|
Monti Dauni
|
|
Scritto da Andrea Gisoldi
|
|
Giovedì 12 Febbraio 2009 16:53 |
 Cinque ore è durato il lungo interrogatorio a Oreste Vigorito, fondatore dell'IVPC, azienda che sta realizzando il parco eolico di Ascoli Satriano ascoltato stamane dal giudice Diella e incalzato dal Pubblico Ministero Enrico Infante. Cinque ora di giri di parole sulle palesi frasi emerse dalle intercettazioni che dovrebbero comprovare le possibili interferenze nella gestione degli appalti e degli incarichi per la realizzazione del parco eolico del sindaco di Ascoli, Antonio Rolla, assente quest'oggi in aula. Lo stesso presidente Diella ha più volte chiesto al teste di chiarire quella "sorta di rapporto" tra l'azienda IVPC in fase di cantierizzazione e il comune di Ascoli Satriano, pur non avendo, quest'ultimo ente, alcun ruolo nella pianificazione dei lavori e nelle strategie di subappalto. Sullo stesso filone il Pm ha cercato di chiedere un'esplicita risposta su come mai, nonostante più volte Vigorito aveva dichiarato la completa estromissione dell'amministrazione comunale nell'individuazione di soggetti per incarichi per l'Ivpc, dalle intercettazione sembrerebbe che la realtà sembra essere tiotalmente differente come evidenziato nei colloqui telefonici tra il sindaco e alcuni funzionari di Ivpc.
Vigorito ha ribadito, riprendendo alcune sue precedenti dichiarazioni, che si trattava di un semplice rapporto di collaborazione e che mai nessuno ha obbligato l'Ivpc a sottomettersi a richieste di assunzioni o di agevolazione nei subappalti. «Era una semplice procedura di cortesia quella di chiedere informazioni in loco; - afferma Oreste Vigorito davanti al giudice - una procedura che è consueta in tutti i comuni dove abbiamo istallato i nostri campi eolici. Non si tratta di costrizioni ma di semplice convivenza e cortesia,visto che comunque entriamo  in casa altrui». Inoltre, Vigorito più volte è stato richiamato a dare spiegazionei di alcune telefonate e alcuni colloqui dove affermava che sarebbe stato garantito il volere del sindaco; su questo punto l'imprenditore irpino ha dichiarato che molto probabilmente si era espresso male e che non si trattava di venire incontro al volere degli amministratori ma solo tenere in piedi una sorta di collaborazione serena e duratura senza nessuna costrizione. Inoltre Vigorito ha palesato la sua totale estraneità a molti passaggi messi in evidenza dal Pm che vedrebbero alcuni dipendenti dell'Ivpc intimoriti dal sindaco per delle presunte volontà violate. Altro scoglio della giornata gli incarichi concessi e non concessi ad alcuni professionisti locali. In modo particolare l'avvocato del sindaco Rolla, Carlo Taormina, nel tentativo di chiarire alcune dichiarazioni che Vigorito aveva fatto al pm all'inizio del procedimento, ha offerto motivi di rilievo sulle intercettazioni trascurati dallo stesso Pm e dalla difesa. Comunque il teste è riuscito a chiarire la sua posizione solo dopo alcune specifiche domande del giudice Diella il quale più volte ha rimarcato le contradizioni di Vigorito rispetto al modo di gestire i rapporti da parte dell'Ivpc. «Alcuni professionisti sono stati esclusi perchè avevano palesato contrarietà alla politica dell'eolico - afferma Vigorito». Molto critico l'avvocato Franco Metta, che ha rilevato al posto di D'ambrosiio la difesa dell'imprenditore Potito Infante, costituitosi parte civile nel processo. «È evidente. - ha fatto notare Metta - il sistema di controllo messo in piedi da sindaco Rolla. Una sorta di supervisione a cui dovevano sottostare tutti, anche aziende grandi come l'Ivpc». L'udienza è stata aggiornata alle ore 14 del prossimo 20 marzo per ascoltare gli altri testi dell'accusa: l'architetto Vigilante, il geometra Nigro e l'impresa Leccese di Ascoli Satriano.
|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 12 Febbraio 2009 21:49 |