Elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, oltre 4 milioni al voto

Oltre 4 milioni di italiani sono chiamati alle urne domenica prossima per rinnovare due consigli regionali e scegliere due governatori. Ma le elezioni in Emilia Romagna e in Calabria hanno assunto, tra speranze e timori, un significato molto più ampio. Per la Lega di Matteo Salvini, impegnatissimo fino all’ultimo giorno utile a battere palmo a palmo ogni paesino delle due regioni, una eventuale vittoria significherebbe, come ha ribadito più volte, “il foglio di via per il governo” Conte bis, a nemmeno cinque mesi dall’insediamento. Per la maggioranza, uscita in piedi dalle forche caudine della legge di bilancio e già proiettata sulla definizione dell’agenda 2023, una sconfitta in Emilia Romagna, ultima delle roccaforti rosse dopo che a ottobre scorso Salvini ha espugnato anche l’Umbria, sarebbe un campanello d’allarme così forte da scuotere il governo. Che non cadrà, hanno garantito lo stesso premier Giuseppe Conte e tutti gli azionisti della maggioranza, con varie sfumature da Nicola Zingaretti, ai Cinquestelle a Italia Viva e Leu, ma certo avrà il fiato corto. In entrambe le Regioni si vota dalle ore 7 alle ore 23 della sola giornata di domani, domenica 26 gennaio. Immediatamente dopo la chiusura delle operazioni di voto inizierà lo scrutinio. In Emilia Romagna votano 3,5 milioni di cittadini (più esattamente, secondo la rilevazione del Ministero dell’Interno a 15 giorni dal voto, gli aventi diritto al voto sono 3.508.332, di cui 1.704.295 uomini e 1.804.037 donne) e saranno allestite oltre 4.520 sezioni nei 328 comuni della Regione. In Calabria ci sono complessivamente 508.088 elettori, di cui 245.390 uomini e 282.698 donne. Le sezioni elettorali complessive sono 699. Gli elettori emiliani e romagnoli saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente della Regione tra sette candidati: il governatore uscente Stefano Bonaccini, appoggiato dal Pd, Lucia Borgonzoni, sostenuta da Lega e centrodestra, Simone Benini, candidato del Movimento Cinquestelle. C’è poi la galassia della sinistra con candidati che si presentano autonomamente: L’Altra Emilia-Romagna (con Stefano Lugli), Potere al Popolo (con Marta Collot) e il Partito Comunista (con Laura Bergamini). Infine il Movimento 3V-Vaccini Vogliamo Verità con il candidato Domenico Battaglia. In Calabria la sfida è a quattro. il centrodestra schiera la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia Jole Santelli, che può contare sul sostegno di sei liste: oltre a Fi, Fdi, Lega, Santelli presidente, Udc, Cdl. Il centrosinistra presenta il candidato civico Pippo Callipo, l’imprenditore del tonno, sostenuto dalla sua lista “Io resto in Calabria”, dal Pd e da un’altra lista di centrosinistra, “Democratici e progressisti”. C’è poi il candidato del Movimento 5 Stelle, il docente dell’Università della Calabria Francesco Aiello, che può contare anche sull’appoggio della lista “Calabria Civica” e, infine, il ricercatore del Cnr ed ex capo della Protezione civile regionale Carlo Tansi, sostenuto da “Tesoro Calabria”, “Calabria Pulita” e “Calabria Libera”. I sette candidati alla presidenza della giunta regionale dell’Emilia Romagna sono sostenuti da 17 liste (più 6 rispetto al 2014). Per il Consiglio regionale sono 739 – nel 2014 furono 507 – i candidati in lizza per i 50 posti disponibili in assemblea: il 51% è uomo, ha un’età media di 46,9% e nel 60% dei casi è alla prima esperienza elettorale. Nella pattuglia dei candidati c’è un ex Parlamentare europeo, 8 sono Deputati o ex Deputati. Sono 10 i sindaci in carica. Si ricandidano, inoltre, 5 assessori regionali uscenti e 38 consiglieri regionali uscenti. In Calabria sono state presentate 15 liste a sostegno dei quattro candidati presidenti, 30 i posti da consigliere a disposizione. Per quanto riguarda la legge elettorale si voterà con un’unica scheda e sarà eletto il candidato presidente che avrà ottenuto il maggior numero di voti. In Emilia Romagna è possibile il voto disgiunto ovvero votare un candidato presidente e una delle liste a lui non collegate. Si può esprimere la doppia preferenza di genere scrivendo due nomi di candidati consiglieri regionali che devono essere però, pena l’annullamento della seconda preferenza, di sesso diverso. Si può dunque mettere la croce solo sulla lista, solo sul nome del candidato presidente o su tutti e due. La soglia di sbarramento è al 3% per liste singole, ma possono entrare in consiglio anche le liste sotto questa soglia se il candidato presidente collegato ha superato il 5% dei consensi. La governabilità viene assicurata grazie al premio di maggioranza: alla lista o alle liste che sostengono il governatore eletto vengono garantiti almeno 27 seggi, il 54% del totale. In Calabria la legge elettorale non prevede il voto disgiunto e sono ammesse alla ripartizione dei seggi le liste che hanno superato il 4% e le coalizioni di liste che superano l’8%. C’è la possibilità di esprimere una sola preferenza per il candidato consigliere regionale: sulla scheda elettorale si può apporre una croce solo sulla lista, solo sul nome del candidato presidente o su tutti e due. E’ previsto un premio di maggioranza: la lista che appoggia il candidato presidente che risulta vincente ha garantiti almeno 16 seggi, il 55% del totale. In primavera, tra maggio e giugno, nuova tornata di elezioni in Marche, Liguria, Campania, Puglia, Veneto e Toscana. Si voterà anche per eleggere i sindaci di Aosta, Arezzo, Reggio Calabria, Trento, Venezia e di altri 1074 Comuni. Senza dimenticare il referendum sulla riforma costituzionale che ha previsto il taglio del numero dei parlamentari. 

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *