Parte la giostra delle nomine per 75 società. Gualtieri: «Rigore e competenza»

La grande corsa al rinnovo dei vertici delle piu’ importanti societa’ pubbliche e’ partita. Sono 75 nella lista che il Ministero dell’Economia ha stilato indicando un rinnovo nel corso dell’anno. Consigli di amministrazione e collegi sindacali, supervisory board o amministratori unici: alcune sono poltrone strategiche, altre piccoli strapuntini. In ogni caso sono incarichi attraverso i quali, e’ stato calcolato, passa il 3% del Pil italiano. Ci sono Eni ed Enel, Leonardo e Poste, Mps e Anas. Molti gli incarichi anche fuori dalle societa’: sono in scadenza molte authority e novita’ si attendono anche sul fronte interno della Rai. Inevitabile che su tutto questo si concentri l’attenzione della politica, chiamata a fare le scelte. Con un tam tam nemmeno troppo nascosto che lega a questa partita anche parte delle fibrillazioni all’interno della maggioranza. “Non sono nella testa degli esponenti di Italia viva – afferma il capo politico di M5s, Vito Crimi – ma e’ possibile che queste tensioni dipendano dalle Nomine. E’ un modo di fare politica lontanissimo da noi. Le Nomine vanno fatte con il criterio del merito”. La procedura per le Nomine prevede comunque dei passaggi di garanzia. “Naturalmente saranno seguiti criteri ispirati al massimo rigore e alla valorizzazione del merito, della competenza e della professionalita’”, assicura il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che sara’ uno dei protagonisti di questa importante partita economica. Il primo step e’ gia’ stato fatto: la pubblicazione sul sito del ministero dell’Economia della lista delle societa’. Ci sono le 19 societa’ delle quali il Tesoro detiene direttamente le quote. E’ questo il gruppo con le grandi quotate: Leonardo, Poste, Eni, Enel, Mps. Ampio e’ anche il numero delle partecipate in via indiretta, per le quale la procedura di nomina prevede un coinvolgimento delle capigruppo: solo Ferrovie dello Stato dovra’ gestire il rinnovo per 35 societa’ (tra cui Anas), Cdp per 12 (tra cui Fincantieri), il Gse per tre, Invitalia e la Rai per due. Scelte e riconferme fanno parte di un puzzle che solo alla fine vedra’ tutte le caselle messe a posto. Impossibile pesare la concretezza delle voci, soprattutto in un momento di fibrillazione politica. Di certo il confronto nella maggioranza non sarebbe ancora nel vivo e nessun incarico sarebbe stato definito. Il governo ha appena nominato i vertici delle agenzie fiscali e confermato Domenico Arcuri alla guida di Invitalia, la societa’ che a cascata dovra’ selezionare il cda di Mediocredito Centrale, che a sua volta e’ al lavoro per identificare il direttore generale della Popolare di Bari. Il nome di Arcuri torna sempre in ballo quando si parla di Leonardo, che vede in scadenza Alessandro Profumo dopo aver rimesso in ordine l’azienda. Ambita e’ anche la poltrona di Ad dell’Enel, dove siede Francesco Starace, che secondo alcuni avrebbe una riconferma certa. Stimato per le sue doti professionali e’ anche Claudio Descalzi, che guida l’Eni con molti progetti sulla sostenibilita’ in linea con la volonta’ del governo, sul quale potrebbero pero’ pesare alcune indagini in corso con accuse che – va detto – vengono respinte dalla societa’. Attenderebbe una conferma sicura il numero uno delle Poste, Matteo Del Fante. Novita’ arriverebbero invece per i presidenti delle principali controllate con l’eccezione di Gianni De Gennaro (Leonardo). Infine ha detto recentemente di mettere a disposizione il suo incarico l’ad di Mps, Marco Morelli: se non dovesse essere confermato tra i possibili successori circola il nome di Marina Natale, ex Unicredit e ceo di Amco. In alto mare sarebbe invece la partita per le authority. Il voto per i vertici di Agcom e Privacy e’ in programma in settimana ma la partita non sarebbe ancora in corso. Viene ipotizzato Pasquale Stanzione alla poltrona di garante per la privacy, posto per il quale e’ in lizza anche Ignazio la Russa. Tempi ancora lunghi anche per la presidenza dell’Upb, l’authority di controllo dei conti pubblici guidata da Giuseppe Pisauro che scade ad aprile ma per la quale la procedura richiede tempi lunghi e non e’ stata ancora attivata. Molto probabilmente andra’ in prorogatio ‘naturale’ per almeno 60 giorni, cosi’ come prevede la legge. (di Corrado Chiominto, ANSA).

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