Cono d'ombra

Una tragedia trasformata in farsa

Ora siamo nella fase della Repubblica dei balconi e degli aperitivi a casa. Con il Parlamento trasformato in una bocciofila dove ci si va solo per la ricreazione.

Una tragedia trasformata in farsa

Giuseppe Conte

Rieccoci. Il 3 dicembre alle 20,15 é comparso a reti unificate il volto del Presidente del Consiglio mascherato. L'evento è diventato come la visione di un film di cui ormai sappiamo citare anche le battute. Se si trattasse di un film drammatico non farebbe più piangere; se, invece, fosse un film comico non farebbe più ridere. Visto che siamo in prossimità delle festività natalizie é come rivedere per la milionesima volta "Una poltrona per due!"
Giuseppe Conte dopo dieci mesi di sovraesposizione mediatica e di annunci modello imbonitore televisivo, mancava che proponesse anche una bicicletta con cambio Shimano alle prime cento telefonate, sembrava non credere egli stesso alle sue parole. La strategia delle anticipazioni da parte di tutti i mezzi di comunicazione per vedere la reazione e, allo stesso tempo, far abituare il popolo alle decisioni contenute nel DPCM é ormai stratificata e non fa più notizia.
Come avvenuto l'estate scorsa per le vacanze estive, si é fatto di tutto per far passare gli italiani come i soliti idioti incoscienti che non possono fare a meno di andare a sciare o di fare il trenino con le mascherine la notte di Capodanno. Eppure, anche in questo secondo lockdown, hanno saputo dimostrare il rispetto per le regole e se, alla riapertura parziale, hanno voluto fare una passeggiata, é perché gli é stato detto che potevano farlo; altrimenti, chi governa, avrebbe potuto fare come la Merkel in Germania che ha prolungato le restrizioni fino a gennaio. Ma noi non siamo la Germania e Conte non é la Merkel.
In aggiunta, verrebbe da dire sempre a Conte e i suoi ministri che, dal momento che buona parte della popolazione ha subito la scomparsa di una persona cara o anche solo di un conoscente durante questo stramaledetto 2020, la voglia di festeggiare non c'è. Probabilmente sono loro stessi che vorrebbero festeggiare abbarbicati nel Palazzo e che sono riusciti, da incapaci qual sono, a compiere disastri ovunque, peggio anche del Coronavirus.
Certo i fanatici del "volevo vedere te cosa eri in grado di fare in una situazione simile", ci sono e ci saranno sempre. Un concetto che va sempre ripetuto e ricordato fino allo sfinimento é di conoscere bene la Storia, quella con la S maiuscola. Dopo un ventennio di dittatura fascista e una Guerra mondiale con milioni di morti, l'Italia repubblicana e democratica vinse per soli due milioni di voti e gli italiani che dicono che Mussolini ha fatto cose buone ci sono ancora. Per oltre cinquantanni la Democrazia Cristiana ha governato senza che ci fosse la possibilità di una parvenza di alternanza e con gli italiani che votavano solo perché il politico di turno gli aveva garantito il posto di lavoro. C'è voluta la rivolta dei giudici e Tangentopoli per cambiare le cose e istituire la Repubblica della Magistratura.
Ora siamo nella fase della Repubblica dei balconi e degli aperitivi a casa. Con il Parlamento trasformato in una bocciofila dove ci si va solo per la ricreazione. Il filosofo Massimo Cacciari qualche giorno fa, in una trasmissione televisiva, ha dichiarato: "E’ intollerabile che la crisi venga pagata solo dalla metà della popolazione italiana!" Chi crede che queste parole siano sbagliate abbia il coraggio di alzare la mano.
In dieci mesi di pandemia ci sono stati cittadini di serie B che hanno perso posti di lavoro, hanno dovuto chiudere le proprie attività o che, nella migliore delle ipotesi, hanno visto dimezzato il loro stipendio a causa della cassa integrazione; e cittadini di serie A che, invece, hanno avuto la presunzione anche di pontificare continuando a guadagnare il loro compenso per intero. Non bisogna avere paura di affermarlo, ma tutti i dipendenti pubblici, i vari manager e qualche altra categoria di privilegiati hanno continuato a mungere tutto ciò che c'era da mungere. Tutto questo perché a prendere le decisioni c'è gente che nella loro precedente vita, breve o lunga che sia stata, non ha mai lavorato (Speranza, Franceschini, Di Maio, Azzolina, Boccia, solo per citare i protagonisti principali).
Questi parvenu, da marzo a oggi, non hanno fatto altro che dire tutto e l'esatto contrario. Mascherina sì, mascherina no; distanza sì, distanza no; congiunti sì, congiunti no; a tavola in sei anziché in otto. Hanno trascorso la maggior parte del loro tempo in televisione o a litigare. Non sono stati in grado di dare anche solo una comunicazione univoca, sembrava una gara a chi la sparasse più grossa così da avere un titolo sul giornale amico. In dieci mesi non hanno avuto una visione del futuro del Paese, non sono stati in grado di trovare una soluzione per le scuole anzi, dopo aver speso inutilmente soldi pubblici per i banchi con le rotelle, hanno avuto il coraggio di dare la colpa della seconda ondata ai giovani perché, a loro dire, sono solo degli incoscienti. Intanto gli hanno rubato un anno della loro vita, sicuramente il migliore, e ciò nonostante, in maniera disciplinata sono stati gli unici che hanno rispettato veramente le regole.
Degli esponenti dei Pentastellati é inutile anche spendere altre parole, alle prossime elezioni, con ogni probabilità, torneranno nel loro anonimato e fra qualche anno saranno protagonisti di un programma modello "Meteore" visto che al Grande Fratello hanno già partecipato.
Dei rappresentanti del Pd, invece, bisogna ripetere e scolpire nella roccia l'anatema di Nanni Moretti: "con questa classe dirigente non vinceremo mai!" Così è stato da sempre. Non hanno mai vinto un'elezione, sono riusciti a governare passando per trucchetti sotto banco e cercando, come sempre, di sistemare i compagnucci della parrocchietta salvo poi fare figuracce da dilettanti allo sbaraglio; un esempio la vicenda del commissario in Calabria. Bisognava assolutamente nominare uno della cordata D'Alema-Bersani-Speranza e del loro partito, Leu, che detiene la percentuale dello zero virgola. Intanto, il ministro della Salute non ha mai avuto il coraggio di dare una spiegazione del piano pandemico italiano di cui sapeva tutto dall'inizio e che ha provocato milioni di morti. Ha dedicato il suo tempo a scrivere un libro che ci auguriamo non leggeremo mai.
Adesso, come se la farsa non avesse raggiunto il suo acme, si invoca anche un rimpasto di governo come se agli italiani interessi qualcosa. A volerlo un altro fenomeno della politica italiana, Matteo Renzi. Con il suo partitino da tinello ha stabilito che è giunto il momento di fare un valzer di poltrone visto che questa legislatura andrà fino al suo naturale compimento e per non saper nè leggere nè scrivere, é meglio un ministro oggi che un disoccupato domani. Per avere un'idea del livello della discussione, la ministra dei Trasporti Paola de Micheli candidata ad essere defenestrata ha dichiarato: "sono la Kamala bianca!" É inutile qualsiasi commento.
Sull'opposizione é meglio stendere un velo pietoso. Non vale la pena neanche dedicare una parola di condanna perché si é condannata da sola.
Chi merita veramente un grazie sono tutti i medici, gli infermieri, gli OSS, gli operatori delle ambulanze e i volontari tutti che quotidianamente e in silenzio, senza postare selfie sui social e senza comparire in ogni dove come i virologi, pseudo virologi e veterinari, si sono impegnati e continuano a impegnarsi per salvare vite umane rischiando la loro.
Karl Marx diceva che "i fenomeni storici accadono sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa". Ecco, adesso tutti noi siamo protagonisti consapevoli di una tragedia trasformata in farsa.

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