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Si può installare un montascale in condominio?

La questione vera, quella che spesso finisce in discussione tra condomini, riguarda chi paga. I principali produttori di montascale lo sanno bene: il nodo non è quasi mai tecnico, è economico e relazionale

Il Corriere Redazione

31 Marzo 2026 - 14:19

Si può installare un montascale in condominio?

Il dispositivo è uno di quegli oggetti che divide: per chi ha difficoltà motorie o convive con un familiare anziano, è semplicemente necessario, ma per chi abita al piano terra o non ne ha bisogno, può sembrare un ingombro. Eppure la legge, su questo punto, è abbastanza chiara: il montascale in condominio si può installare. Sempre. Anche quando l'assemblea non è d'accordo.

Le riunioni condominiali non sono facili da affrontare, le tensioni sono decisamente frequenti e trovare l’unanimità o almeno un accordo non è semplice… soprattutto se qualcosa è nell’interesse di pochi. Un esempio? La richiesta di poter installare un montascale per anziani o disabili.

Il dispositivo è uno di quegli oggetti che divide: per chi ha difficoltà motorie o convive con un familiare anziano, è semplicemente necessario, ma per chi abita al piano terra o non ne ha bisogno, può sembrare un ingombro. Eppure la legge, su questo punto, è abbastanza chiara: il montascale in condominio si può installare. Sempre. Anche quando l'assemblea non è d'accordo.

La questione vera, quella che spesso finisce in discussione tra condomini, riguarda chi paga. I principali produttori di montascale lo sanno bene: il nodo non è quasi mai tecnico, è economico e relazionale.

Montascale in condominio: cosa dice la legge

Il quadro normativo di riferimento è il decreto n. 13 del 1989, pensata proprio per abbattere le barriere architettoniche negli edifici privati. Il principio centrale è che le delibere condominiali finalizzate a rendere gli spazi accessibili, montascale inclusi, possono essere approvate con le maggioranze ordinarie previste dal codice civile. Non servono unanimità né quorum particolari. Ma c'è un punto ancora più rilevante: se il condominio non si esprime entro tre mesi dalla domanda scritta del singolo condomino, oppure se delibera contro, chi ha fatto richiesta può procedere comunque all'installazione. A proprie spese, certo, ma senza che nessuno possa bloccarlo. L'unico vincolo è che il prodotto non comprometta la destinazione d'uso delle parti comuni, non alteri il decoro dell'edificio e non pregiudichi l'uso degli spazi da parte degli altri condomini. Lo stabilisce l'articolo 1102 del codice civile, che vale sempre.

Assemblea condominiale per montascale: i 3 scenari

Nella pratica, le situazioni che si presentano sono sostanzialmente tre, e ognuna ha una gestione diversa:

  • Primo caso: assemblea favorevole. Se la maggioranza vota sì, le spese vengono ripartite tra i condomini sulla base dei millesimi di proprietà. Chi aveva già comunicato per iscritto la propria intenzione di non partecipare resta fuori dal conteggio; la quota viene redistribuita tra chi ha aderito. Le spese di manutenzione ordinaria, su cui la legislatura non è esplicita, seguono in genere la stessa logica: a carico di chi ha contribuito all'acquisto, per analogia con quanto previsto dall'articolo 1124 del codice civile per gli ascensori;
  • Seconda opzione: assemblea contraria. I condomini hanno la facoltà rifiutarsi di partecipare alla spesa ma non ne hanno il potere di impedire l’installazione. Il richiedente procede da solo, si fa carico di tutto (acquisto e manutenzione) e di fatto diventa l’unico "proprietario" dell'impianto. I condomini dissenzienti possono formalizzare il proprio dissenso per iscritto e restano fuori da qualsiasi obbligo economico;
  • Terza opzione: l’assemblea non si pronuncia. 3 mesi di silenzio senza delibera non impediscono comunque l’installazione perché dopo questo tempo la legge equipara l’inerzia al rifiuto e si può procedere come nel secondo caso.

Risulta piuttosto chiaro che la legislatura tuteli chi ha bisogno di un montascale con pochissime limitazioni, come abbiamo visto. Tra diritti individuali e decisioni collettive, ogni caso fa storia a sé. E spesso, più che le norme, fanno la differenza il dialogo e il buon senso tra vicini.

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