Pronta al lancio la sonda europea che sfiderà il Sole

Si prepara a sfidare il Sole, osservandolo da vicino come non e’ mai stato fatto: la sonda europea Solar Orbiter e’ pronta al lancio nella base americana di Cape Canaveral, dove e’ in corso il conto alla rovescia che alle 5,03 di lunedi’ 10 febbraio dovra’ dare il via al razzo Atlas 5. La missione, dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), e’ condotta in collaborazione con la Nasa e uno dei suoi dieci strumenti e’ italiano, sviluppato dall’Universita’ di Firenze. Tutto a Cape Canaveral sembra procedere regolarmente in vista del lancio, dopo che nei giorni scorsi per due volte il contro alla rovescia era stato costretto a interrompersi. Previsto inizialmente per il 6 febbraio, infatti, il lancio era stato rinviato di 24 ore per un problema tecnico al sistema di Terra e poi per le condizioni meteorologiche sfavorevoli. L’importante e’ non superare il tempo limite del 26 febbraio perche’ solo fino ad allora l’allineamento di Terra e Venere permettera’ di seguire la traiettoria ideale. L’allineamento dei pianeti e’ cruciale per indirizzare correttamente la sonda verso la sua orbita definitiva e per questo motivo ogni giorno vengono calcolate almeno 25 traiettorie. Se non si riuscisse a lanciare entro il 26 febbraio bisognera’ attendere che la Terra e Venere siano allineate come lo sono ora, ossia fra 20 mesi. E’ solo un assaggio della complessita’ tecnologica di questa missione, destinata a catturare le prime immagini in assoluto delle regioni polari del Sole e a fornire dati preziosi per studiare il campo magnetico che ne scandisce l’attivita’ in cicli di 11 anni e scatena tempeste, i cui effetti sulla Terra possono provocare aurore polari o danni a satelliti, comunicazioni radio, Gps e reti elettriche. Programmata per funzionare dieci anni, la sonda dovrebbe raggiungere la sua orbita a circa 42 milioni di chilometri dal Sole dopo un viaggio di tre anni e mezzo. A proteggerla dalla temperatura rovente sara’ lo speciale scudo rivestito di una polvere nera a base di fosfato di calcio, molto simile ai pigmenti usati decine di migliaia di anni da per le pitture rupestri. Come un laboratorio in orbita, la sonda studiera’ il Sole con i suoi dieci strumenti, che elaboreranno dati e immagini destinati a cambiare radicalmente l’immagine della nostra stella. Sono stati realizzati da Francia, Germania, Gran Bretagna, Svizzera, Belgio, Spagna, Stati Uniti e Italia, che con l’Universita’ di Firenze ha realizzato il coronografo Metis, destinato a studiare la parte piu’ esterna e affascinante dell’atmosfera solare, chiamata corona.(ANSA). 

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