Braccio di ferro sul Mes, per l’Ue si chiude ad aprile

Si profila un braccio di ferro sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilita’: dopo un lungo negoziato, si avvicina la firma della revisione del Fondo di salvataggio europeo, che rafforza i salvataggi bancari ma semplifica la ristrutturazione del debito sovrano. Per Bruxelles si chiude ad aprile, ma l’Italia punta i piedi: la firma “non e’ calendarizzata”. Da fonti europee coinvolte nella preparazione delle riunioni dei ministri finanziari dell’Eurozona, l’Eurogruppo, trapela che il trattato e’ ormai chiuso e sara’ firmato ad aprile dagli ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper) come previsto dalla tabella di marcia dell’Eurogruppo. “C’e’ un accordo”, con alcuni punti tecnici da risolvere ma “l’obiettivo e’ avviare la procedura di firma a partire da marzo”. Per chiudere, appunto, ad aprile. “La firma del trattato – ribattono invece dal ministero dell’Economia – non e’ stata calendarizzata”. E il tema non e’ “all’ordine del giorno alla riunione dell’Eurogruppo di febbraio”. Se ne riparlera’ quindi “nella riunione di marzo”. Lo sottolinea anche il premier, Giuseppe Conte (“non ci sono novita’” quindi “nessuna firma”), ironizzando sugli ultimi attacchi leghisti: la Lega protesta “si e’ risvegliata, dice?” risponde ai cronisti sorridendo. Sulla riforma il governo italiano e’ sottoposto da mesi al tiro incrociato dei partiti sovranisti – a partire dalla Lega – e da parte del Movimento Cinque Stelle. Per aver ceduto a una riforma che, semplificando le clausole di azione collettiva, renderebbe piu’ facile ristrutturare il debito di un Paese quando non sostenibile. A dicembre, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il premier Giuseppe Conte avevano ottenuto un rinvio sulla firma, invece ora a Bruxelles si stringe. A parte alcuni dettagli tecnici, l’accordo sul Mes e’ di fatto chiuso, e tecnicamente sulla riforma del trattato i partner europei possono andare avanti a maggioranza, senza il si’ dell’Italia. Resta il nodo politico. L’Italia punta ad agganciare la riforma all’assicurazione comune dei depositi bancari (Edis) e al Bicc, il Bilancio per la convergenza e la competitivita’. Riforme che, tuttavia, sono ancora in alto mare: il negoziato potrebbe puntare a un impegno politico a procedere spediti su questi due fronti. (ANSA). 

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