Di Maio a Madrid per un nuovo patto sui migranti

“Italia e Spagna saranno in prima linea per il nuovo patto” europeo “sull’immigrazione. E stanno gia’ lavorando da diverse settimane in questa direzione”. Luigi Di Maio vola a Madrid ricevuto dalla neo ministra degli Esteri spagnola Arancha Gonzalez Laya: primo ospite ufficiale a Palacio de Viala, sede del ministero degli Esteri spagnolo, per un confronto a tutto campo che passa quindi anche per uno dei dossier ad oggi piu’ pressante in Europa. “Italia e Spagna insieme stanno lavorando a un non-paper che speriamo possa essere sottoscritto anche dagli altri Paesi dell’Europa del sud per contribuire al nuovo patto sull’immigrazione”, ha spiegato Di Maio. “Noi siamo alla frontiera dell’Unione Europea, nessuno piu’ di noi conosce gli effetti dei fenomeni migratori e nessuno piu’ di noi ha il know how e l’expertise per riuscire ad affrontare questo fenomeno. E su questo vogliamo dare un contributo”. Un contributo per “una soluzione comunitaria basata su due principi fondamentali, un patto sull’immigrazione basato su giustizia e solidarieta’. I principi fondamentali che vogliamo si sviluppino”, gli ha fatto eco Gonzalez. Come a confermare l’auspicio espresso dalla stessa ministra spagnola di rinsaldare il legame fra i due Paesi “per pesare in maniera piu’ strategica in un’Unione Europea che sta cambiando, per essere parte di soluzioni europee”. Dall’impegno sul capitolo migrazioni alla questione Libia il passo e’ breve: “Italia e Spagna saranno fondamentali per orientare quella che viene definita la nuova missione europea per il rispetto dell’embargo delle armi in Libia – ha infatti dichiarato Di Maio – perche’ conosciamo le dinamiche legate a questo genere di missioni nel Mediterraneo e vogliamo fare in modo che sia una missione piu’ efficace possibile”. Una “giornata molto intensa che servira’ a rafforzare ancora di piu’ i nostri rapporti con la Spagna” – aveva previsto Di Maio partendo da Roma in mattinata – cominciata con la visita a ‘The Cube’, uno scrigno di operativa contemporaneita’ a pochi minuti dal centro di Madrid: e’ la sede di Hub innovation Enel, “uno degli orgogli italiani all’estero” ha sintetizzato Di Maio dopo aver visitato il centro il cui scopo e’ sviluppare e far crescere start up. Di questi centri Enel ne conta 10 nel mondo: da Tel Aviv a San Francisco, da Santiago del Cile a Boston; tre sono in Italia, a Pisa, Milano e Catania. Qui si costruiscono partnership: Enel non e’ infatti investitore nel senso piu’ tradizionale, ma ‘investe’ con una piattaforma che agevola la crescita della start up, dallo scouting al sostegno, in un modello noto come ‘Corporate Venture Client’, grazie al quale il gruppo ha analizzato circa 7000 startup, attivato piu’ di 250 progetti, con 50 gia’ in fase di rilancio commerciale. Un vantaggio reciproco che fa brillare gli occhi a chi ha fame di opportunita’. Come nel caso di Opinno, che nasce nella Silicon Valley e arriva a Madrid proponendo soluzioni per ‘innovare aziende’: “Cerchiamo di trasformare una grande impresa in una start up che genera innovazione, ma mettendo sempre al centro il cliente”, spiega Tommaso Canonici, che con Opinno da San Francisco e’ arrivato in Europa e adesso guarda anche all’Italia. Ed e’ solo una delle start up incontrate, e che fanno dire al ministro Di Maio: “Io credo che l’Italia debba essere molto piu’ orgogliosa di quello che e’ rispetto ai progetti, rispetto alle proprie aziende, rispetto ai propri concittadini”. (Anna Lisa Rapana, ANSA).

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