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Enrico De Nicola primo Presidente

Difficoltà nel reperire personalità di elevato profilo non ce ne sono anzi, c'è l'imbarazzo della scelta. I candidati sono: Ferruccio Parri, Carlo Sforza, Ivanoe Bonomi, Francesco Saverio Nitti, Vittorio Emanuele Orlando, Benedetto Croce

02 Gennaio 2022 - 13:01

Enrico De Nicola primo Presidente

Le prime parole del primo Presidente della Repubblica sono: "verso le otto stavo scrivendo una lettera, quando un amico mi ha telefonato congratulandosi. Ho risposto distrattamente 'grazie'. Poi ho domandato 'ma di che?' 'Come, non sapete? Siete appena stato eletto Presidente della Repubblica'. Io, 'No, non lo sapevo!"

Di Sabino Labia

Giugno 1946 nasce l'Italia repubblicana. Nel giro di pochi giorni si vota per il referendum monarchia/repubblica, per l'Assemblea Costituente e per il Presidente della Repubblica. L'ingorgo costituzionale è servito.
Ufficializzato l'esito del Referendum da parte del presidente della Corte di Cassazione Giuseppe Pagano, il 25 giugno si riunisce per la prima volta l'Assemblea Costituente che elegge come presidente Giuseppe Saragat. A questo punto manca l'ultimo tassello, il primo Capo dello Stato provvisorio.
Difficoltà nel reperire personalità di elevato profilo non ce ne sono anzi, c'è l'imbarazzo della scelta.
I candidati sono: Ferruccio Parri, Carlo Sforza, Ivanoe Bonomi, Francesco Saverio Nitti, Vittorio Emanuele Orlando, Benedetto Croce, Enrico De Nicola. Il partito Repubblicano propone, in segno di protesta, Cipriano Facchinetti.
L'obbiettivo dei tre partiti di massa: democristiano, socialista e comunista è quello di arrivare al voto con un nome condiviso. Il regolamento provvisorio prevede nei primi due scrutini una maggioranza dei 3/5 e, dalla terza votazione la maggioranza semplice.
Palmiro Togliatti punta a una personalità estranea al parlamento, possibilmente meridionale.
I socialisti hanno un solo nome, il filosofo Benedetto Croce. L'ufficializzazione della proposta avviene con una lettera di Pietro Nenni: "Illustre amico, i miei compagni della direzione del partito, desiderano sapere se Ella lascerà porre la sua candidatura alla presidenza della Repubblica. Noi saremmo lieti di dare a Lei i nostri voti, nella convinzione, attinta alla coscienza che abbiamo dei più alti interessi del Paese, che nessuno meglio di Lei può oggi di fronte al mondo rappresentare l'Italia e garantire con sicura lealtà la vita della Repubblica Italiana. Cordiali saluti, suo Pietro Nenni.".
Manca la DC. Alcide De Gasperi avrebbe potuto tranquillamente ambire alla massima carica tuttavia, era consapevole che il l'Italia avesse maggiore bisogno di un Capo del Governo per dare avvio all'opera di ricostruzione.
A questo punto, visto che il Presidente del Consiglio era Democristiano e il Presidente della Costituente era Socialista, il Presidente della Repubblica doveva essere espressione del partito Comunista.
I nomi rimasti in lizza sono due, Croce e Orlando. Il primo, però, non piace ai democristiani; il secondo non è gradito ai social-comunisti.
Nel frattempo, è lo stesso Croce a tirarsi indietro dalla corsa rispondendo a Nenni: "L'ufficio al quale mi si vorrebbe chiamare esce troppo questi limiti e mi fa gravemente sentire l'inadeguatezza ad esercitarlo. Perciò non mi è consentito di lasciar porre la mia candidatura a Presidente della Repubblica Italiana e debbo pregare Lei di presentare le mie scuse e i miei vivi ringraziamenti ai Suoi colleghi della direzione del partito che hanno voluto darmi una prova di benevolenza della quale serberò sempre memoria. Mi abbia, con molti saluti, Suo Benedetto Croce ".
A questo punto De Gasperi, Nenni, Togliatti e Saragat decidono di incontrarsi a Montecitorio per trovare una soluzione. Dopo un'ora il nome c'è. Si tratta di Enrico De Nicola. L'incarico di comunicare la decisione è affidata a Saragat. L'esito della votazione, che avviene nel pomeriggio di venerdì 28 giugno nell'arco di poco più di un'ora, è: votanti 501, De Nicola 396, Facchinetti 40, Penna Ottavia (sostenuta irregolarmente dai Qualunquisti in quanto non aveva l'età per ricoprire l'incarico) 32.
Le prime parole del primo Presidente della Repubblica sono: "verso le otto stavo scrivendo una lettera, quando un amico mi ha telefonato congratulandosi. Ho risposto distrattamente 'grazie'. Poi ho domandato 'ma di che?' 'Come, non sapete? Siete appena stato eletto Presidente della Repubblica'. Io, 'No, non lo sapevo!"

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