Caos in giunta per il caso Gregoretti: Gasparri vota con le opposizioni

Maurizio Gasparri vota, la maggioranza insorge e sul presidente della Giunta per le Immunità del Senato e relatore del caso Gregoretti si scatena la bufera. L’organismo parlamentare torna a riunirsi dopo la proposta del senatore di Forza Italia di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere avanzata dal Tribunale dei ministri di Catania contro Matteo Salvini. Sul tavolo ‘giace’ la richiesta della maggioranza di rinviare a dopo il 26 gennaio – data per le elezioni regionali in Emilia Romnagna e Calabria – il voto sul processo al leader della Lega, visto lo stop dei lavori di aula e commissioni deciso dalla conferenza dei capigruppo. La riunione si apre con la convocazione per domani alle 19 dell’ufficio di presidenza, dove per modificare il calendario serve l’unanimità.E’ a questo punto che Matteo Crucioli, senatore M5S, si alza chiedendo una ulteriore istruttoria sulla situazione sanitaria a bordo della Gregoretti, in merito anche ad accertamenti citati nella documentazione inviata dalla procura siciliana, ma non presenti. Gasparri mette ai voti la richiesta e finisce 10 a 10: bocciata. L’esito si ottiene con il voto dello stesso Gasparri che si schiera con l’opposizione, scatenando il putiferio.Crucioli salta sulla sedia e lascia la riunione, portandosi dietro i membri presenti della maggioranza che accusano: “Il presidente manca di terzietà.Non doveva votare, si è approfittato delle assenze”. Le rimostranze nascono dal fatto che il plenum della giunta vedeva assenti Pietro Grasso (LeU) e Michele Giarrusso (M5S), in missione con l’antimafia negli Usa. Inoltre, viene spiegato, la richiesta di Crucioli non aveva bisogno di essere messa ai voti e quindi poteva essere accolta dal presidente perché non “dilatoria”.E’ il caos. “La richiesta è stata respinta con un vero e proprio colpo di mano, solo perché hanno i numeri e approfittano delle assenze di Grasso e Giarrusso, fuori in visite istituzionali” attacca Crucioli. “Un fatto gravissimo – scrivono gli esponenti di Italia viva in Giunta – E’ chiaro che esiste una totale strumentalizzazione della vicenda e che il presidente della Giunta da arbitro è diventato giocatore, prendendo parte in modo del tutto irrituale alla votazione”. Gasparri si difende: “Sono stato correttissimo. Il presidente della Giunta non solo può votare, come più volte ho fatto e come hanno fatto abitualmente molti miei predecessori, ma in questo caso difendendo la proposta che da relatore ho fatto, ho semplicemente tenuto un atteggiamento coerente”.Con queste premesse il rinvio è praticamente già scritto. Visto che in ufficio di presidenza è scontato che non ci sarà l’unanimità, il responso sarà affidato al plenum, che avrà esattamente la stessa composizione di oggi. E il voto di Gasparri sarebbe nuovamente decisivo, rimandando al mittente il rinvio a dopo le regionali. Per questo sono in programma domani incontri e contratti tra le forze di maggioranza per stabilire una linea da tenere. Quanto accaduto oggi ha creato una ‘rottura’ degli equilibri all’interno dell’organismo parlamentare, per questo domani,viene spiegato, se non si ravvisasse la volontà di ricucire i partiti di maggioranza sarebbero pronti a valutare anche l’ipotesi di disertare sia l’ufficio di presidenza che la riunione delle 20. (Donatella Di Nitto, La Presse)

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *