In Svizzera l’omofobia diventa reato penale

In Svizzera l’omofobia diventa perseguibile penalmente, entrando nel codice penale come il razzismo. I cittadini sono stati chiamati a esprimersi in un referendum, dopo che un gruppo conservatore ha contestato l’approvazione in Parlamento, nel 2018, dell’estensione dell’esistente legge antirazzismo per rendere reato la denigrazione, la discriminazione e l’incitazione all’odio sulla base dell’orientamento sessuale. Il sì è arrivato con ampio margine: 63,1% contro 36,9%, con soli tre cantoni contrari su 26 (Appenzello Interno, Svitto e Uri). Quasi tutti i partiti politici erano a favore della misura, mentre si era opposto il piccolo partito nazionalista Unione democratica di centro (Udc), che aveva promosso il referendum citando un rischio per la libertà d’opinione. La revisione della legge comporterà pene per i gestori di luoghi pubblici che rifiuteranno l’accesso alle persone sulla base dell’orientamento sessuale, nonché per chi farà dichiarazioni omofobe, così come già previsto per la discriminazione razziale, per religione o etnia. La legge prevede multe e fino a tre anni di carcere per chi la viola. Gli elettori “affermano in modo incontrovertibile che l’odio e la discriminazione non hanno posto della libera Svizzera”, ha commentato la ministra alla Giustizia, Karin Keller-Sutter. “La libertà d’espressione resta garantita”, ha assicurato, chi esprimerà le proprie opinioni “in modo rispettoso non deve temere condanne”, ha aggiunto. Il socialista Mathias Reynard, tra i promotori della legge, prima del voto aveva affermato: “Un sì per una Svizzera del vivere assieme e dei diritti umani”, contro “il tasso di tentati suicidi di giovani omosessuali drammaticamente alto e l’esplosione di aggressioni omofobe”. Amnesty International ha esultato, ma anche sottolineato che “l’identità di genere purtroppo non è coperta dalla stessa norma”. Anche l’organizzazione sottolinea che la libertà d’espressione non sarà colpita: “Il dibattito e le opinioni critiche, per esempio sul tema delle nozze di gay e lesbiche, non saranno colpiti, come dimostra l’esperienza dell’applicazione della norma anti-razzismo in vigore dal 1995”. 

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