Via libera ai nuovi vertici delle tre agenzie fiscali

Via libera ai nuovi vertici delle tre agenzie fiscali. Il governo rafforza le strutture sulle quali punta per una decisa tenuta dei conti pubblici. All’agenzia delle entrate torna Ernesto Maria Ruffini, gia’ alla guida dell’Agenzia con il governo Gentiloni e prima ancora a capo di Equitalia. Con un cambio rispetto alle previsioni Marcello Minenna, ex assessore al bilancio in Campidoglio e che il Movimento Cinque Stelle voleva candidare alla presidenza della Consob, arriva alla guida delle Dogane e dei Monopoli, mentre il funzionario di Palazzo Chigi, Antonio Agostini, approda alla direzione del demanio. La lotta all’evasione e’ uno dei macro-capitoli dell’ultima manovra di Bilancio e l’Agenzia delle Entrate, che e’ il braccio operativo del ministero dell’economia, dovra’ curarne l’attuazione. Attese sono le norme per l’avvio concreto della lotteria degli scontrini, per la quale sara’ necessario regolamentare le modalita’ di emissione degli scontrini. Ma sono attese anche le norme per consentire che i pagamenti tracciabili – effettuati con la carta – possano alimentare il cosiddetto ‘bonus della Befana’, cioe’ la restituzione prevista a gennaio 2020 per chi effettuera’ alcune tipologie di pagamento in modo elettronico a partire da luglio. Ruffini all’Agenzia delle Entrate ha gestito uno dei passaggi chiave del nuovo fisco, quello che passa attraverso la fatturazione elettronica, che ha consentito un buon recupero di gettito da evasione, senza controlli ma con lo strumento della compliance. Il suo arrivo consentira’ anche di evitare il rischio di impasse nei controlli. Minenna, invece, ha un profilo di economista ed e’ un funzionario della Consob. Lo switch dal Demanio, al quale era stato inizialmente indicato, all’agenzia delle Dogane e ai Monopoli lo mette alla prova su un fronte delicatissimo per il made in Italy, quello che vede l’Italia confrontarsi con i dazi, la Brexit e l’avanzata commerciale della Cina, con la quale l’Italia ha attivato gli accordi per la cosiddetta ‘Via della Seta’. Anche questa agenzia e’ strategica per il gettito previsto dall’ultima manovra, che contiene misure contro le frodi sulle importazioni di carburanti e anche una stretta sulle vincite dei giochi e sul tabacco. Meno noto alle cronache e’ invece Antonio Agostini che pero’ ha svolto un ruolo chiave a palazzo Chigi, al quale e’ arrivato dopo essere passato al Ministero dell’Ambiente al Miur e all’Agenzia spaziale italiana. Alla presidenza del Consiglio Agostini guida il segretariato del Cipe, dove ha seguito alcuni tra i principali dossier legati all’attuazione del programma economico, ambientale e infrastrutturale del Governo: dal piano ProteggItalia alla cabina di regia Strategia Italia, che cura il rilancio degli investimenti e della crescita del Paese. L’arrivo alla guida del Demanio e’ certo un riconoscimento al suo impegno.(ANSA).

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