Coronavirus, crescono i contagi nel mondo. Oms: E’ solo punta iceberg

Potrebbero essere solo “la punta dell’iceberg” i casi confermati di coronavirus trasmesso da persone che non hanno viaggiato di recente in Cina. A lanciare l’allarme sull’effettiva portata dell’epidemia da 2019-nCoV al di fuori dei confini dello stato asiatico, è il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus che ha esortato gli stati a prepararsi al possibile arrivo del virus. “La diffusione dalla Cina sembra rallentare ora, ma potrebbe accelerare”, ha spiegato Ghebreyesus annunciando la prossima riunione di 400 esperti mondiali nella sede dell’Oms e la partenza di una missione internazionale in Cina di un team di esperti guidato dal dottor Bruce Aylward. Secondo il bilancio riferito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sono 40.235 i casi attualmente confermati di coronavirus in Cina e 909 i decessi. Al di fuori della Cina il numero dei contagiati è salito a 319 casi in 24 Paesi, con un decesso nelle Filippine. I contagi aumentano in Europa e nel resto del mondo. In Giappone altre 60 persone a bordo della nave da crociera Diamond Princess, messa in quarantena al largo di Yokohama, sono risultate positive al virus, per un totale di 150 casi nel Paese. Positivi anche i test effettuati sui figli della coppia di turisti di Taiwan che hanno soggiornato di recente in Toscana. A Brighton, non lontano da Londra, una clinica è stata chiusa dopo che un membro dello staff è stato infettato. E proprio oggi il governo britannico ha dichiarato che il coronavirus rappresenta una “minaccia seria e imminente” per la salute pubblica. Il segretario alla Salute, Matt Hancock, ha annunciato nuove misure per combattere la diffusione del virus. La decisione è arrivata dopo che un cittadino britannico, contagiato a Singapore a gennaio, è stato collegato ad almeno altri sette casi confermati in Europa, tra cui quello di cinque britannici in vacanza con lui nello stesso resort sciistico di Contamines-Montjoie, in Francia. Per far fronte all’epidemia nell’Unione europea e facilitare il coordinamento tra gli stati membri, è stato fissato per giovedì un incontro straordinario dei ministri della Salute Ue che discuteranno del “grave pericolo per la salute pubblica” che costituisce il nuovo coronavirus. Più ottimista è apparso invece il presidente degli Stati Uniti Donald Trump che ha vaticinato la fine dell’epidemia per aprile grazie all’aumento delle temperature. “Il caldo generalmente uccide questo tipo di virus”, ha detto il tycoon ai giornalisti presenti alla Casa Bianca. Intanto la Cina prova a tornare alla normalità. Oggi sono state riaperte fabbriche e scuole dopo la lunga pausa del Capodanno lunare. Unica eccezione la provincia di Guangdong, cuore del manifatturiero cinese. Per provare a rasserenare gli animi è intervenuto anche il presidente Xi Jinping che si è sottoposto per la prima volta in pubblico alla misurazione della febbre. Il presidente, con indosso una mascherina, ha ispezionato un centro nel distretto di Chaoyang, a Pechino, per verificare il nuovo lavoro di prevenzione e controllo della polmonite da coronavirus. (Lucrezia Clemente, LaPresse)

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