La kermesse cinematografica

Il ping pong dei Golden Globe arride al talento dei virtuosi

Tra i protagonisti maschili, Wagner Moura ha conquistato il premio come miglior attore in un film drammatico per The Secret Agent, mentre Timothée Chalamet si è imposto nella categoria commedia o musical grazie alla sua performance in Marty Supreme

Lucia La Gatta

13 Gennaio 2026 - 12:47

Dopo la vittoria, Chalamet ha dichiarato: «Mio padre mi ha trasmesso fin da piccolo un forte senso di gratitudine: “Sii sempre grato per quello che hai”. Questo mi ha permesso di lasciare cerimonie in passato a mani vuote, ma a testa alta.

Cala il sipario sui Golden Globe 2026, che hanno celebrato il cinema internazionale premiando interpretazioni intense e molto diverse tra loro. Tra i protagonisti maschili, Wagner Moura ha conquistato il premio come miglior attore in un film drammatico per The Secret Agent, mentre Timothée Chalamet si è imposto nella categoria commedia o musical grazie alla sua performance in Marty Supreme.

Il film, diretto da Josh Safdie e ispirato alla vita di Marty Reisman, leggendario giocatore di ping pong newyorkese, racconta la storia di un campione tanto talentuoso quanto ingestibile, narcisista e imprevedibile. Dopo la vittoria, Chalamet ha dichiarato: «Mio padre mi ha trasmesso fin da piccolo un forte senso di gratitudine: “Sii sempre grato per quello che hai”. Questo mi ha permesso di lasciare cerimonie in passato a mani vuote, ma a testa alta. Mentirei se dicessi che quei momenti non rendono questo premio ancora più dolce».

Sul fronte femminile, il Golden Globe per la miglior attrice protagonista in un film drammatico è andato a Jessie Buckley per Hamnet, in cui interpreta Agnes, moglie di William Shakespeare, mentre Rose Byrne ha trionfato nella sezione commedia o musical con If I Had Legs I’d Kick You.

Nelle categorie non protagoniste, la serata ha premiato Stellan Skarsgård come miglior attore non protagonista per Sentimental Value e Teyana Taylor come miglior attrice non protagonista per One Battle After Another, confermando l’attenzione dei Golden Globe verso ruoli di forte impatto anche al di fuori dei personaggi principali.

A sorprendere il pubblico è stato anche Owen Cooper, star della serie Netflix Adolescence: a soli 16 anni – ne aveva 14 quando ha girato lo show – è diventato il più giovane vincitore di sempre nella sua categoria. Cooper, che vedremo a San Valentino nei panni del giovane Heathcliff nel nuovo adattamento cinematografico di Cime tempestose diretto da Emerald Fennell, ritirando il premio ha commentato: «Sono ancora un apprendista, sto imparando ogni giorno da tutte le persone che mi siedono davanti e che mi hanno ispirato».

Le vittorie di Cooper e Chalamet hanno così segnato la storia della cerimonia, soffiando due premi ambitissimi a colleghi di grande esperienza. Sono tornati a casa a mani vuote, almeno per i riconoscimenti individuali, Paul Mescal e Jacob Elordi, entrambi candidati come miglior attore non protagonista rispettivamente per Hamnet di Chloé Zhao – che ha comunque trionfato come miglior film drammatico e miglior attrice protagonista – e Frankenstein (Netflix). Stessa sorte nella categoria miglior attore protagonista per Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra), Ethan Hawke (Blue Moon) e George Clooney (Jay Kelly), una triade che alla vigilia appariva quasi imbattibile.

Tutti i premi

  • Miglior attrice non protagonista: Teyana Taylor per “Una battaglia dopo l’altra”
  • Migliore attore non protagonista Stellan Skarsgard per “Sentimental Value”
  • Miglior attore in una serie tv drammatica Noah Wyle per “The Pitt” 
  • Miglior attrice in una serie comedy Jean Smart per "Hacks"
  • Miglior attore non protagonista in una serie Owen Cooper per "Adolescence"
  • Miglior attore in una serie comica Seth Rogen per “The Studio” 
  • Miglior attore di commedia Timothée Chalamet  per “Marty Supreme”
  • Miglior attore in una miniserie Stephen Graham per “Adolescence”
  • Miglior attrice di una miniserie Michelle Williams per "Dying for sex"
  • Miglior regia Paul Thomas Anderson per “Una battaglia dopo l'altra”
  • Miglior film non in lingua inglese il brasiliano “L’agente segreto” sceneggiato e diretto da Kleber Mendonca Filho
  • Miglior attrice non protagonista in una miniserie Erin Doherty per “Adolescence”
  • Miglior serie drammatica “The Pitt”
  • Miglior miniserie “Adolescence"
  • Miglior serie commedia “The Studio”
  • Miglior attrice protagonista Jessie Buckley per “Hamnet”
  • Miglior attore Wagner Moura per “L’agente segreto”
  • Miglior commedia “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson
  • Miglior film drammatico “Hamnet” di Chloe' Zhao

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