Nessun passo indietro di Di Maio da capo politico

Nessun passo indietro del capo politico e nessuna riorganizzazione diversa da quella gia’ avviata con i nuovi facilitatori “che servira’ a dare nuova forma e forza al Movimento 5 Stelle, in vista degli Stati Generali di marzo”. I 5 Stelle tornano a smentire le indiscrezioni sulle prossime mosse di Luigi Di Maio e la sua rinuncia al ruolo di tesoriere del Movimento. Il capo politico, ricordano agli smemorati, “ha sempre parlato di maggiore collegialita’”. E mentre a Berlino sembra tornato saldo il rapporto con il premier (Conte e Di Maio sono stati visti in due occasioni conversare amabilmente e non di Libia), proprio in tema di collegialita’ gli iscritti M5s sono chiamati domani a fare un nuovo passo in avanti con la scelta, in rete, dei nuovi “facilitatori” regionali. E anche con quella dei candidati alle regionali alla presidenza di Liguria, Puglia Toscana. Sono voti che si intrecciano alla strategia di Di Maio per arrivare agli Stati generali. La scelta in rete dei candidati da parte della base M5s potrebbe servire a Di Maio ad evitare nuove contrattazioni con il Pd. E’ gia’ accaduto per le Marche e per la scelta del candidato per le suppletive per il seggio uninominale del Senato da rivotare a Napoli. Il M5s ha avviato la votazione su Rousseau nonostante la pressione per la scelta di un candidato comune con il Pd e il partito di de Magistris Dema. I cinque stelle hanno optato per Luigi Napolitano, compagno di universita’ di Luigi Di Maio, mentre Pd e Dema candideranno Sandro Ruotolo. Nome sostenuto, tra l’altro, dall’assessore Francesca Menna, ex 5 Stelle, che ha allestito a Secondigliano un gazebo con un gruppo di ex militanti pentastellati. Il dibattito interno al M5S in Campania e’ vivo, soprattutto tra i fichiani, sia per i rischi di possibile perdita del seggio Cinque Stelle che apparteneva al defunto Ortolani, sia in vista delle prossime regionali campane Stesso discorso per la Liguria dove ieri il coordinatore, il deputato Marco Rizzone, ha fatto incontrare i candidati alla presidenza con gli attivisti in vista del voto dove, con molta probabilita’ se la vedranno alla pari due donne, entrambe 37enni: Silvia Malivindi, consigliere comunale a Ventimiglia, candidata anche alle Europee di maggio, e Alice Salvatore, capogruppo uscente del Movimento in Regione. In Liguria pero’ la possibilita’ di una alleanza con i dem resta aperta, con l’ipotesi di individuare un nome indipendente, della societa’ civile, su cui far convergere M5s e Pd. In tal caso il candidato M5s dovrebbe fare un passo indietro, come previsto dal regolamento. Scelta, questa, che dovrebbe pero’ far tornare al voto di Rousseau. Come chiede, ad esempio, di fare per il Veneto il ministro per i rapporti con il Parlamento Federico D’Inca’: durante una analoga riunione di attivisti in provincia di Padova ha esposto la sua tesi: “Per battere Zaia dobbiamo replicare lo schema di governo nazionale”. Traghettare il M5s “verso l’area riformista” e’ anche l’obiettivo del ministro Stefano Patuanelli; di contro un altro esponente di peso pentastellato come Stefano Buffagni e’ convinto sostenitore della necessita’ per il M5s di “riprendersi i voti della Lega”. Con un movimento cosi’ spaccato e’ quindi possibile che gli Stati generali M5s si trasformino in una battaglia tra mozioni. Dove Di Maio incarnera’ la linea politica, da sempre sostenuta, di un M5s “ago della bilancia” tra destra e sinistra. (ANSA).

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