A vent’anni dalla morte Craxi divide ancora

A vent’anni dalla sua morte, la figura di Bettino Craxi continua ancora a far discutere. Mentre ad Hammamet oltre mille le persone sono arrivate dall’Italia per partecipare alla cerimonia di commemorazione presso il cimitero cristiano che si celebrerà domani, a consacrare una volta per tutte la centralità dell’ex leader Psi e a rivendicare l’orgoglio socialista, a Roma il Pd si divide. I dem sono gli unici a non presenziare alla due giorni organizzata dalla Fondazione Craxi con una delegazione ufficiale. Di più. Nonostante il passare degli anni, non sembra essere risolta la diatriba su chi vuole l’ex presidente del Consiglio nel Pantheon dei democratici al fianco di Enrico Berlinguer e chi, invece, preferisce tenerlo a distanza, anche a causa dell’imbarazzo per le vicende giudiziarie dell’ex segretario del Psi.A partecipare alle celebrazioni tunisine c’è Giorgio Gori. “Sono qui come sindaco del Partito democratico – dice in un’intervista a Repubblica – Non regalo Craxi alla destra. È una vera follia. Io non sono cambiato. Pensavo alcune cose che diceva il Psi anche trent’anni fa e non ho svenduto la mia idea. Il Pd aveva l’occasione, a distanza di 20 anni, quando ormai si è posata la polvere della cronaca, di sanare una ferita, di recuperare un pezzo di storia comune. Non l’ha fatto e sta sbagliando”. Il sindaco di Bergamo smentisce di buon mattino l’intervista, definendola “costruita sulle chiacchiere fatte in piedi durante una cerimonia. Giudizi forzati, espressioni che non sono mie”, mette in chiaro. Sulla scia delle sue parole, però, interviene nel dibattito Andrea Marcucci: “Il pensiero socialista e libertario che ispirò molte delle battaglie politiche di Bettino Craxi fa naturalmente parte del patrimonio valoriale del Pd”, taglia corto il capogruppo dem al Senato. Non tutti, però, sono dello stesso avviso: “Se Giorgio Gori pensa che l’importante dibattito su Craxi possa partire dalla liquidazione di Berlinguer e dall’idea che lui sia il vero ispiratore del Pd ci facciamo male! Forse è meglio valorizzare l’aumento degli stipendi ai lavoratori e evitare discussioni strumentali”, scrive su Twitter il senatore Pd Franco Mirabelli.Da Hammamet il segretario del Psi, Enzo Maraio, non fa sconti: “È davvero surreale che – a distanza di vent’anni – ci sia ancora chi non abbia fatto una revisione storica per leggere ciò che fu l’Italia guidata da Craxi. È una riflessione che tutto il centrosinistra deve fare, a cominciare dal Pd, che qui non è rappresentato. Bisognava avere più coraggio”. Più tranchant il segretario nazionale del Nuovo Psi, Lucio Barani. “Caro Marcucci, se tu e il Pd siete gli eredi di Craxi, tanto vale nominare Dracula presidente dell’Avis … Il Pd non ha nulla a che vedere con il socialismo, tantomeno con il Psi. Voi siete gli stessi che vent’anni fa lanciavano le monetine, quelli che ci accusavano di essere ladri ma si facevano finanziare dalla Russia”.Chi non ha mai avuto dubbi, invece, è Silvio Berlusconi: “Bettino Craxi è stato uno dei pochissimi uomini politici della Prima Repubblica a meritare la definizione di statista. Oltre a lui, forse solo De Gasperi ne ha diritto. Il suo Paese con lui è stato ingrato – , scrive il Cavaliere alla figlia Stefania – Mi auguro che questo ventennale sia finalmente l’occasione per restituirgli il posto che gli spetta nella memoria condivisa degli italiani”.

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