Mattarella ricorda Chiara Lubich: le democrazie hanno bisogno di fraternità

Tra le montagne del Trentino, nel cuore delle Alpi, in una terra cerniera all’interno dell’Unione Europea, ad alta vocazione religiosa, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato messaggi forti, messaggi che fanno riflettere come quel “dobbiamo prosciugare i bacini di odio che strumentalizzano e stravolgono i messaggi religiosi esprimendo in contrasto con loro, volonta’ di sopraffazione e di annientamento”. Il Capo dello Stato salito fino a Cadine, paesino di mezza montagna sopra la citta’ di Trento per presenziare alle celebrazioni per il Centenario dalla nascita di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, ha parlato di “altruismo, unita’, convivenza” ma soprattutto “fraternita’”. E’ stato il concetto di fraternita’ il cuore dell’intervento del Presidente Mattarella davanti ad una platea internazionale. All’Auditorium ‘Marilen’ del Centro Mariapoli sono affluite esponenti del movimento dei focolarini arrivati da tutto il mondo.Mattarella ha detto che “le nostre democrazie hanno bisogno del senso di fraternita’” perche’ senza di essa “rischiamo di essere esposti al dominio dei soli interessi, rischiamo di non avere la forza per superare le disuguaglianze che sono crescenti, di impedire la legge del piu’ forte”. Parlando di unita’, l’inquilino del Quirinale ha affermato che “chi sa interpretarla davvero, si traduce in fraternita’ verso tutti gli altri, a cominciare da chi ci sta vicino, cosa che a volte e’ la piu’ difficile” aggiungendo che “l’Europa, le relazioni della comunita’ internazionale e tutte le nostre democrazie hanno bisogno della fraternita’, elemento cruciale della convivenza e fondamento di civilta’ e anche motore di benessere”.

Il Capo dello Stato, giunto in Trentino assieme alla figlia Laura, ha sostenuto che “i valori della fraternita’, dell’altruismo e del dono, sono comportamenti che Chiara Lubich col suo cammino coraggioso ha riproposto, con efficacia e vigore, partendo da quell’abisso dell’umanita’ che era stata la guerra”. Il Presidente Mattarella, ricordando l’epoca nella quale Lubich mosse i primi passi per arrivare alla fondazione del Movimento, ha detto che era “un’Europa attraversata da nazionalismi trasformati in odio, da propaganda di morte fino allo sterminio, fino all’Olocausto” e che “contro quell’abisso parte il messaggio di fraternita’, di riconciliazione e di unita’ di Chiara Lubich”. Mattarella ha concluso dicendo che “si puo’ essere forti, molto forti, pur essendo miti e aperti alle buone ragioni degli altri anzi, in realta’ per dirla con sincerita’, come dimostra la vita di Chiara Lubich soltanto cosi’ si e’ veramente forti”. Tra i tanti presenti in sala, dai governatori di Trento, Maurizio Fugati, e Bolzano, Arno Kompatscher, al sindaco di Trento, Alessandro Andreatta, dall’arcivescovo di Trento, Lauro Tisi ai tanti testimoni del movimento a livello internazionale, c’era anche Maria Voce. La presidente del Movimento dei Focolari ha detto che “la luce donata a Chiara supera i confini del Movimento dei Focolari e va ad incoraggiare e ad ispirare tanti, donne e uomini di buona volonta’ in ogni parte del mondo, come questo anniversario sta a manifestare”. Prima di rientrare a Roma il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato a Palazzo Thun a Trento, la mostra dedicata a Alcide De Gasperi. Al suo arrivo in via Belenzani, il Capo dello Stato e’ stato salutato a centinaia di cittadini. All’interno dello Spazio De Gasperi, il Capo dello Stato ha incontrato anche Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista di Pieve Tesino.

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