La Lega cambia pelle, diventa partito nazionale

 Il Carroccio si aggiorna: sono circa 500 i delegati – 350 di diritto, il resto eletti – chiamati domani al congresso straordinario ad aggiornare lo statuto della Lega Nord. Il partito fondato da Umberto Bossi non sara’ liquidato ma restera’ in vita, anche (soprattutto) per le pendenze con la magistratura legate alla restituzione allo Stato dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali giudicati irregolari. Comunque quello di domani sara’ un passaggio decisivo verso la sua trasformazione. “Siamo nel 2019 e il fatto che la Lega sia un movimento nazionale mi sembra ormai chiaro ed evidente” ha spiegato lo stesso Salvini il giorno dopo che il consiglio federale aveva stabilito la data del congresso. La principale novita’ sara’ la possibilita’ per gli iscritti di avere la “doppia tessera”: per i militanti, infatti, sara’ abolita l’incompatibilita’ con l’iscrizione o l’adesione “a qualsiasi altro partito o movimento politico”. Finora gli iscritti alla Lega Nord in linea teorica non potevano iscriversi alla ‘nuova’ Lega. Il ‘padre fondatore’ Umberto Bossi, che domani partecipera’ al congresso, manterra’ la carica di ‘Presidente Federale a vita’ e nell’articolo 1 sara’ mantenuta la parola ‘Padania’. Nessun cambio e’ previsto per il simbolo con l’Alberto da Giussano ne’ per la sede, che restera’ a Milano, in via Bellerio. Non sara’ automatico, inoltre, l’azzeramento delle altre cariche, compresa quella di segretario federale oggi ricoperta da Matteo Salvini. Il nodo sara’ affrontato fuori dal congresso, non e’ detto se gia’ domani, con un consiglio federale straordinario, o in un momento successivo. La minoranza del partito, ha fatto sapere nei giorni scorsi il rappresentante Gianni Fava, non partecipera’ al congresso perche’ “e’ inutile legittimare un percorso che non ha garantito la benche’ minima possibilita’ di dibattito”. Ci sara’, invece, l’ex ministro ed ex governatore lombardo Roberto Maroni, tra i fondatori del Carroccio, per il quale “la Lega e’ immortale”. “Ci vado – ha detto Maroni – perche’ domani non e’ il funerale della Lega ma un passaggio di testimone, verso un nuovo partito che prende questa storia e la porta piu’ in alto”. Piu’ cauto Francesco Speroni, altra figura storica della Lega che ammette ancora oggi di ‘sognare’ la secessione. “Il congresso di domani e’ una svolta, ma non ho elementi per dire se positiva o negativa”. “Non so nulla, non conosco i testi, vedremo come sara’ il nuovo statuto prima di fare commenti” si e’ limitato a commentare l’ex ministro e storico dirigente del Carroccio Roberto Castelli. Nessuna critica preventiva anche dall’ex europarlamentare Mario Borghezio, che domani sara’ al Da Vinci come “osservatore” per “accertarsi” sia riconosciuto “il ruolo politico e della persona di Bossi, perche’ da questo non si puo’ prescindere”. In contemporanea al congresso leghista, a poche centinaia di metri dall’hotel, e’ stato annunciato un flashmob di protesta delle Sardine di Milano, per le quali il cambio di statuto “rendera’ molto piu’ difficoltosa la restituzione dei 49 milioni di euro sottratti allo Stato, che rimarranno a carico della ‘bad company’ Lega Nord”. (ANSA).

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