Al lavoro su plastic tax. Stop cedolare per i negozi

Italia viva ha tolto il primo inciampo alla maggioranza e ha ritirato gli emendamenti al Milleproroghe contro la plastic tax e la sugar tax. La mossa e’ arrivata nel corso delle votazioni in commissione congiunta Affari costituzionali e Bilancio, dopo che il viceministro all’Economia, Antonio Misiani, ha assicurato che il governo e’ al lavoro per “verificare gli spazi di rimodulazione delle imposte”. Nulla da fare, invece, per la proroga della cedolare secca al 21% per gli affitti dei negozi, chiesta dall’opposizione. Misiani ha spiegato che la misura comporterebbe per ora un “onere molto impegnativo”. Pero’, ha spiegato, “credo che entrera’ nel novero degli interventi di politica economica della manovra 2021”. Temi che dividono Italia viva dal resto degli alleati, comunque, ne rimangono. Ci sono le concessioni autostradali e c’e’ la prescrizione. Tanto che l’approdo del provvedimento in Aula alla Camera, previsto per lunedi’, sembra destinato a slittare a meta’ settimana. La mattinata in commissione era cominciata con un paio di retromarce, che hanno cancellato i 900 mila euro nel 2020 per la Casa internazionale delle donne di Roma e la possibilita’ per i truffati dalle banche di avere un anticipo del 40% degli indennizzi. I due emendamenti sono stati infatti dichiarati inammissibili. Sulla Casa delle donne si e’ accesa la polemica fra la maggioranza, che con Iv ha parlato di decisione “grave e politica”, e l’opposizione. Per FdI il finanziamento sarebbe stato “una marchetta elettorale” in favore del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, candidato alle suppletive di Roma. Non e’ detto che l’aiuto sia tramontato. Nei prossimi giorni potrebbero arrivare altre proposte. Il Milleproroghe e’ infatti in piena fase di riscrittura. In arrivo due milioni nel 2020 per sostenere le attivita’ dell’Istituto Spallanzani impegnato nella ricerca sul Coronavirus e via libera anche a piu’ poteri alla Consob contro le truffe online. Il governo sta poi lavorando per mantenere per altri tre mesi le detrazioni al 19% per una serie di spese, come quelle sanitarie, anche se effettuate in contanti. Parallela al Milleproroghe corre poi la riforma dell’Irpef. Al primo round al Tesoro hanno partecipato il ministro Gualtieri, il viceministro Laura Castelli per M5S, il sottosegretario Cecilia Guerra per Leu e Luigi Marattin per Iv. All’incontro ha fatto il suo esordio nel ritrovato ruolo di direttore dell’Agenzia delle Entrate anche Ernesto Ruffini. E per studiare a fondo il dossier Gualtieri ha chiamato al tavolo esperti di fisco che hanno collaborato, in piu’ ruoli, con il ministero, da Vieri Ceriani (che gia’ nel 2011 aveva elaborato un corposo rapporto sulle tax expenditures) a Mauro Mare’, fino all’anno scorso a capo della commissione sulle spese fiscali. Bocche cucite all’uscita, per superare “la logica perversa delle bandierine”, ha detto Marattin. Ma il primo vertice e’ servito a tracciare le linee generali di un intervento per ridurre le tasse, mantenendo la progressivita’ del sistema. L’obiettivo e’ un ddl delega, da fare approvare dal Parlamento prima dell’estate. Nelle prossime settimane ci saranno altri appuntamenti per approfondire i primi spunti, tra cui l’attenzione alle famiglie con figli e agli incapienti.(ANSA).

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