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Ilaria Marchioni: «Il tempo non si gestisce, si vive. Ecco come contrastare la corsa quotidiana e lo stress del digitale»

«Il tempo è l'unica risorsa che non può essere delegata. Ogni mattina riceviamo un credito di 86.400 secondi. Come decidiamo di investirli definisce chi siamo»

Il Corriere Redazione

31 Marzo 2026 - 14:52

Ilaria Marchioni: «Il tempo non si gestisce, si vive. Ecco come contrastare la corsa quotidiana e lo stress del digitale»

Marchioni è oggi considerata una delle massime opinion leader in Italia sul tema della relazione con il tempo. La sua tesi è dirompente: la gestione del tempo, per come l’abbiamo conosciuta finora, è morta. O peggio, è diventata la nostra prigione.

Siamo tutti iper connessi e con agende saturate da appuntamenti, il vero lusso non è più il possesso, ma il tempo libero. Mentre le aziende rincorrono algoritmi di efficienza e i professionisti affogano in una lista infinita di to-do, emerge una voce fuori dal coro che ribalta la prospettiva, quella di Ilaria Marchioni. Coach Professionista certificata da International Coaching Federation e per oltre vent’anni dirigente HR in contesti multinazionali, Marchioni è oggi considerata una delle massime opinion leader in Italia sul tema della relazione con il tempo. La sua tesi è dirompente: la gestione del tempo, per come l’abbiamo conosciuta finora, è morta. O peggio, è diventata la nostra prigione.

La sindrome dell’apnea

«Oggi siamo tutti in apnea.», esordisce Ilaria Marchioni. «Non è solo un problema di troppi impegni, ma di una profonda mancanza di senso. Cerchiamo di riempire ogni vuoto, ogni silenzio, aggiungendo attività per non sentire quella parte profonda di noi che sta urlando. Abbiamo smesso di respirare, metaforicamente e fisicamente».

Secondo Marchioni, il disagio che proviamo a fine giornata, quella sensazione di aver corso tanto senza aver concluso nulla di significativo, deriva da un errore di calcolo fondamentale. Abbiamo scambiato la produttività (fare di più in meno tempo) con l’intenzionalità (fare ciò che conta davvero). Oggi si premia solo il fare, per questo Marchioni propone una contropartita consapevole: rimettere al centro l’essere.

Il Metodo RESET: Oltre le agende

Per rispondere a questa emorragia di vita, Ilaria Marchioni ha codificato il Metodo RESET. Non si tratta di un software o di una tecnica di categorizzazione delle mail, ma di un approccio volto a guarire la nostra relazione con il tempo, che contiene anche un utilissimo test per comprendere quali sono le aree in cui stiamo letteralmente buttando via il nostro tempo.

«Il tempo non si gestisce, perché il tempo scorre indipendentemente da noi. Il tempo va guarito, non gestito», spiega l'esperta. «Significa iniziare a portare equilibrio nei nostri pensieri, nelle nostre emozioni e nelle nostre parole. Questi sono i 3 ambiti dove sprechiamo inconsciamente la maggior parte del nostro tempo».

Secondo il Metodo RESET, prima di agire dobbiamo presidiare il nostro mondo interno:

  1. I Pensieri: spesso siamo intrappolati in un passato che non c'è più o in un futuro che ci crea ansia. Abitare il presente è il primo passo per non sprecare minuti preziosi in inutili ruminazioni.
  2. Le Emozioni: il risentimento, il senso di colpa o la rabbia sono "buchi neri" energetici. Una decisione presa nel risentimento costa tre volte tanto in termini di tempo di riparazione.
  3. Le Parole: quante volte diciamo "sì" quando vorremmo dire "no"? Le parole impulsive creano impegni che non vogliamo, rubandoci spazio vitale.

Solo dopo aver messo ordine in questi tre pilastri, l'azione diventa efficace. «La differenza tra una persona produttiva e una intenzionale è che la prima finisce i compiti, la seconda definisce i propri confini», afferma Marchioni.

La metafora del metro e la "Seconda Vita"

Uno dei momenti più potenti della comunicazione di Ilaria Marchioni è legato alla metafora del metro, protagonista anche di un celebre TEDx. «Immaginiamo la nostra vita come un nastro centimetrato. Non sappiamo quanto sia lungo, ma sappiamo che ogni centimetro che tagliamo non torna più. La domanda non è quanto tempo abbiamo, ma quanta qualità mettiamo in ogni centimetro».

Questa consapevolezza è ciò che Marchioni definisce il "punto di RESET". Spesso arriva dopo una crisi, un cambiamento forzato o un momento di rottura, ma la sua missione è prevenire questo trauma. «Abbiamo due vite.», ama ripetere citando Confucio, «e la seconda inizia quando capiamo di averne una sola».

Per Ilaria Marchioni, è importante oggi sfidare il tabù della lentezza. In un’economia che corre verso l’AI, il valore dell’essere umano non sarà più nella velocità di esecuzione (dove le macchine vinceranno sempre), ma nella capacità di avere visione, empatia e, appunto, tempo per pensare.

Il punto di vista dell’esperta: 25 anni di grandi multinazionali

La credibilità di Ilaria Marchioni non nasce da teorie astratte, ma da un’osservazione clinica durata un quarto di secolo all'interno delle direzioni del personale. «Dalle mie scrivanie come HR ho visto migliaia di carriere brillanti implodere sotto il peso di ritmi disumani.», racconta. «Il sistema spesso premia chi è sempre reperibile, chi corre più veloce, creando quelle che io chiamo 'catene d'oro'. Professionisti che hanno tutto - successo, soldi, status - ma che hanno perso la proprietà della variabile più importante di tutte, il proprio tempo».

La verità scomoda che Marchioni porta all'attenzione dei lettori è che il burnout non è un incidente di percorso, ma la conseguenza logica di un modello che considera l'essere umano una risorsa da spremere invece che un ecosistema da nutrire. «Le aziende parlano di work-life balance, ma spesso è solo un paravento per nascondere una reperibilità digitale totale. Lo smart working, se non accompagnato da un cambio di cultura, diventa solo un modo per lavorare ovunque, a ogni ora, con conseguenze innegabili sui livelli di stress.».

Il costo emotivo del "Sì" digitale

Un aspetto spesso sottovalutato della reperibilità digitale totale è il suo impatto sulle relazioni e sul proprio tempo. Marchioni pone l'accento sul costo del sì. «Ogni volta che diciamo di sì a una notifica o a una richiesta improvvisa che arriva via chat, stiamo dicendo di no a qualcos'altro, che può essere la nostra concentrazione, il tempo con i nostri figli, la nostra creatività. Per le donne, questo carico è raddoppiato: al burnout professionale si aggiunge il burnout emotivo di dover gestire un'agenda familiare che ancora spesso ricade sulle loro spalle e corre su canali digitali sempre aperti».

Il Metodo RESET insegna che la relazione con il tempo è, prima di tutto, una gestione dei confini. «Dobbiamo avere il coraggio di essere indisponibili per tornare a padroneggiare il nostro tempo»

La responsabilità della scelta

Il messaggio che Ilaria Marchioni lancia è un invito alla responsabilità individuale. Non possiamo cambiare la velocità del mondo, ma possiamo cambiare la nostra reazione ad esso.

«Il tempo è l'unica risorsa che non può essere delegata.», conclude Marchioni. «Possiamo delegare le pulizie, la contabilità, persino la gestione di un'azienda, ma non possiamo delegare a nessuno il compito di vivere i nostri momenti. Il Metodo RESET è qui per ricordarci che ogni mattina riceviamo un credito di 86.400 secondi. Come decidiamo di investirli definisce chi siamo».

Forte della sua esperienza come dirigente e della sua sensibilità da coach, Ilaria Marchioni non ci offre solo un metodo, ma una nuova bussola per navigare la complessità del presente. Perché, come lei stessa insegna, guarire la nostra relazione con il tempo è, in ultima analisi, una questione di coraggio.

Il coraggio di scegliere sé stessi.

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