raccontarci i misteri della vita, della morte e della memoria”.  E’ con questa motivazione che la giuria della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica composta da René Marx (Francia), Anna Maria Pasetti (Italia) e Hsin Wang (Taiwan), ha assegnato il premio a Paolo Taviani per il suo “Leonora Addio”.

Un mondo non più sostenibile, le tensioni generazionali e l’importanza dell’unità in tempi di crisi: su queste direttive si muove il filo narrativo del film vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino 2022 che ha premiato il film spagnolo “Alcarràs” della giovanissima regista catalana Carla Simon. Il film, in lingua catalana, è incentrato sulla vita di una famiglia di coltivatori di pesche in un paesino della Catalogna, il cui mondo viene sconvolto quando, dopo la morte del proprietario della tenuta, il suo erede decide di vendere la terra per lasciar spazio ai pannelli solari, mettendo a rischio la loro sopravvivenza. Alcarras, che dà il titolo al film, è un piccolo villaggio nelle zone più remote della Catalogna, dove la famiglia della regista coltiva pesche, infatti, la Simon si è ispirata proprio alla sua storia personale quando ha scritto il lungometraggio che è prodotto anche dall’italiana Kino Produzioni di Giovanni Pompili e ha come make up artist la nostra Giovanna Turco. La regista catalana è alla sua seconda opera e il suo nome completa un anno straordinario per il cinema al femminile, che ha trionfato anche ai Festival di Cannes con Julia Ducournau e Venezia con Audrey Diwan.

Ma l’Italia non è andata via a mani vuote dalla Berlinale. “Guidato dallo spirito libero del genio di Pirandello, il regista mescola poesia, malinconia, ma anche ironia, fantasia e letizia per raccontarci i misteri della vita, della morte e della memoria”.  E’ con questa motivazione che la giuria della Federazione Internazionale della Stampa Cinematografica composta da René Marx (Francia), Anna Maria Pasetti (Italia) e Hsin Wang (Taiwan), ha assegnato il premio a Paolo Taviani per il suo “Leonora Addio”. Unico titolo italiano nella selezione ufficiale alla Berlinale, il film di Taviani - il primo senza suo fratello scomparso quattro anni fa e a lui dedicato - , interpretato da Fabrizio Ferracane con Matteo Pittiruti, Dania Marino, Dora Becker e Claudio Bigagli, musiche di Nicola Piovani, è il racconto dell’odissea delle ceneri di Pirandello e il movimentato viaggio dell’urna da Roma ad Agrigento, fino alla sepoltura avvenuta quindici anni dopo la morte. A chiudere il film, l’ultimo racconto di Pirandello scritto pochi giorni prima di morire: “Il chiodo” dove il giovane Bastianeddu, viene portato via dalla Sicilia dove viveva con la madre e costretto a seguire il padre al di là dell’oceano, senza però superare il trauma di quel distacco.

Orso d’argento Gran Premio della Giuria è andato a  “The Novelist’s film” firmato dal sudcoreano Hong Sang-soo, descritto come il film che celebra la bellezza degli incontri casuali, parlando dell’importanza dell’autenticità nel disonesto mondo del cinema. Invece con ben due Orsi è stato premiato “Rabiye Kurnaz vs. George W. Bush!”, un film politico che si è portato a casa l'Orso d'Argento per la miglior sceneggiatura e la migliore interpretazione andata a Meltem Kaptan, “mamma coraggio” che fa causa addirittura a Bush per salvare il figlio imprigionato ingiustamente a Guantanamo. Orso d’Oro alla carriera per Isabelle Huppert, la quale però non ha potuto partecipare di persona al Festival di Berlino a causa di un test positivo al Covid che l’ha bloccata a Parigi. La cerimonia di premiazione dell’Orso Onorario si è cosi svolta in collegamento con l’attrice francese presso il Berlinale Palast. Il film  “À propos De Joan” di Laurent Larivière, in cui interpreta il ruolo principale è stato proiettato a seguire come Gala Speciale.


Tutti i premi della Berlinale 2022

 Orso d’oro al Miglior Film: “Alcarràs” di Carla Simón;

Orso d’argento Gran Premio della Giuria: “The Novelist’s film” di Hong Sangsoo;
Orso d’argento Premio della Giuria: “Robe of gems” di Natalia Lopez Gallardo;
Orso d’argento per la migliore regia: Claire Denis per “Both sides of the blade”;
Orso d’argento per la migliore interpretazione protagonista: Meltem Kaptan per “Rabiye Kurnal vs George W.Bush”;
Orso d’argento per la migliore interpretazione non protagonista: Laura Basuki per “Nana (Before, Now & Then)”;
Orso d’argento per la miglior sceneggiatura: Laila Stieler per “Rabiye Kurnal vs George W.Bush”;
Orso d’argento per il miglior contributo artistico: Rithy Panh per “Everything will be okay”;
Orso d’oro alla carriera: Isabelle Huppert;
Orso d’oro per il miglior film cortometraggio: “Trap” di Anastasia Veber;
Orso d’argento al cortometraggio: “Manhã de Domingo” di Bruno Ribeiro;
Miglior esordio: “Sonne” di Kurdwin Ayub;
Berlinale Shorts, menzione speciale: “Bird in the peninsula” di Atsushi Wada;
Miglior documentario: “Myanmar Diaries”;
Sezione Incontri, premio al miglior film: “Mutzenbacher” di Ruth Beckermann;
Sezione Incontri, premio alla miglior regia: “Unrest” di Cyril Schäublin;
Sezione Incontri, premio speciale della Giuria: “See you Friday, Robinson” di Mitra Farahan

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