La Pop Bari accende le tensioni tra Di Mario e Renzi

Il decreto sul salvataggio della Popolare di Bari riaccende le tensioni nella maggioranza. Lo scontro va in scena prima della riunione del Consiglio dei ministri sulla banca pugliese, con i renziani che dopo aver confermato la presenza in Cdm, hanno avvertito: “nel titolo del decreto si citano misure per la realizzazione di una banca d’investimento – manco fossimo a Wall Street – quando nel testo non si nomina neanche una volta una banca di investimento. Non c’e’ nulla di male a dire le cose come stanno: si sta ricapitalizzando la Banca popolare di Bari. Punto”. Subito dopo e’ Luigi Di Maio a ribadire la linea M5s, avvertendo che “se si deve fare un intervento sulla Popolare di Bari, la banca va nazionalizzata, torna agli italiani e cominciamo a fare una banca pubblica per gli investimenti. Noi ci prendiamo la banca e cominciamo a prestare i soldi alle imprese oneste”. Non faremo “come e’ stato fatto in passato. Banca Etruria fece perdere soldi ai risparmiatori che stiamo risarcendo noi adesso”. Parole, quelle su Banca Etruria, che Italia viva bolla come “slogan, demagogia e bugie. Se Di Maio vuole nazionalizzare la Popolare di Bari, lo faccia – osserva Marattin -. Non ha bisogno, nel decreto, ne’ di nascondere l’operazione con fantasiose e inesistenti banche pubbliche degli investimenti ne’ con lo ‘schermo’ di Invitalia”. E se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte conferma la volonta’ del governo di “tutelare i risparmiatori”, senza “nessuna concessione ai banchieri”, il leader leghista Matteo Salvini attacca: “Conte e’ ignorante o bugiardo”. Salvini punta poi il dito su Bankitalia: “Se qualcuno non ha vigilato, e penso ai vertici di Banca d’Italia, ne deve rispondere. E spero che il cambio dei vertici passi per il Parlamento”. I banchieri, ha aggiunto l’ex ministro, “non possono essere immuni da responsabilita’ civili e penali”.(AGI)

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