Il ricordo di Eugenio Bennato all’anniversario della morte di Craxi

C’è anche Eugenio Bennato ad Hammamet per partecipare alle cerimonie per il ventesimo anniversario della morte ‘in esilio’ di Bettino Craxi. “Mi ha invitato Stefania – spiega il musicista all’Adnkronos – perché più volte sono venuto in Tunisia per concerti e più volte Craxi è venuto a vedermi. Ci sono stati sempre inviti a cena, abbiamo passato serate molto belle insieme”. “La mia è una testimonianza – aggiunge – D’altra parte penso di essere uno dei pochi che ha ricevuto la visita di Craxi. La prima volta a Tunisi, nel 1985. Da presidente del Consiglio venne a vedere il concerto e poi invitò me e tutta la mia compagnia di giovani musicisti a cena: passammo una serata memorabile a parlare di storia e di cose di cui lui era molto esperto. L’ultima volta, invece, fu nel ’99, in occasione di un mio concerto ad Hammamet. Venne Anna Craxi e disse ‘Bettino non se la sente di venire, perché ha un problema di deambulazione, però vorrebbe che dopo il concerto veniste a cena’. Era il settembre del 99, quattro mesi prima della sua scomparsa”. “Come lo ricordo? Come una persona molto semplice: non era il presidente del Consiglio che veniva a teatro, ma un uomo di cultura interessato a questi giovani italiani che portavano una musica mediterranea in giro per il mondo – racconta Eugenio Bennato – senza nessun altro scopo, se non quello di incontrarsi e nutrirsi di arte e di musica. Ho un bellissimo ricordo di quegli incontri”. 

“Il Craxi che ho conosciuto io – spiega Eugenio Bennato – era una persona di grande spessore. Sono fiero di avere avuto una esperienza diretta che mi metta al di sopra delle polemiche: l’ho conosciuto direttamente, e devo dire che ho apprezzato la sua sensibilità”. Quanto al film “Hammamet” di Gianni Amelio, che Bennato giudica “un capolavoro cinematografico”, una cosa, dice, “mi ha proprio emozionato: per descrivere Craxi ogni volta che me lo hanno chiesto ho risposto che il modo migliore è descrivere la casa di Hammamet, e nel film ho ritrovato la casa esattamente come l’avevo vista, piena di libri, anche un po’ disordinata, la casa di una persona viva e di cultura, non certo di un arricchito o di uno speculatore”. 

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