“Anno terribile” per il sindacato dei magistrati Unicost

“Si e’ chiuso un anno terribile”, “abbiamo perso l’onore, due consiglieri, due elezioni, la fiducia di tanti colleghi”. E ora “e’ il momento delle scelte coraggiose” e “anche dell’orgoglio”. Usa parole dure il presidente di Unicost, Mariano Sciacca, nella sua relazione al congresso, che si e’ aperto nell’aula magna della Cassazione e vuole essere un nuovo inizio dopo lo shock di maggio. La “rifondazione” era stata annunciata all’indomani della bufera che ha investito la magistratura e il Csm con le prime indiscrezioni sull’inchiesta di Perugia sulle nomine ai vertici delle procure. Da Unicost, la corrente dei magistrati di centro, che ha sposato la linea intransigente chiedendo le dimissioni dei togati coinvolti, venivano Luca Palamara e due consiglieri, che hanno poi lasciato. Le due tornate di elezioni suppletive per Palazzo dei Marescialli non l’hanno premiata. E ora c’e’ un nuovo appuntamento elettorale: dal 22 al 24 marzo le elezioni per rinnovare il parlamentino dell’Anm, da cui uscira’ la nuova giunta. Nell’attuale vertice Unicost esprime il segretario, Giuliano Caputo. “Ci siamo spaccati la testa e il cuore, per capire, per guardarci dentro, assumerci le nostre responsabilita’, al di la’ di quelle strettamente individuali”, ha detto Sciacca, oggi, pero’, “e’ anche il momento dell’orgoglio”. Ripartendo dalla Costituzione da “difendere” e “testimoniare”. Il presidente della corrente, si e’ presentato mettendo a disposizione la sua carica, il congresso dovrebbe pero’ rinnovargli fiducia e nominare un nuovo segretario, visto che Enrico Infante aveva lasciato a luglio in dissenso con la linea giudicata da “caccia alle streghe”. A portare la voce della segreteria e’ stato Rodolfo Sabelli, ex presidente dell’Anm, che ha chiesto di accantonare “lo shock” per “un’analisi che guardi al futuro”: “procedere, se necessario, all’aggiornamento del nostro statuto, individuare nuove regole deontologiche, promuovere iniziative culturali, coinvolgere quei colleghi che hanno voglia di impegnarsi ma che sono delusi e lontani da ogni forma di associazionismo giudiziario”. L’invito alla riflessione sul futuro delle correnti e’ arrivato anche dai vertici della Cassazione. “E’ importate l’autoanalisi” che i gruppi sapranno fare, ha detto il presidente, Giovanni Mammone. “Ma non si disperda il patrimonio ideale delle correnti”, ha esortato il pg Salvi. (ANSA).

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *