La rassegna

L'Evolution del Trieste Film Festival con “Quel giorno tu sarai”

Un'edizione che ha un’attenzione particolare per il femminile fin dall’immagine della locandina, opera dell’artista, fotografa e regista georgiana Natia Tetiashvili (in arte Tetesh Ka)

Lucia La Gatta

21 Gennaio 2022 - 14:55

Con Martin Scorsese nella veste di produttore esecutivo, “Quel giorno tu sarai - Evolution” racconta di una famiglia che attraverso tre generazioni si confronta con l’eredità della Shoah, dalla nascita miracolosa di Eva in un campo di concentramento fino alla vita quotidiana del nipote Jonas e di sua madre nella Berlino di oggi.

E’ “Quel giorno tu sarai - Evolution”, il nuovo lungometraggio diretto da Kornél Mundruczó e scritto da Kata Wéber dopo lo straordinario successo di “Pieces of a Woman”(premiato a Venezia e candidato all’Oscar), il film di apertura, in anteprima nazionale, del 33° Trieste Film Festival, in programma da oggi al 27 gennaio. Applaudito fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes, e in uscita nelle sale italiane il 27 gennaio distribuito da Teodora Film, “Quel giorno tu sarai”, con Martin Scorsese nella veste di produttore esecutivo, racconta di una famiglia che attraverso tre generazioni si confronta con l’eredità della Shoah, dalla nascita miracolosa di Eva in un campo di concentramento fino alla vita quotidiana del nipote Jonas e di sua madre nella Berlino di oggi. Ispirandosi a eventi realmente accaduti, Mundruczó e Wéber realizzano una riflessione potente sulla memoria e l’identità. Un'edizione che ha un’attenzione particolare per il femminile fin dall’immagine della locandina, opera dell’artista, fotografa e regista georgiana Natia Tetiashvili  (in arte Tetesh Ka) . Lo scatto sovraesposto e duplicato, rende l'idea della molteplicità delle identità femminili possibili.Inaugurata l’anno scorso, la sezione "Wild Roses” registe in Europa,offre una vetrina dedicata ad un gruppo di talentuose cineaste provenienti da un paese sempre diverso, il focus di quest’anno è dedicato alle registe georgiane e si aprirà con “À mon seul désir”di Juja Dobrachkous, la regista bulgara, recentemente scomparsa. Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale. Tra i lungometraggi in concorso, il croato “Murina” di Antoneta Alamat Kusijanović, (vincitore del “Caméra d’or”come migliore opera prima all’ultimo Festival di Cannes), racconta della tensione tra una figlia adolescente e un padre ossessivo, destinata ad aumentare con l’arrivo in casa di un conoscente, ma di fatto è il racconto delle derive nazionaliste di un intero Paese. Ed un’altra storia di famiglia, stavolta più corale e tutta al femminile, presta alle bulgare Mina Mileva e Vesela Kazakova(e alla protagonista Maria Bakalova, diventata una star internazionale con Borat 2) l’opportunità di raccontare, in “Women Do Cry”, una società maschilista e patriarcale, scossa dalle proteste nazionaliste contro la parità di genere. Anche nel 2022, come ormai tradizione, si rinnova la collaborazione tra il Trieste Film Festival e il Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, che ancora una volta ha scelto la cerimonia d’apertura del festival per premiare i migliori titoli usciti nelle sale nell’anno appena trascorso. Due i riconoscimenti, al miglior film italiano e al miglior film internazionale: tra gli italiani, a imporsi come il più votato nel referendum promosso dal Sindacato tra tutti i propri soci è stato “Ariaferma”di Leonardo Di Costanzo. “Drive my car”di Ryûsuke Hamaguchi è invece il miglior film scelto fra quelli distribuiti in sala nel nostro Paese nel 2021.

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