Poca frutta e verdura, troppo zucchero e sale tra le maggiori cause di morte in Italia

Circa un terzo dei decessi avvenuti in Italia nel 2017 e’ attribuibile a fattori di rischio comportamentali, tra cui i rischi connessi alla dieta, il tabagismo, il consumo di alcolici e la scarsa attivita’ fisica. E’ quanto emerge dal rapporto State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019″ presentato a Bari, e organizzato dall’Aress Puglia in collaborazione con la Commissione europea, Ocse e Osservatorio Europeo sui Sistemi Sanitari e sulle Politiche Sanitarie. Sul totale dei decessi avvenuti nel 2017, circa il 16% (98.000) e’ riconducibile a rischi connessi alla dieta (tra cui un basso consumo di frutta e verdura e un consumo elevato di zuccheri e sale). Il consumo di tabacco (compreso il fumo attivo e passivo) e’ responsabile di circa il 14 % delle morti (oltre 90.000), quasi il 4% (26.000) e’ attribuibile al consumo di alcolici e il 3% (18.000) alla scarsa attivita’ fisica. Tutte le percentuali sono inferiori alla media dell’Unione europea, ad eccezione di quella relativa alla scarsa attivita’ fisica. In Italia il consumo di tabacco continua a rappresentare uno dei principali problemi di salute pubblica, in particolare tra gli uomini: nel 2017, il 25% della popolazione maschile in Italia ha dichiarato di fumare quotidianamente, rispetto al 15% delle donne. Nonostante il calo registrato nell’ultimo decennio, la percentuale di fumatori resta superiore a quella della maggior parte dei paesi dell’UE. Resta molto elevato anche il numero di fumatori tra gli adolescenti italiani. Nel 2015, piu’ di un terzo dei ragazzi e delle ragazze di 15 e 16 anni ha dichiarato di avere fumato, anche solo occasionalmente, nel mese precedente. (ANSA).

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