Italia in svendita nel totale disinteresse della politica

Umberto Baccolo

19 Gennaio 2022 - 17:32

Italia in svendita

Italia in svendita

Tutti sappiamo che la crisi del Covid ha cambiato il mondo, ma a volte non ci rendiamo conto di quante e quali siano le conseguenze. Una notizia di oggi ci fa riflettere sul tema, in modo preoccupante: il marchio Zili, un'ammiraglia della moda franco-italiana, è infatti appena stato, nell'indifferenza generale, rilevato tramite il tribunale di Lione da NEGMA, una misteriosa società registrata nelle Isole Vergini Britanniche e con sede a Dubai. Senza avere la minima visibilità sul loro profilo, e senza alcuna garanzia sulla loro strategia industriale a medio e lungo termine, il tribunale commerciale ha messo il futuro di un'azienda storica nelle mani di investitori resi invisibili dal vetro non oscurato di una struttura con sede a Dubai. Ed i problemi di questa NEGMA sono numerosi, tanto da aver allarmato le autorità francesi, ed in particolare del TRACFIN, un servizio di intelligence posto sotto l'autorità del Ministero dell'Economia, delle Finanze e del Recupero, che si occupa di combattere contro i circuiti finanziari clandestini, il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Inquietante sapere Cosa ha attratto l'attenzione del TRACFIN, cioè, andando ad elencare, il carattere offshore della società; il management a Dubai; la mancata comunicazione degli investitori reali; il fatto che addirittura il nome Negma non sia un nome degli Emirati, ma egiziano; la questione che i fondi provengano infatti non da Dubai ma da Algeria, Tunisia ed Egitto; quella che il business plan sia poco realistico rispetto alla situazione finanziaria delle società e ai pochi fondi dimostrati; ma soprattutto, e questo è terrificante, che ci siano noti legami tra membri della famiglia del gestore e membri dei Fratelli Musulmani, con secondo le autorità francesi elevato rischio di riciclaggio a finalità di terrorismo! Cosa che ha spinto Tracfin a bloccare tutti questi conti e ad avviato verifiche per, appunto, riciclaggio con sospetto di terrorismo. Una situazione di una gravità inaudita, che non sarebbe dovuta essere possibile, e ci si augura non possa più accadere relativamente ad altre società, e del quale la stampa sta colpevolmente tacendo. Perché è sconvolgente che, dopo che tanti naufragi economici e tradimenti sociali sono stati resi possibili in Europa negli ultimi 20 anni da questo tipo di assetto, continuiamo a svendere i nostri fiori all'occhiello a investitori ai quali non possiamo chiedere nulla, perché non li conosciamo. Investitori a cui innanzitutto i dipendenti e i rappresentanti eletti non potranno rivolgersi se decideranno di rivendere in uno o due anni, ma anche, e soprattutto, i cui fondi molto probabilmente hanno origini non etiche e legali, o addirittura pericolose per gli equilibri internazionali, visto che qui di rischio terrorismo islamico si sta parlando. Tutto ciò, nonostante in questo periodo, almeno a parole, sia stata sollevata dalla politica la questione della necessità della sovranità industriale a livello nazionale ed europeo, con i leader italiani, tedeschi e francesi sempre a parole unanimi nell'opporsi alle delocalizzazioni e nel volersi impegnare a difendere i fiori all'occhiello delle relative industrie contro qualsiasi acquisizione da parte di poteri tanto danarosi quanto ambigui e sicuramente non interessati alla sostenibilità sociale dei loro investimenti.


Di Umberto Baccolo.

Inserisci un commento

Condividi le tue opinioni su Il Castello Edizioni e Il Mattino di Foggia

Caratteri rimanenti: 400

BLOG

L'Italia e la NATO, dall'adesione a Berlinguer

L'Italia e la NATO, dall'adesione a Berlinguer

CONO D'OMBRA

Quirinale, l'elezione di Leone e la sconfitta di Fanfani

Quirinale, l'elezione di Leone e la sconfitta di Fanfani

Cono D'OMBRA

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare

A dieci anni dalla Convenzione di Istanbul un volume della rivista Genere, soggettività e diritti della Pisa university press racconta cosa è stato fatto e cosa si potrebbe fare ancora per contrastare i femminicidi

Diritto e giustizia

Enrico De Nicola primo Presidente

Enrico De Nicola primo Presidente

CONO D'OMBRA

Come si sceglie un Presidente della Repubblica

Giovanni Leone

Come si sceglie un Presidente della Repubblica

CONO D'OMBRA

Armeni, il genocidio riconosciuto

Armeni, il genocidio riconosciuto

IronLady