Emilia Romagna, tutti in campo per una partita aperta

In Emilia-Romagna la partita e’ aperta come non lo e’ forse mai stata: lo dicono gli ultimi sondaggi, che da adesso non potranno piu’ essere pubblicati, ma lo dice anche e soprattutto l’attivismo dei big della politica italiana. La sfida che si gioca a Bologna sara’ uno spartiacque per tutti e gli effetti di una vittoria del centrodestra li sintetizza Silvio Berlusconi, impegnato in una sfida a distanza con lo storico rivale Romano Prodi: “Un ciclone per la nazione”. Nel penultimo sabato di campagna elettorale, oltre ai due ex premier, sono scesi in trincea Matteo Salvini, Luigi Di Maio, ma anche Bonino, Calenda, Martina e Bartolo perche’ la posta in palio non e’ solamente il governo di una delle regioni economicamente piu’ sviluppate d’Italia, ma anche un simbolo con i cui risultati tutti, dal giorno dopo, non potranno non fare i conti. Lo sa molto bene il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini, ogni giorno in tour per piazze e mercati di citta’ e piccoli paesi: se vince sara’ uno dei campioni del nuovo Pd ipotizzato da Nicola Zingaretti, se perde sara’ colui che ha legato indissolubilmente il proprio nome a una delle piu’ cocenti sconfitte della storia della sinistra italiana. Ma lo sa bene anche Matteo Salvini, che, al pari di Bonaccini, batte da giorni le traverse della via Emilia e continuera’ a farlo anche per la prossima settimana scommettendo tutto sulla spallata al governo: in Romagna, fra Imola e San Patrignano, ha raccolto qualche contestazione, ma anche tanti bagni di folla di sostenitori che credono in quell’impresa che, fino a qualche anno fa, era considerata una missione impossibile. A sostegno di Simone Benini, candidato 5 Stelle, e’ arrivato anche Luigi Di Maio, a Scandiano, nel Reggiano e a Cesenatico, accolto ovunque dal calore dei militanti, in giorni complicati per il movimento. Da lui parole dure rivolte soprattutto all’ex alleato. “A Salvini – ha detto – non importa niente dell’Emilia-Romagna. Ogni regione lui la cannibalizza con le sue campagne elettorali in cui i candidati presidente neanche esistono. Esiste lui, fa la sua campagna. In alcune regioni ha vinto e dove ha vinto ha poi lasciato una regione allo sbando”. Ma si sono incrociati, appunto, anche i due protagonisti della generazione precedente della politica italiana. Romano Prodi, bolognese e grande elettore di Stefano Bonaccini, ha partecipato insieme a Emma Bonino in un’iniziativa di +Europa, per ricordare successi della Regione come l’arrivo del centro meteo e del centro di calcolo e l’attrazione di investimenti. In collegamento video, invece, l’altro ex premier, Silvio Berlusconi, ha indicato in una vittoria del centrodestra un inequivocabile avviso di sfratto per il governo Conte. “Il Governo della sinistra – ha detto – non potrebbe non prendere atto di non rappresentare piu’ la maggioranza degli italiani. Se si verificasse una vittoria anche in una regione feudo del comunismo in Italia per oltre mezzo secolo, questo rappresenterebbe una necessita’ di cambiamento nel Paese”.(Leonardo Nesti, ANSA)

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