Milano si blinda, termoscanner anche nei supermarket

Milano, cosi’ come tutta la Lombardia, si blinda ulteriormente per sconfiggere il Coronavirus e si prepara gia’ da domani e almeno fino al 15 aprile a sospendere l’attivita’ degli uffici pubblici non essenziali, di studi professionali, a fermare i cantieri e a vietare di praticare sport all’aperto, anche da soli. Nella giornata piu’ dura per la regione che da oltre un mese ormai lotta contro l’epidemia, con il triste record odierno di 546 morti dopo i 381 di ieri, e’ arrivata, infatti, in serata l’ordinanza del governatore Attilio Fontana, perche’ bisogna “agire nel minor tempo possibile”. Agire anche per Milano perche’ la metropoli, come aveva spiegato anche Giuseppe Sala, deve reggere, “resistere” perche’ “immaginate il crollo di una citta’ da 1,4 milioni di abitanti cosa produrrebbe sul sistema sanitario, sarebbe un disastro”. L’appello drammatico, indirizzato ai concittadini chiamati a combattere restando in casa, era stato lanciato in mattinata, mentre nel pomeriggio implacabili sono arrivati anche i dati del capoluogo lombardo e dell’hinterland: 4.672 i Covid positivi, 868 piu’ di ieri con una crescita che non era stata mai cosi’ alta. Numeri preoccupanti in linea con la “forte crescita”, come ha spiegato l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, di tutta la regione (25.515 positivi, 3.251 in piu’ rispetto a ieri), Brianza compresa, tranne che nel Lodigiano, dove si parti’ subito con la ‘zona rossa’. Numeri, tuttavia, gia’ messi in conto dagli esperti del Pirellone: “Ci avevano detto che i giorni piu’ duri – ha spiegato l’assessore – sarebbero stati sabato e domenica, ossia il 13esimo e il 14esimo giorno dall’introduzione delle misure di contenimento”. C’e’, dunque, anche la possibilita’ di vedere una luce in fondo al tunnel. “Da lunedi’ in poi dovrebbe essere il momento di riduzione dei contagi”, ha rassicurato Gallera. Tra l’altro, ha chiarito, “i tamponi sono la fotografia di qualche giorno fa, non e’ la situazione di oggi”. Una fotografia che su Milano citta’ da’ conto di 1829 contagiati, in crescita di 279 su ieri. “Un dato alto, ma inferiore a quello degli ultimi giorni”, ha chiarito sempre l’assessore. “Su Milano la voce che arriva dai pronto soccorso evidenzia la stabilita’ di queste ore”, ha detto ancora, confidando che “i dati inizino a ridursi tra domani e lunedi’”. Lo stesso Sala, tra l’altro, aveva gia’ avvertito che la battaglia al Coronavirus “e’ una lunga maratona e non uno sprint”, ringraziando “i milanesi che stanno facendo la loro parte”. La citta’, intanto, che vive come in uno stato di guerra silenzioso, mentre dramma, fatica e dolori si consumano negli ospedali messi ogni giorno sotto pressione, si era gia’ risvegliata stamani con lunghe code sin dall’alba davanti ai supermercati. E ora si appresta a chiudere gli alberghi e una serie di altre imprese anche artigianali, non legate alle filiere essenziali, con la raccomandazione, tra l’altro, proprio per i supermarket e poi anche per le farmacie, i luoghi di lavoro, “a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere”, di provvedere alla rilevazione della “temperatura corporea”. Tutti a caccia, dunque, ora dei termoscanner. Il vero nodo della gestione dell’emergenza per il futuro resta, certamente, anche per Massimo Galli, direttore di Malattie Infettive del Sacco, “la battaglia Milano” fondamentale “per riuscire a uscire per tempo, bene e presto da questa emergenza”, per evitare in pratica che collassi il sistema sanitario, gia’ messo a dura prova in altre aree della regione. Da qui, la richiesta continua dell’amministrazione regionale al Governo di misure piu’ dure, poi prese da Fontana in serata. Nella stessa citta’, in cui da domani si dovra’ fare i conti anche con le nuove disposizioni regionali, da un lato della barricata ci sono quei medici, come Emanuela Cataudella del pronto soccorso dell’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, che raccontano di essere “stanchi, feriti nel fisico e nell’anima” e dall’altro quei runner che ancora oggi, malgrado l’ultimo provvedimento ministeriale, andavano a correre nei parchi. Ora in tutta la regione non potranno allenarsi nemmeno sotto casa. E quelli che verranno beccati a radunarsi nei luoghi pubblici, come piazze o giardini, dovranno pagare un’ammenda di 5mila euro. (di Igor Greganti, ANSA)

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