Coronavirus, 8 italiani rientrano da Wuhan. Di Maio: «Ora portiamo a casa Niccolò»

Aria di casa. Non ancora la normalità della vita di tutti i giorni ma un primo deciso passo in avanti. Gli otto italiani in fuga da Wuhan, epicentro dell’epidemia di coronavirus, sono tutti all’ospedale militare del Celio. Per loro, nel gruppo ci sono anche due bambini piccoli, due settimane di quarantena. Lo stesso percorso che sta seguendo il primo e più nutrito gruppo (56 persone) al momento confinato alla Cecchignola. Gli otto sono in buone condizioni di salute ma spossati da un viaggio infinito che li ha visti arrivare in un primo momento alla base Raf di Brize Norton nei pressi di Oxford nel Regno Unito insieme a circa 200 passeggeri di varie nazionalità. Da lì un aereo dell’Aeronautica li ha condotti alla base di Pratica di Mare alle porte di Roma, dove sono giunti attorno alle 14. Qui sono stati sottoposti a un ulteriore screening e poi spostati al Celio. Insieme agli italiani hanno volato pure 2 cittadini greci, 7 danesi e 4 svedesi che, successivamente, sono tornati presso le loro nazioni di origine.Ora, sul fronte coronavirus, il governo è impegnato a risolvere la questione che maggiormente ha tenuto banco negli ultimi giorni: riportare a casa Niccolò. Si tratta dello studente 17enne di Grado che, per ben due volte, ha dovuto rinviare la partenza a causa di uno stato febbrile incompatibile con i criteri necessari ad avere il via libera per lasciare la Cina. Sul suo caso si è tenuta una riunione ad hoc presso la sede della Protezione Civile al termine della quale il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha comunicato la decisione di inviare un velivolo dell’Aeronautica a Wuhan per prelevarlo e portarlo in Italia. Un’operazione, che dovrebbe partire nelle prossime 24 ore, fortemente voluta dal governo perché “nessuno deve rimanere indietro”. Il titolare della Farnesina ha ribadito inoltre che la vicenda dei rimpatri dalla Cina ha la “massima priorità” mettendo l’accento pure sulle misure di sicurezza approntate sul suolo italiano. “Abbiamo il massimo livello di guardia. Siamo in prima linea per proteggere i nostri cittadini in questa emergenza mondiale”, ha precisato. A tal proposito già lunedì mattina si terrà un tavolo interministeriale a Palazzo Chigi presieduto dal premier Giuseppe Conte con i ministro Di Maio e Speranza e il commissario all’emergenza Angelo Borrelli. Una riunione che servirà a far il punto su un’epidemia in continua evoluzione. Intanto a Wuhan, per decisione volontaria, restano ancora una decina di italiani. (Andrea Capello, LaPresse)

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