Cala il sipario sulla Kermesse

Il Leone d'Oro alla Biennale di Venezia è un "Evenement”

E' la storia di una giovane brillante universitaria (Anamaria Vartolomei) che nella Francia di inizio anni '60 con l'aborto ancora illegale è determinata a non proseguire la gravidanza per seguire la sua strada.

Lucia La Gatta

A Paolo Sorrentino con “E’ stata la mano di Dio” il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria. È la storia di Fabietto Schisa, alter ego del regista, interpretato da Filippo Scotti, che nella Napoli degli Anni 80 perde da un giorno con l’altro i propri genitori in un tragico incidente domestico e si ritrova solo al mondo. 

L'emozionante film francese “L'Evenement” della regista Audrey Diwan, è il vincitore del Leone d’Oro di Venezia 78 per il miglior film. E' la storia di una giovane brillante universitaria (Anamaria Vartolomei) che nella Francia di inizio anni '60 con l'aborto ancora illegale è determinata a non proseguire la gravidanza per seguire la sua strada. Sa di rischiare la prigione, la vergogna del suo ambiente e la sua stessa vita ma va avanti. “Volevo che questo film fosse una esperienza da vivere direttamente nella pelle di questa giovane donna - ha spiegato Audrey Diwan - per vedere se fosse stata in grado di andare avanti in una scelta così difficile”. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Annie Ernaux, e ripercorre la sua esperienza con l'aborto nella Francia degli anni '60.

A Paolo Sorrentino con “E’ stata la mano di Dio” il Leone d'Argento - Gran Premio della Giuria. “Volevo ringraziare mia moglie che mi sopporta da tanti anni. Qualcuno antipatico mi chiede perché continuo a fare film con Toni Servillo. Guardate dove sono arrivato facendo i film con Toni Servillo”, ha dichiarato commosso il regista. Considerato il racconto più personale che il regista abbia mai portato sullo schermo, “È stata la mano di Dio” è la storia di Fabietto Schisa, alter ego del regista, interpretato da Filippo Scotti, che nella Napoli degli Anni 80 perde da un giorno con l’ altro i propri genitori in un tragico incidente domestico e si ritrova solo al mondo. Sopravvissuto grazie a un celebre calciatore, il protagonista si trova costretto a vivere la sua adolescenza facendo i conti con un carico di sofferenza che fatica a verbalizzare e a cui riuscirà a dare un senso solo grazie alla sua passione per il calcio e per il cinema. Secondo “The Hollywood Reporter” se l'Italia “vuole tornare agli Oscar, forse è il momento di rivolgersi ancora al maestro che ce l'ha portata lì l'ultima volta”, quando proprio grazie a ”La grande bellezza” Sorrentino regalò all'Italia il primo Oscar come miglior film straniero.

Leone d’Argento per la Migliore regia a Jane Campion per il suo “The power of the dog”, un film drammatico che vanta nel cast la presenza di Benedict Cumberbatch, Kirsten Dunst e Jesse Plemons. La vicenda ruota attorno a due ricchi fratelli che, negli anni ’20 del secolo scorso, sono proprietari di un gigantesco ranch nel Montana. Quando uno dei due sposerà in segreto una vedova locale, l’altro cercherà di vendicarsi, distruggendola. La sceneggiatura del film, scritta dalla stessa Campion, è tratta dall’omonimo romanzo del 1967 di Thomas Savage.

Come da previsioni della vigilia, la Coppa Volpi femminile è andata a Penélope Cruz per il film “Madres Paralelas” di Pedro Almodóvar che aveva aperto la Mostra il primo settembre tra gli applausi. Ma l'attrice era stata molto apprezzata anche in un altro film in concorso: la commedia “Competencia Oficial”. “Questo premio mi fa molto molto felice, tutti sappiamo quanto sia difficile organizzare un festival in questo momento”, ha detto l'attrice dopo aver baciato il marito Javier Bardem al quale ha dedicato il premio aggiungendo una dedica alle sue “madri parallele”, sua mamma e sua suocera, mancata da poco. 

A sorpresa, anche se il film era entrato nel toto-Leoni, la Coppa Volpi maschile è stata invece assegnata all'attore filippino John Arcilla per “On The Job: The Missing 8” di Erik Matti che ha sbaragliato la concorrenza (di Toni Servillo, Vincent Lindon, Benedict Cumberbatch, Oscar Isaac e Yuriy Borisov) con il ruolo da protagonista del crime movie di quasi tre ore e mezzo (il film più lungo del concorso). Arcilla ha ringraziato con un video: “Anche se parliamo linguaggi diversi e veniamo da culture diverse ci capiamo e questo è merito del cinema”, ha detto.

A Filippo Scotti, il Fabietto protagonista di “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino (Italia) è andato il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore emergente. “Il buco” di Michelangelo Frammartino (Italia, Francia, Germania) si è aggiudicato il Premio speciale della giuria, mentre a Maggie Gyllenhaal per il film “The Lost daughter” di Maggie Gyllenhaal (Grecia, USA, Regno Unito, Israele) premio per la migliore sceneggiatura.

Cala così il sipario sulla 78esima edizione della Mostra del cinema di Venezia che quest’anno ha messo al centro gli esseri umani e le loro fragilità. Storie bellissime che hanno incantato, divertito e commosso.

 

GLI ALTRI PREMI

Nella Sezione Orizzonti, il premio per il miglior film è andato al film lituano 'Piligrimai (Pellegrini)' del regista Laurynas Bareiša, quello per la miglior regia al francese Éric Gravel per il film 'À Plein Temps' e il premio speciale della giuria 'El Gran Movimiento' del regista boliviano Kiro Russo. Il premio Orizzonti per la migliore attrice è andato a Laure Calamy protagonista di 'À Plein Temps' e quello per il miglior attore a Piseth Chhun per il film 'Bodeng Sar (White Building)' del regista cambogiano Kavich Neang. Il premio Orizzonti alla migliore sceneggiatura è stato assegnato a Peter Kerekes e Ivan Ostrochovský per il film 'Cenzorka (107 Mothers)' del regista slovacco Peter Kerekes. Il premio orizzonti per il miglior cortometraggio è andato a 'Los Huelos' dei registi cileni Cristóbal Léon e Joaquín Cociña, che lo hanno dedicato alle vittime del golpe cileno dell'11 settembre 1973. La Venice short film nomination for the european film awards 2021 è andata invece a 'The fall of the ibis king' dei registi irlandesi Josh O'Caoimh e Mikai Geronimo. Infine il nuovo Premio degli Spettatori della neonata sezione Orizzonti Extra è andato al film finlandese 'Sokea mies, joka ei halunnut nähdä Titanicia (The blind man who did not want to see Titanic)' diretto da Teemu Nikki e interpretato da un attore gravemente malato di sclerosi multipla che verrà distribuito in Italia la prossima settimana. Per la sezione Venice Vr Expanded, dedicata alla realtà virtuale, il Gran Premio della Giuria per la migliore opera Vr è andato a 'Goliath: playing with reality' di Barry Gene Murphy e May Abdalla; il premio migliore esperienza Vr è stato assegnato a 'Le bal de Paris de Blanca Li' di Blanca Li e il premio migliore storia Vr a 'End of night' di David Adler.
Il Leone del Futuro, intitolato a Luigi De Laurentiis e dedicato alla migliore opera prima di tutto il cartellone veneziano, è andato al film rumeno 'Imaculat' di Monica Stan e George Chiper-Lillemark delle Giornate degli Autori. 

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