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Bitcoin: come approcciare alla regina delle criptovalute

L’avvento della pandemia, quindi, poteva essere una sorta di primo “stress test” per il Bitcoin. Ed il risultato, almeno sin qui, è stato sorprendente. 

Il Corriere Redazione
Bitcoin: come approcciare alla regina delle criptovalute

Le piattaforme più affidabili, di norma, consentono all’utente di poter sperimentare il trading nel mondo delle criptovalute senza dover sopportare, almeno inizialmente, un esborso economico, grazie alle cosiddette “demo”.

+325%. A tanto ammonta la strabordante crescita realizzata dal Bitcoin negli ultimi dodici mesi (agosto 2020-agosto 2021), periodo tutt’altro che semplice se si considera quanto avvenuto nel nefasto 2020, anno che resterà nei libri di storia per la comparsa della più grande pandemia della storia. Nonostante i mercati finanziari fossero in preda al panico, prima di innestare un rally che prosegue da novembre dello scorso anno (annuncio della scoperta del vaccino da parte di Pfizer), il Bitcoin dimostrava di essere resiliente e reattivo.  Per tanti anni ci si è chiesti se il Bitcoin fosse destinato ad implodere quando si fosse palesata una crisi finanziaria. D’altro canto, la sua comparsa avvenne all’indomani della grande crisi finanziaria del 2008, quella che ha irrimediabilmente modificato il mondo finanziario e causato una delle più grande crisi economiche della storia. L’avvento della pandemia, quindi, poteva essere una sorta di primo “stress test” per il Bitcoin. Ed il risultato, almeno sin qui, è stato sorprendente. 

Bitcoin: il bilancio dopo il primo “stress test” della crisi causata dal covid

Il 21 febbraio, giornata in cui venne scoperto il primo caso di covid in quel di Codogno e sanciva la comparsa del virus nel mondo occidentale, il Bitcoin quotava 9697 dollari. A metà marzo, nel periodo in cui tutto i paesi sviluppati presero coscienza di avere a che fare con un nemico invisibile e spietato, la valutazione scese a 5632 dollari. Ma da quel momento, il Bitcoin, a differenza degli altri asset finanziari, iniziò a salire inesorabilmente. D’altro canto, l’importanza del mondo digitale è stata rimarcata, con forza, durante il rigido lockdown al quale tutti noi siamo stati costretti a sottostare nelle prime settimane della pandemia. E le criptovalute solide, strutturate e storiche, Bitcoin in testa, non potevano far altro che crescere, dimostrando la loro valenza ed utilità.  Una crescita vigorosa, che ha portato il Bitcoin, nello scorso mese di aprile, a toccare il valore di 63558 dollari. In quel momento, com’era lecito attendersi, si è assistito ad una correzione del prezzo, inevitabile dato che, nell’arco di tredici mesi, il valore era passato da 5600 a 63000 dollari. Una discesa che è proseguita sino a metà luglio, quando il valore del Bitcoin è sceso sotto i 30000 dollari.  Una situazione che ha prestato il fianco ai detrattori del Bitcoin, che paventavano una rapida dissoluzione della più famosa criptovaluta. Non c’è alcun dubbio che, vista la spiccata volatilità mostrata, investire in Bitcoin rappresenti un’opzione da considerare solo per una parte limitata del proprio portafoglio: un risparmiatore con un profilo di rischio alto, ad esempio, deve investire al massimo il 10% dei propri risparmi in criptovalute. 


Come fare bitcoin trading 

Decantare il “de profundis” del Bitcoin, però, è risultato un esercizio di pura demagogia. Da quel momento, infatti, la storica criptovaluta ha ripreso il proprio cammino arrivando a toccare i 49000 dollari. Fare Bitcoin trading, quindi, è un’ipotesi da non scartare a priori, a maggior ragione in una fase in cui gli altri tradizionali mercati finanziari, azionari ed obbligazionari in primis, sono alle prese con probabili aumenti dei tassi delle banche centrali in grado di “destabilizzare” gli stessi. Quando si opera in Bitcoin, il consiglio più importante è quello di affidarsi ad un broker finanziario serio ed affidabile, che sia in grado di esplicare, compiutamente, i pregi e le insidie di un eventuale investimento in Bitcoin: diffidare sempre da chi promette facili guadagni con rischi limitati o addirittura assenti.  Le piattaforme più affidabili, di norma, consentono all’utente di poter sperimentare il trading nel mondo delle criptovalute senza dover sopportare, almeno inizialmente, un esborso economico, grazie alle cosiddette “demo”. Esse, in buona sostanza, consentono al risparmiatore di sfruttare dei crediti virtuali che replicano, fedelmente, quanto avviene nei mercati, dando modo allo stesso di capire se quel determinato asset faccia al caso proprio. 

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